In merito alle recenti vicende legate all'asta per lo Stadium e alla cessione del ramo d'azienda inerente al settore femminile, è arrivata una presa di posizione al vetriolo destinata a far discutere a lungo l'intero ambiente rossoverde.

A intervenire sulla questione con parole prive di mezze misure è stato il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, ex presidente e attuale proprietario del marchio della Ternana Calcio, il quale ha attaccato duramente le ultime manovre contabili e giudiziarie.

Nel corso del suo intervento, il primo cittadino si è scagliato apertamente contro le decisioni intraprese dagli organi preposti alla gestione della procedura, ravvisando presunte irregolarità nell'interpretazione degli accordi storici messi nero su bianco.

«La curatela fallimentare non si è letta l’atto stipulato nel 2023. Se si fossero letti l’atto, avrebbero capito che l’azione che stanno facendo adesso ha dei profili penali gravi. Quando è stata ceduta la Ternana a Guida, quest’ultimo non ha comprato il ramo della Ternana Women, non lo voleva, con tutto quello che ne conseguiva. E non voleva nemmeno la costruzione della clinica. Nel contratto stipulato quel giorno l’Università Niccolò Cusano si mise in condizioni di vendere a Guida ciò che Guida voleva comprare. Guida voleva comprare una casa senza mobili, non con i mobili».

Le contestazioni si sono stese poi fino alle possibili conseguenze sul piano legale, con l'ipotesi di far scattare formali azioni penali qualora le scelte fin qui operate non vengano prontamente riviste o annullate.

«La curatela dovrebbe leggersi bene le cose, se non vuole essere denunciata per truffa, e poi se mi permettete per estorsione, credo che debba leggerlo questo articolo. Quindi quello che hanno fatto i curatori fallimentari, secondo me, è proprio fallimentare. O meglio, è una cosa alla quale se loro torneranno indietro, bene; se no seguiranno denunce penali».

Il nodo centrale della controversia riguarda l'iter autorizzativo legata alla realizzazione delle infrastrutture sportive e sanitarie, argomento su cui la proprietà precedente rivendica la piena correttezza delle pratiche svolte.

«C’è anche da dire che i curatori fallimentari hanno fatto questa cosa prima che gli arrivasse il permesso, perché convinti, come il vecchio patron Rizzo e come gran parte della città, che Bandecchi avesse torto. Siccome Bandecchi aveva ragione, oggi ci sono tutti i permessi».

In conclusione, non è mancato un avvertimento sui rischi finanziari che potrebbero gravare sulle casse della vecchia società in caso di mancato rispetto dei termini temporali previsti dalle convenzioni cittadine.

«La Ternana Calcio fallita — non la mia Ternana Calcio, quella della quale oggi posseggo il marchio — rischia una causa da 70 milioni se non realizza entro tre anni stadio-clinica, perché il Comune la fa a pezzi».

Sezione: Serie D / Data: Mar 22 settembre 2026 alle 18:00
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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