Nuovo DPCM è realtà: Conte ha firmato. Nelle zone rosse vietata anche mobilità interna

04.11.2020 00:41 di Nicolas Lopez   Vedi letture
Fonte: Repubblica.it
Nuovo DPCM è realtà: Conte ha firmato. Nelle zone rosse vietata anche mobilità interna

Giuseppe Conte ha firmato. La notizia è arrivata dopo mezzanotte. Il nuovo dpcm sarà in Gazzetta ufficiale domattina. Dal 5 novembre al 3 dicembre l'Italia sarà dunque divisa in tre aree: zone rosse (ad alto rischio), arancioni e verdi. Un testo che nelle ultime ore è stato al centro di uno scontro con le Regioni. "Destano forti perplessità e preoccupazione le disposizioni che comprimono ed esautorano il ruolo e i compiti delle Regioni e delle Province autonome", si legge nel documento firmato dal presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini.

"Le Regioni, continua il documento, chiedono "di varare il provvedimento ristori insieme a dpcm", e "rilevano come la seconda ondata della pandemia stia colpendo in maniera generale tutto il territorio nazionale. Pertanto ribadiscono la richiesta di univoche misure nazionali e, in via integrativa, provvedimenti più restrittivi di livello regionale e locale". Da chiarire, infine, ''chi può e deve disporre la chiusura al pubblico di strade e piazze nei centri urbani''. Il testo firmato dal presidente del Consiglio non è cambiato rispetto a quello sottoposto ai governatori, fanno sapere da Palazzo Chigi. Aggiungendo che i ministri Roberto Gualtieri e Stefano Patuanelli sono già al lavoro con il premier sul decreto ristori bis.


Dpcm: scenario di elevata gravità e di livello di rischio alto

C'è uno "scenario di elevata gravità e di un livello di rischio alto" che si "collocano in uno 'scenario di tipo 3". E un altro di "massima gravità" con uno "scenario di tipo 4". Nella bozza del Dpcm si prevede una stretta a livello locale. Nella zona rossa dovrebbero essere Lombardia, Piemonte, Calabria, Alto Adige e Valle d'Aosta. Zona arancione Puglia, Liguria e probabilmente il Veneto e Campania. Le Regioni, dopo aver visionato la bozza del dpcm, hanno avanzato in serata proposte e richieste. Ed espresso, come ha evidenziato il governatore ligure, Giovanni Toti, anche delle "perplessità". In primis c'è la richiesta di misure omogenee in tutto il territorio nazionale. Poi la richiesta che la valutazione del rischio epidemiologico venga fatto in collaborazione con i dipartimenti di prevenzione regionali. Infine un decreto con indennizzi per le categorie economiche da presentare contestualmente al dpcm, congedo parentale e riconciliazione e ancora esenzione 2020-21 dei tributi per tutte le attività economiche soggette a provvedimenti di chiusura.

Il nuovo decreto che contiene misure anti-Covid ancora più stringenti per cercare di contenere la seconda ondata di contagi in Italia. Ma soprattutto, ed è questa la novità, il documento prevede regole diverse per aree, denominate rosse, arancioni e verdi. "Il tentativo è quello di non paralizzare il Paese.

Toti: "Regioni perplesse, Cts riveli criteri valutazione zone a rischio"

"E' stato un dibattito vivace quello sul dpcm - ha dichiarato Toti in una diretta Facebook - la prima osservazione è che la classificazione delle regioni come fasce di rischio avvenga in contraddittorio con i dati tecnici del Cts. In altre parole, vogliamo sapere in quale modo il Cts analizzerà e valuterà i dati e le fasce a, b o c. Per questo motivo, abbiamo chiesto che al tavolo partecipino anche i nostri tecnici per conoscere le sorti delle regioni". "Ci sono alcune difficolta' oggettive: tenere aperto il comparto produttivo e didattico e chiudere bar e ristoranti puo' creare problemi per chi va al lavoro e per chi va a scuola". "E' poco fattibile - ha aggiunto il governatore ligure - che tutti si portino cibo da casa o si mangi solo in autogrill". "Le Regioni - ha aggiunto - sono abbastanza perplesse sia sul meccanismo semi-automatico di collocamento dei territori nelle fasce di rischio, sia per le misure conseguenti".