Il pareggio maturato sul campo lascia in dote sensazioni contrastanti in casa Lucchese. Se da un lato la classifica non subisce lo scossone sperato, dall'altro la prova fornita dai rossoneri rappresenta un segnale di vitalità che l'intero ambiente attendeva con ansia. Al termine del match, il tecnico Sergio Pirozzi ha espresso tutta la sua soddisfazione per l'atteggiamento mostrato dai suoi uomini, sottolineando come la squadra abbia risposto con i fatti alle sollecitazioni arrivate dai vertici societari nei giorni precedenti la gara.

«C'è stata una grande prestazione da parte di tutto il gruppo» ha esordito l'allenatore, evidenziando il cambio di passo mentale dei suoi calciatori. «Sia io che il presidente, il quale in settimana ha rivolto un discorso di grande impatto ai ragazzi, avevamo preteso una prova di coraggio. Quello spirito l'ho visto chiaramente in campo: se c'era una compagine che oggi avrebbe dovuto portare a casa l'intera posta in palio, quella eravamo sicuramente noi». Il rammarico per un punteggio che non rispecchia quanto prodotto nell'arco dei novanta minuti è evidente nelle parole di Pirozzi, che però preferisce guardare al bicchiere mezzo pieno in vista dei prossimi impegni: «Ho rivolto i miei complimenti alla squadra, resta solo l'amarezza per un risultato che non ci premia come meriteremmo. Per domenica prossima mi aspetto di rivedere questa stessa intensità e la medesima qualità nel gioco».

L'analisi del mister si è poi spostata sul piano tattico e sui singoli, con una metafora efficace per descrivere il momento del club e la durezza del girone. «La lotta per il vertice? Considero questo campionato una sorta di Formula 1: la competizione è serrata e il percorso ancora molto lungo, l'importante è proseguire su questa strada». Pirozzi ha poi elogiato alcune scelte tecniche che si sono rivelate azzeccate, a partire dall'adattamento di Santeramo: «Aveva ricoperto il ruolo di centrocampista quando era ancora giovanissimo, ma si è disimpegnato egregiamente. In generale, oggi ho finalmente rivisto la Pantera e non un micio».

Parole di stima sono arrivate anche per la prova di Colferai, giudicata positivamente dal tecnico, che ha poi chiuso parlando del mercato e della coesione con la proprietà. «Se ci fosse la necessità di intervenire la società ne è perfettamente consapevole, ma per me va bene così. Ciò che conta davvero è lo spirito visto oggi, è questa la base da cui ripartire».

Sezione: Eccellenza / Data: Gio 08 gennaio 2026 alle 13:30
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
vedi letture
Print