Figc, LND e C.R. anacronistici: vogliono davvero far ripartire l'Eccellenza?

07.03.2021 07:30 di Marco Pompeo Twitter:    Vedi letture
Figc, LND e C.R. anacronistici: vogliono davvero far ripartire l'Eccellenza?
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I campionati di Eccellenza ripartiranno. L'ha promesso la FIGC con in testa il rielletto Gabriele Gravina. Eppure, il comportamento della federazione ed insieme di Lega Nazionale Dilettanti e dei vari Comitati Regionali è del tutto anacronistico.

Con l'Italia di nuovo in ginocchio a causa della terza ondata di propagazione del covid-19, loro vogliono far ripartire il torneo di Eccellenza. Però soltanto i club che vogliono, e chi non vuole può non farlo perché tanto non ci saranno retrocessioni.

Insomma, chi ha interesse a proseguire perché crede magari nella promozione in Serie D si accomodi pure alla cassa. Per tutti gli altri la giostra si ferma.

Il nostro Paese rischia nuovamente un lockdown totale, lo caldeggia il comitato tecnico scientifico, i cervelloni della federazione vanno avanti per la loro strada come se in ballo non ci fosse la vita delle persone. E non si intende soltanto quella dei tesserati, ma anche quella delle loro famiglie, dei loro affetti, amici e conoscenti.

Davvero senza limiti la tracotanza di certi personaggi. Anche se c'è da chiedersi: ma vogliono davvero far ripartire l'Eccellenza? Oppure, consapevoli della quasi impossibilità reale di ripartire (non dimentichiamo che si è deciso di adottare lo stesso protocollo sanitario della Serie D che per la quasi totalità dei club di Eccellenza è economicamente un suicidio), questi soggetti non si siano comportanti politicamente in maniera furba. Si tratta in pratica, non dovesse ripartire il campionato, di avere pubblicamente mantenuto fede alla loro parola. Come dire, noi ci abbiamo provato, avete visto? Ma non è stato possibile. Una sorta di alibi con quelle società già inferocite e che da tempo chiedevano la ripartenza.

Comunque la si voglia vedere, ancora una volta la politica del pallone ne esce a pezzi e forse sarebbe l'ora che i club si assumessero la paternità di questo scempio fatto coi loro voti.