Mancano solo quattro giornate al termine del campionato e il calendario mette il Bari di fronte all'ostacolo più arduo: domani alle 15:00 al San Nicola arriva il Venezia capolista. Una sfida sulla carta proibitiva, ma che i biancorossi non hanno alcuna intenzione di affrontare da vittime sacrificali. Moreno Longo, nella consueta conferenza stampa della vigilia, ha analizzato a 360 gradi il momento della sua squadra, predicando realismo, ma senza rinunciare all'ambizione.
La sfida alla capolista: "Servirà un Bari perfetto e cinico"
A chi gli fa notare i passi falsi delle dirette concorrenti, Longo risponde frenando facili entusiasmi e riportando il focus sul campo: "Fino alla fine non dobbiamo guardare le altre. È inutile sperare che succeda qualcosa sugli altri campi se poi tu non fai i punti. Dobbiamo stare concentrati su noi stessi, perché, comunque vada, nelle prossime quattro partite dobbiamo fare punti. Per domani servirà un Bari perfetto, lo sappiamo. Affrontiamo la prima della classe, una squadra con valori molto importanti. Dovremo fare una gara sotto l'aspetto difensivo molto attenta, senza sbavature, perché la mole di gioco che il Venezia impone in ogni partita ti porta a stare sotto pressione. Dovremo farlo sapendo il tipo di partita che andremo a fare, ed essere bravi a sfruttare le opportunità che ci capiteranno, essendo cinici al punto giusto per portare via un risultato vitale".
Nessun timore reverenziale, dunque, tanto che alla domanda se firmerebbe per un pareggio, il mister è perentorio: "Per l'obiettivo minimo non firmo mai, perché sono ambizioso di natura e punto sempre al massimo. Sappiamo benissimo che non è una partita da buttare via, non sono abituato a firmare per gli obiettivi minimi, quindi prima della partita no. Se capita, non lo buttiamo via".
Il nodo concentrazione e l'adattamento tattico
Riflettendo sui recenti cali di tensione, come in occasione del gol subito contro il Monza, Longo punta il dito sui dettagli: "Sui dettagli dobbiamo essere più attenti, sappiamo quanto possono incidere ai fini di un risultato. Il gol del Monza nasce nel momento in cui ti sei distratto da una rimessa laterale e hai permesso di far girare una palla in una zona di campo dove, se sei attento, l'avversario non va. Potevamo serrare di più la marcatura, essere più aggressivi, ma ci siamo fermati. Dobbiamo capire quanto è importante non uscire neanche per un millesimo di secondo dalla partita, il pericolo è sempre dietro l'angolo. Per 95 minuti dovremo mantenere una concentrazione altissima".
Longo ha poi risposto a chi gli chiedeva di un Bari a volte rinunciatario contro le "big" del torneo: "Bisogna essere realisti. Quando affronti queste squadre non è il non voler cambiare atteggiamento o non mettere in campo una strategia propositiva, devi capire cosa ti permette di fare l'avversario. Affronti squadre che, se le trovi in giornata, ti obbligano a fare una fase difensiva dove devi lottare e capitalizzare le occasioni in ripartenza. Pensare di dominarle o fare un calcio diverso è fattibile, per carità di Dio, ma quando ti apri e concedi distanze diventa veramente complicato. Devi giocare anche per le caratteristiche che hai: questo Bari in questo momento, per i giocatori che ha e per la classifica, non se lo può permettere".
A tal proposito, sull'atteggiamento da tenere domani contro i veneti: "Il Venezia verrà a giocare uomo su uomo, ci aggredirà forte, ha grande motore e grande intensità. Nel momento in cui riconquistiamo palla dovremo essere molto bravi a ripulirla e a giocare con i riferimenti offensivi per innescare le nostre possibilità".
La spinta dalla panchina e l'unità del gruppo
Un tema caldo è stato l'apporto di chi subentra a gara in corso. Longo è chiaro su cosa si aspetta: "Ci sono giocatori da cui oggettivamente non puoi chiedere molto di più perché te l'hanno dato, e altri che ti giri in panchina, li metti a seconda delle esigenze, e non sempre ti hanno dato quello che ti aspettavi. In questo finale di stagione il margine di miglioramento del Bari può e deve derivare soprattutto da chi entra. Cinque cambi sono tanti, permettono di mantenere un livello alto e impattare in maniera positiva. Chi subentra può spostare gli equilibri".
Il tecnico ha poi voluto blindare lo spogliatoio, rispondendo a una domanda sull'esclusione di Pucino (e relativo sfogo social del giocatore): "Dopo Monza sono stato lapidario. C'è poco da aggiungere se non il dispiacere di dover parlare a quattro giornate dalla fine di situazioni che non hanno senso di esistere. Sprecare energie, parole e inchiostro su stupidaggini non mi appartiene. Voglio far passare un concetto a cui tengo: dal primo di febbraio ho trovato un gruppo che ha giocatori con un profilo umano molto alto. Non vorrei che questo gruppo venisse intaccato da queste stupidaggini. Io faccio scelte per il bene del Bari, il resto non mi interessa nulla".
Il bollettino medico: emergenza e recuperi
Infine, un quadro sulle disponibilità per la gara di domani, che vedrà il Bari fronteggiare defezioni pesanti: "Abbiamo fuori Darboe, D'Ikman, Verret per influenza ed Esteves per un problema muscolare, oltre a Dorval squalificato. Esteves non ha lesioni strumentali, il recupero è soggettivo, proveremo ad averlo per Avellino. De Pieri invece lo recuperiamo, sarà tra i convocati ma non è ancora pronto per giocare dall'inizio. Oltre a lui a centrocampo abbiamo Cavoti e altri giocatori che possono lavorare in quella zona, cercheremo di fare la scelta migliore".
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