Alla vigilia della proibitiva trasferta contro la capolista Frosinone, il tecnico della Reggiana Davide Dionigi ha analizzato il delicato momento della sua squadra in una conferenza stampa carica di tensione ma anche di ferma convinzione. Nonostante la pesante striscia di cinque sconfitte consecutive, l'allenatore ha voluto sottolineare come le prestazioni non siano mai mancate, evidenziando un paradosso sportivo difficile da digerire per tutto l'ambiente granata.
Dionigi ha ammesso la difficoltà di trovare parole nuove davanti a risultati che non rendono giustizia a quanto espresso sul campo, pur riconoscendo che le disattenzioni individuali stanno pesando come macigni sul cammino verso la salvezza.
Il tecnico ha posto l'accento sulla natura quasi inspiegabile di alcuni passi falsi recenti, definendo gli errori commessi dai suoi come "clamorosi" e "assurdi", piuttosto che figli di una semplice superficialità. «Dobbiamo capire che ci sta costando tanto gli errori che facciamo in maniera secondo me un po'... ma non è nemmeno superficiale, penso siano propri clamorosi», ha dichiarato Dionigi, ribadendo che la Reggiana ha saputo giocare alla pari o addirittura dominare ampi tratti di gara contro ogni avversario incontrato finora.
Per il mister, la squadra ha sempre spinto per tutti i novanta minuti, creando occasioni che però non sono state concretizzate, trasformando le partite in una serie di "regali" agli avversari che ora devono necessariamente terminare.
Guardando alla sfida contro il Frosinone, Dionigi non accetta l'idea di una trasferta senza pretese. Pur riconoscendo il valore assoluto della prima della classe, definita una squadra con pochissimi punti deboli e capace di rotazioni tattiche imprevedibili, il tecnico ha chiesto ai suoi di giocare a viso aperto e con estrema lucidità.
La memoria corre alla gara d'andata, dove la Reggiana avrebbe meritato molto di più, e l'obiettivo per sabato è quello di mostrare una consapevolezza nuova, curando in modo maniacale quei particolari che nelle ultime settimane sono sfuggiti al controllo. «La Reggiana non si snatura, deve giocare per fare il risultato pieno», ha ribadito con forza, scacciando l'ipotesi di una formazione rinunciataria o votata esclusivamente alla difesa.
Un tema caldo della conferenza è stato inevitabilmente il mercato, descritto come una "dannazione" che sta influenzando la serenità di alcuni elementi della rosa. Dionigi ha ammesso con onestà che le voci di cessioni e le partenze già avvenute hanno avuto un impatto psicologico sui calciatori: «Sarei un bugiardo a dire il contrario, spero che non influisca più di tanto ancora perché non è per il nostro bene».
In costante contatto con il presidente e il direttore sportivo, l'allenatore ha confermato la necessità di intervenire per colmare le lacune numeriche e qualitative, ipotizzando l'arrivo di quattro o cinque nuovi innesti tra difesa, centrocampo e attacco. La priorità resta individuare profili pronti, capaci di portare quell'esperienza e quel "mestiere" che in alcune fasi critiche della partita sono venuti a mancare.
Tra le riflessioni più profonde del tecnico c'è anche la gestione dei singoli, in particolare del giovane portiere Edoardo Motta. Dionigi ha difeso il percorso di crescita dell'estremo difensore, chiedendo a stampa e tifosi di non "buttargli la croce addosso", ma ha lasciato intendere che potrebbe esserci una pausa per lui per proteggerlo e permettergli di ritrovare tranquillità.
«Sto sicuramente facendo delle valutazioni che non è solamente in quel ruolo lì, però dobbiamo pensarci bene», ha spiegato, sottolineando l'importanza di inserire un po' di malizia in più in un girone di ritorno che non concede sconti. La scelta finale dipenderà dalle sensazioni degli ultimi allenamenti, ma l'obiettivo resta sempre la salvaguardia del gruppo e del risultato collettivo.
In chiusura, Dionigi ha fatto appello all'esperienza vissuta l'anno precedente, ricordando come basti una scintilla per invertire un trend negativo e dare inizio a una serie positiva. La condizione atletica della squadra, confermata dai dati, lascia ben sperare: la Reggiana corre, lotta e resta tonica, caratteristiche fondamentali per affrontare un mese di fuoco.
Il sostegno dei tifosi, che torneranno a seguire la squadra in trasferta seppur in numero ridotto, rappresenta per il mister un'ulteriore spinta motivazionale e una responsabilità da onorare con una prestazione di carattere. «Non sono di certo venuto qui per accompagnare i ragazzi in un funerale», ha concluso, lanciando un segnale di sfida a chi già considera la Reggiana spacciata.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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