La spedizione della Cavese in terra siciliana si chiude con una sconfitta per 2-0 che lascia un profondo senso di ingiustizia nell'animo di mister Fabio Prosperi. Analizzando il confronto del Massimino, il tecnico dei metelliani ha espresso tutto il suo dolore per un risultato che, a suo dire, non rispecchia l'andamento del gioco espresso sul rettangolo verde.
Secondo l'allenatore, la forza d'urto del Catania si è manifestata quasi esclusivamente attraverso le situazioni di palla ferma, sfruttando una struttura fisica che poco ha a che fare con gli standard medi della categoria. Già nella prima frazione di gioco, gli etnei avevano costruito due pericoli proprio sugli sviluppi di calci piazzati, approfittando anche di una sbavatura degli ospiti in fase di disimpegno, ma la Cavese era riuscita a tenere botta con ordine: «Fa male perdere in questo modo perché io la pericolosità del Catania l’ho vista solo ed esclusivamente sulle palle inattive, dove loro sfruttano una fisicità fuori dal comune in questa categoria».
Il nervosismo di Prosperi si concentra in particolare sulla direzione di gara e su alcuni episodi che avrebbero pesantemente condizionato l'esito del match. Il tecnico ha puntato il dito contro la decisione arbitrale che ha portato alla punizione del vantaggio rossazzurro, lamentando un fallo precedente subito dal proprio difensore e non sanzionato. Per l'allenatore campano non si tratta di un caso isolato, ma di una tendenza che starebbe penalizzando sistematicamente il club in questa stagione. Il rammarico è amplificato dal fatto che la squadra, nonostante le numerose assenze, avesse interpretato la sfida con una precisione tattica quasi perfetta, sfiorando anche il vantaggio con una ghiotta occasione capitata sui piedi di Fusco: «Loreto è stato strattonato non so per quanto tempo. Veniamo regolarmente puniti, non è la prima volta. Oggi onestamente c’è stato più di qualche episodio che immaginavamo sarebbe andato a favore del Catania».
Nella ripresa, la Cavese ha vissuto una fase di netta pressione, stazionando a lungo nella trequarti dei padroni di casa senza però riuscire a trovare l'affondo decisivo. Prosperi riconosce che ai suoi è mancata la stoccata finale per capitalizzare il volume di gioco prodotto in uno stadio così prestigioso contro la principale candidata alla promozione. La gestione degli ultimi minuti di gara è l'unico aspetto che ha fatto storcere il naso al mister, con la squadra che, dopo aver subito il raddoppio, ha perso quell'equilibrio che l'aveva contraddistinta per gran parte del pomeriggio: «Mi porto dietro la prestazione della squadra che è rimasta in partita fino alla fine, non mi è piaciuta la parte finale prendendo anche il 2-0 e rischiando di subire il terzo gol, ma ormai non aveva più niente da dire la gara».
Nonostante lo zero nella casella dei punti, la trasferta siciliana regala alla Cavese una nuova consapevolezza interna. L'aver tenuto testa ai colossi del girone conferma che il gruppo ha le carte in regola per lottare per la permanenza in categoria, ribaltando i pronostici della vigilia che vedevano i biancoblù già spacciati. Il tecnico ha voluto difendere a spada tratta il lavoro dei suoi ragazzi, molti dei quali giovanissimi e chiamati a confrontarsi con calciatori dal pedigree internazionale, ribadendo che l'impegno non è mai venuto meno: «Questa partita ci dà la consapevolezza che noi in questo campionato ci possiamo stare. Abbiamo una squadra piena di giovani che devono crescere velocemente misurandosi in questi palcoscenici».
In conclusione, resta l'amaro in bocca per una missione che sembrava quasi compiuta e che è sfumata solo nelle battute finali. Prosperi sottolinea come la Cavese sia stata in grado di mettere alle corde il Catania, dimostrando che nel calcio i valori sulla carta non sempre coincidono con quanto si vede in campo. Il rammarico per essere arrivati a un passo da un risultato storico è tangibile, ma la strada intrapresa sembra essere quella corretta per affrontare le prossime battaglie salvezza: «All’inizio eravamo dati per vittima sacrificale nel contesto di un incontro proibitivo sulla carta e invece il Catania l’ha spuntata solamente nel finale. Dispiace perché eravamo arrivati proprio lì».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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