Il Piacenza non riesce a sfondare il muro del Cittadella Vis Modena e si ferma sull'1-1 tra le mura amiche, un risultato che lascia l'amaro in bocca per come è maturato e per le difficoltà emerse in fase di finalizzazione. Al termine del match, il tecnico dei biancorossi Arnaldo Franzini ha analizzato con lucidità il momento opaco attraversato dai suoi ragazzi, sottolineando come la prestazione complessiva non sia mancata sotto il profilo dell'impegno e del possesso, ma evidenziando una preoccupante carenza di lucidità negli ultimi venti metri, quelli dove solitamente si decidono le sorti delle partite.
Secondo l'allenatore, la squadra ha cercato costantemente di fare la partita, tenendo il baricentro alto e costringendo gli avversari nella propria metà campo, specialmente nel corso della ripresa. Tuttavia, quello che sembra mancare in questo avvio di anno nuovo è quella «brillantezza che avevamo fino alla fine del girone d'andata», un calo di verve che impedisce di trasformare la mole di gioco in occasioni concrete. La manovra, pur essendo stata condotta con un ritmo accettabile, ha peccato di leggerezza nel momento decisivo: «Siamo stati leggeri nelle conclusioni finali, eppure di occasioni ne abbiamo avute più di una», ha commentato il mister, ammettendo che la scelta dell'ultimo passaggio o della conclusione non è stata quasi mai quella corretta.
Un altro aspetto critico evidenziato riguarda la gestione emotiva della gara. Con il passare dei minuti, l'obbligo di conquistare i tre punti ha generato una sorta di ansia da prestazione che ha sporcato la qualità delle giocate. Il tecnico ha spiegato che la squadra si è fatta trascinare dalla tensione, finendo per fare «un po' troppa confusione» contro un avversario che si è difeso con ordine e compattezza. La pazienza necessaria per scardinare una difesa chiusa è venuta a mancare proprio nei momenti chiave, portando a errori tecnici evitabili che hanno vanificato gli sforzi prodotti.
La questione atletica e l'inserimento dei nuovi innesti restano temi caldi. L'allenatore ha glissato sulla possibilità che i carichi di lavoro invernali stiano appesantendo le gambe dei giocatori, preferendo parlare di una perdita di smalto collettiva. Per quanto riguarda Manuzzi, il tecnico ha predicato calma, ricordando che il calciatore non giocava una gara intera da diverso tempo e che il ruolo di attaccante richiede un adattamento più complesso rispetto ad altri reparti. Resta però il rammarico per non essere riusciti a gestire il vantaggio o, peggio ancora, per aver dovuto ancora una volta rincorrere il risultato: «Il problema cronico è che vai sempre in svantaggio e poi diventa difficile recuperare».
A peggiorare il quadro generale ci sono le notizie poco confortanti che arrivano dall'infermeria. Il centrocampo rischia di trovarsi in emergenza dopo il colpo subito da Corradi, che ha rimediato una dolorosa gomitata all'addome. Si tratta di un infortunio singolare che ricorda da vicino quanto già accaduto a Zafalon, una coincidenza che il mister ha definito «veramente incredibile». In attesa di conoscere l'entità dello stop, la speranza della guida tecnica è quella di ritrovare al più presto quelle energie fisiche e mentali che, unite alla qualità tecnica della rosa, permettano al Piacenza di tornare a marciare con il passo spedito della prima parte di stagione.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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