La sconfitta rimediata dalla Triestina sul campo del Lecco lascia un sapore decisamente amaro ad Attilio Tesser, che nel post-partita ha analizzato con fermezza una gara che, a suo dire, non avrebbe dovuto avere questo esito. Il tecnico degli alabardati ha messo subito in chiaro che il focus non deve fermarsi esclusivamente sui singoli episodi da rigore, ma sulla prestazione complessiva fornita contro una compagine di alta classifica, attualmente terza in graduatoria. Secondo l'allenatore, la squadra ha lottato fino al triplice fischio senza demeritare, anzi, recriminando per un verdetto del campo ritenuto profondamente ingiusto: «Secondo me non meritavamo nella maniera più assoluta di perdere, gli episodi sono andati tutti solo da una parte».
Il tema arbitrale è rimasto sospeso nell'aria per tutta la durata dell'intervento del mister, che ha scelto la via del silenzio imposto dai vertici societari, pur lasciando intendere chiaramente il proprio disappunto per la direzione di gara. Tesser ha preferito non approfondire le decisioni specifiche del direttore di gara, delegando il giudizio agli osservatori esterni con una punta di sarcasmo che non è passata inosservata: «Non parlo dell’arbitro, la società non vuole che parliamo degli arbitri quindi evitiamo ogni commento che lascio a voi in totale vostra onestà». Il tecnico ha preferito spostare l'attenzione sul piano puramente tecnico, sottolineando come Matosevic sia stato praticamente inoperoso, mentre l'estremo difensore del Lecco sia stato decisivo in almeno un paio di circostanze per salvare il risultato.
Nonostante la mole di gioco prodotta e la pericolosità costante mostrata nell'area avversaria, la Triestina torna a casa a mani vuote, una dinamica che sta iniziando a ripetersi con troppa frequenza in questa stagione. Tesser ha ammesso che, sebbene quasi nessuno sia riuscito a mettere realmente sotto pressione il suo gruppo, l'incapacità di trasformare le buone prestazioni in punti sonanti denota la presenza di alcune criticità strutturali. C'è rammarico per la mancanza di concretezza negli ultimi metri, nonostante il grande spirito di sacrificio degli attaccanti che, pur falcidiati dalle assenze, non hanno fatto mancare il massimo sforzo agonistico.
Un passaggio importante è stato dedicato alla condizione del gruppo e alle singole prestazioni, come quella di Voca, un calciatore che il mister stima profondamente e che è stato capace di reintegrarsi al meglio dopo un inizio di stagione vissuto ai margini della rosa. Il plauso di Tesser è andato a tutto lo spogliatoio per l'atteggiamento mostrato fin dal primo tempo, dove il Lecco è riuscito a pungere solo grazie alla concessione del penalty. L'obiettivo della Triestina resta quello di giocare a viso aperto contro chiunque, accettando anche il rischio di capitolare pur di cercare la vittoria, anche se al momento il raccolto è decisamente magro rispetto alla semina.
Infine, l'allenatore ha voluto ricordare il contesto estremamente difficile in cui è nata e sta operando questa squadra, sottolineando il valore umano dei suoi giocatori. La formazione alabardata, assemblata in fretta e furia nel pieno dell'estate senza poter svolgere un ritiro precampionato adeguato, sta dando prova di una resilienza straordinaria. Per Tesser, vedere la dedizione costante dei ragazzi nonostante le difficoltà logistiche e i risultati beffardi è l'aspetto più gratificante del suo lavoro: «Questa è una squadra nata il 5 di agosto, senza un ritiro e senza una preparazione. A loro faccio le critiche tecniche ma l’atteggiamento che hanno è davvero incredibile, si raccoglie poco ma sono proprio bravi».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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