Il tecnico del Perugia, Giovanni Tedesco, ha incontrato la stampa alla vigilia della difficile trasferta contro il Campobasso, in programma questo sabato pomeriggio alle 14:30 presso lo stadio Molinari. L'incontro è stato dominato dalle conseguenze del recente passo falso nel derby e dalla necessità di una svolta immediata.
Il Grifo è reduce dalla sconfitta subita contro la Ternana, un risultato che non è andato giù all'allenatore palermitano, il quale ha espresso tutta la sua amarezza. «Una sconfitta nel derby brucia sempre», ha esordito Tedesco. «Sono molto arrabbiato per gli ultimi venti minuti, in quel frangente la squadra doveva fare molto di più. Non è stata una bella figura sotto ogni punto di vista». Nonostante questo, l'analisi del tecnico è stata lucida: «Per i primi settanta minuti, invece, non ho assolutamente nulla da rimproverare».
L'allenatore ha poi rimarcato come la preparazione settimanale sia stata positiva. «Abbiamo preparato bene la partita, e questa è stata una buona settimana», ha specificato. Ma l'attenzione è tutta rivolta al presente e al Campobasso: «Dai miei ragazzi mi aspetto una prestazione importante sotto ogni punto di vista. È ora di rispondere sul campo e dare di più, quando le cose non vanno bene bisogna tirare fuori gli attributi, da giocatori del Perugia, che hanno il Grifo nel cuore e gli attributi».
La sfida Campobasso e le scelte forti
La trasferta in Molise si presenta come un banco di prova cruciale, anche considerando che il Perugia non vince in campo avverso da oltre un anno. «Il Campobasso è una buona squadra, conosco bene il loro allenatore per la sua esperienza a Malta all’Hamrun Spartans», ha dichiarato Tedesco. «Sarà una partita difficile, come lo sono tutte in Serie C». L'imperativo è cambiare registro rispetto alla recente sconfitta: «Rispetto ad Alessandria bisogna cambiare approccio, carattere, cattiveria. "Voglio e pretendo di più"».
Il tecnico non ha fatto sconti, chiarendo il concetto di responsabilità: «Li difenderò fino alla morte ma come me le assumo io anche loro devono assumersi le responsabilità, questa è la partita giusta».
A sottolineare la linea dura del tecnico sono arrivate anche le decisioni riguardanti i convocati. Assente per infortunio è Kanoute, ma Tedesco ha rivelato che non avrebbe giocato comunque per scelta tecnica, un discorso esteso anche ad altri elementi della rosa: «A casa anche Broh, Ogunseye e Yabre, per scelta tecnica, presente e futura, e non credo che queste scelte resteranno le uniche». La metafora usata per la sfida è chiara e non lascia spazio a interpretazioni: «Ora dobbiamo andare a fare la lotta, la guerra calcistica al Campobasso, serve una squadra di uomini che si prendano le responsabilità e vadano a fare una grande partita».
Tattica, classifica e futuro del gruppo
Nonostante le difficoltà, l'allenatore non ritiene necessarie modifiche radicali sul piano tattico: «No, non ne vedo la necessità, bisogna avere un po’ di equilibrio in più». La base di partenza è sempre un maggiore impegno: «Sotto molti aspetti pretendo di più».
Tedesco ha fatto un bilancio del suo operato, che pur non esaltante, non lo preoccupa più di tanto: «Da quando sono arrivato sette partite e nove punti, se ti chiami Perugia è la normalità, bisogna essere bravi a capire che indipendentemente da una partita e mezzo andate male la strada è questa. Fino al sessantacinquesimo la squadra con la Ternana aveva offerto una buona prestazione». Se la situazione di classifica resta critica, «è sempre tragica, ma ci sono anche molti aspetti positivi».
Un pensiero è andato ai supporter biancorossi: «Ai tifosi possiamo chiedere ben poco, ci hanno sempre sostenuto. Per questo dico che è anche ora di dare noi a loro qualcosa di più».
Sull'argomento della difficoltà di questo spogliatoio, che ha visto cambiare diversi allenatori, Tedesco è stato diretto: «La mia idea, ne ho parlato con Borras, Gaucci e Novellino, ce l’ho e l’ho esternata a loro. Sono l’allenatore e li difenderò alla morte, ma ora servono gli attributi». E poi la finestra sul mercato: «Se il ventuno-ventidue dicembre sarò ancora io l’allenatore parleremo del futuro e di gennaio, perché c’è bisogno di intervenire senza dubbio. Parlerò di mercato. "Almeno due ritocchi importanti". Lo sanno anche i giocatori. Ma non usciamo dal binario Campobasso».
Per la gara di domani, l'assetto sarà il 4-3-1-2: «Faremo sempre il 4-3-1-2. Cambieremo qualcosa a livello tattico, nel senso che cambieranno i compiti dei giocatori», ha rivelato il tecnico. La squadra, a detta sua, non possiede un attaccante in grado di segnare venti gol da affiancare a Montevago, che è ciò che realmente servirebbe. «Visto che non c’è lavoreremo diversamente. Chiederò di giocare in un altro modo ma con la stessa base».
Infine, un'ultima battuta sul derby, toccando anche l'aspetto arbitrale e l'uso delle nuove tecnologie: «Sul primo gol ci sono demeriti nostri, Calapai ha sentito un fischio dalla curva e ha preso palla con le mani. Non mi permetto di trovare alibi ma vorrei capire anche la funzione dell’FVS, su Megelaitis c’è un fallo incredibile. L’FVS è un vorrei ma non posso. O metti un Var credibile oppure questo non è carne né pesce». Il gol subito è stato il frutto di disattenzioni: «Sono nati quattro-cinque angoli, siamo andati in difficoltà, abbiamo perso la marcatura con Tozzuolo e abbiamo preso gol. Qui bisogna crescere su concentrazione e cattiveria».
Il rammarico è evidente: «C’è rammarico, il derby fa partita a sé, ci è dispiaciuto non aver potuto dare una gioia ai tifosi e alla famiglia di Renzo, pensiamo a Campobasso».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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