L’esordio sulla panchina del Renate da parte di mister Simone Banchieri non si è svolto secondo i piani stabiliti, a causa di una battuta d'arresto maturata negli scampoli conclusivi della sfida contro il Treviso. Il neo allenatore delle pantere si è presentato in sala stampa senza cercare scuse, dissezionando lucidamente ogni aspetto della prestazione offerta dai suoi uomini.

«Abbiamo approcciato il confronto nella maniera giusta durante i primi quarantacinque minuti, proponendo buone trame di gioco, tenendo duro su ogni pallone e conservando equilibrio e distanze appropriate. Siamo anche arrivati a un passo dal gol con Karlsson. Nel corso della seconda frazione di gioco, tuttavia, siamo andati incontro a qualche grattacapo di troppo. Nonostante ciò le opportunità non sono mancate, con un'altra chance capitatale sempre a Karlsson, prima di indietreggiare eccessivamente e commettere un'ingenuità imperdonabile sul pallone decisivo».

«In tali frangenti è indispensabile mostrare una fame diversa, un'ossessione quasi feroce nello scagliarsi su quella sfera vagante nel cuore dell'area di rigore, un errore grave concederla. Portare a casa un pareggio ci avrebbe regalato ossigeno e morale, ma purtroppo ci ritroviamo a bocca asciutta. Ciò che non posso tollerare è il fatto di aver smesso completamente di proporre calcio nella ripresa. Da domani lavoreremo sodo proprio su questo aspetto, perché servono attributi e coraggio per gestire determinati palloni».

Spostando l'attenzione verso la rotta da tracciare per risollevarsi in classifica, il timoniere della formazione nerazzurra ha voluto indicare la via d'uscita con un'immagine figurativa decisamente incisiva.

«Abbiamo il dovere di incrementare la qualità e l'intensità di quanto espresso. Dobbiamo infilare la testa dentro il carrarmato. La nostra classifica attuale dice che abbiamo appena due punti e nasconderselo sarebbe un errore imperdonabile. La quota salvezza richiede 43 punti, il che significa che per racimolarne altri 41 dovremo tenere la testa bassa, faticare, dimostrare dedizione, applicazione e la giusta mentalità. Occorre guardare la realtà per quella che è, senza cullarsi nell'illusione che nel prossimo appuntamento i problemi si vanifichino da soli. La svolta va costruita giorno per giorno in allenamento. Il valore tecnico di questo gruppo non si discute, ma ripeto che occorre indossare l'elmetto prima di salire sul carrarmato».

Interpellato sulle pecche strutturali emerse nel corso degli ultimi impegni di campionato, Banchieri ha preferito circoscrivere la sua analisi unicamente al periodo sotto la propria gestione diretta.

«Non mi permetto di commentare quanto accaduto prima del mio arrivo, non trovo corretto esprimere giudizi sull'operato di chi mi ha preceduto. Posso limitarmi a valutare i giorni di lavoro svolti insieme. È fondamentale ritrovare quel guizzo capace di portare Karlsson a concludere anziché tentare il dribbling davanti al portiere, oppure quella determinazione nel liberare l'area sul tiro dalla bandierina a due minuti dalla fine, senza regalare campo agli avversari. Non ho gradito il fatto di aver rinunciato a giocare nella seconda parte della gara. Da domani la priorità sarà questa: serve audacia nel gestire certi palloni. Dobbiamo diventare una squadra cattiva, astuta e maliziosa».

In merito alle prove individuali fornite dai singoli elementi offensivi del Renate, la guida tecnica ha speso parole chiare e di incoraggiamento per i suoi uomini.

«A proposito di Karlsson, ha comunque fatto la sua parte durante la gara. Certo, gli chiederò una maggiore dose di cattiveria agonistica, ma so già che saprà rispondere presente. Desidero inoltre chiarire che la sostituzione di Italeng è arrivata soltanto su sua esplicita richiesta, altrimenti lo avrei tenuto in campo fino al termine per il contributo fondamentale che stava garantendo».

Infine, il mister nerazzurro ha analizzato gli episodi sanzionati dal direttore di gara, compresa l'espulsione comminata al centrocampista Careccia a causa di un doppio cartellino giallo.

«Rispetto pienamente l'operato della terna arbitrale. Per ciò che concerne l'espulsione, ai miei ragazzi ripeto costantemente un concetto semplice: quando si è già ammoniti, non bisogna mai mettere l'arbitro nelle condizioni di poter fischiare un secondo fallo evitabile».

Sezione: Serie C / Data: Lun 28 settembre 2026 alle 20:45
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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