L'incredibile rimonta subita dalla Paganese contro la Gelbison, dopo un primo tempo d'autorità chiuso in vantaggio per due a zero, lascia un profondo senso di frustrazione e rammarico nell'ambiente azzurrostellato. Nel corso della conferenza stampa al fischio finale dell'incontro, l'allenatore degli alfieri liguorini Raffaele Novelli si è presentato ai microfoni per analizzare con spiccata autocritica una contesa dai due volti, puntando l'indice in particolar modo sulla drastica metamorfosi di atteggiamento palesata dai suoi uomini lungo la seconda frazione di gioco.

La guida tecnica della compagine paganese ha aperto la propria disamina spiegando le ragioni tattiche ed emotive che hanno spalancato le porte al ritorno degli avversari: «Tutto ruota attorno a una questione di intensità: nel momento in cui accorciamo le distanze, portiamo la prima pressione, aggrediamo gli spazi e ci muoviamo con i tempi giusti senza palla, siamo capaci di produrre un'ottima mole di gioco. Questa rappresenta la nostra identità e la nostra idea di calcio! Quando al contrario finiamo per abbassare il baricentro, rimanendo sfilacciati sul terreno di gioco, finiamo per concedere comode linee di passaggio alla compagine avversaria e alziamo in maniera esponenziale il pericolo di incappare in disattenzioni fatali nei pressi del nostro settore difensivo. Qualora si fosse trattato di una flessione di natura atletica, non saremmo stati in grado di costruire ben quattro palle gol nitide nel corso degli ultimi dieci minuti di gara».

Proseguendo nella valutazione del momento attraversato dalla propria rosa, mister Novelli ha tenuto a precisare come l'organico a sua disposizione disponga dei giusti valori, sottolineando l'esigenza di perfezionare l'interpretazione dei vari momenti del match: «All'interno di questo gruppo non difetta proprio nulla in termini di qualità o equilibrio. Dobbiamo semplicemente assimilare il fatto che possediamo una precisa impronta tattica in entrambe le fasi di gioco e occorre sudare e lavorare esclusivamente su quell'impostazione. Il nostro collettivo non è minimamente strutturato per fare speculazione o gestione del punteggio: amministrare una contesa non equivale soltanto a barricarsi a difesa della porta, bensì riguarda la modalità con cui si decide di attaccare e la capacità di governare specifiche situazioni di gioco».

Un messaggio chiaro ed esplicito che il condottiero della Paganese ha voluto estendere a tutto l'ambiente, richiamando i suoi calciatori alla necessità inderogabile di maturare attraverso le delusioni per trovare un rendimento costante lungo il campionato: «Si rivela fondamentale fare tesoro di gare simili ed esaminarle con estremo equilibrio, a prescindere dall'esito finale maturato sul campo. Ciò che di positivo è stato espresso va costantemente alimentato, mentre i passaggi a vuoto vanno ridotti al minimo. Probabilmente sotto il profilo inconscio sul punteggio di due a zero ci eravamo illusi di aver già incamerato il successo. È precisamente in quei frangenti che si deve entrare nell'ottica della continuità di rendimento, dal momento che costituisce la sola via percorribile».

In conclusione del suo intervento con i media, l'allenatore azzurrostellato ha voluto far chiarezza su alcuni avvicendamenti effettuati a gara in corso, spiegando le motivazioni di natura fisica che hanno condizionato le sue decisioni dalla panchina: «In merito alle sostituzioni operate, la scelta di richiamare Coquin è maturata poiché il ragazzo ha accusato un fastidio alla zona lombare e non si trovava più nelle condizioni di garantire la solita spinta sulla corsia, esattamente come capitato a Fierro che è stato poi capace di stringere i denti fino al fischio finale. Si trattava di avvicendamenti che avevamo già preventivato ancora prima di scendere in campo».

Sezione: Serie D / Data: Lun 28 settembre 2026 alle 20:00
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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