La trasferta laziale del Monastir si conclude con un risultato che lascia l’amaro in bocca, non tanto per l’impegno mostrato, quanto per l’incredibile discrepanza tra il volume di gioco prodotto e il punteggio finale. Al termine della sfida persa per 2-0 contro l’Atletico Lodigiani, l'allenatore Marcello Angheleddu ha analizzato una domenica che ha faticato a definire normale, vista la dinamica degli eventi sul terreno di gioco.
«Abbiamo vissuto una partita dai contorni bizzarri, a tratti pareva quasi uno scherzo: abbiamo mantenuto il controllo del pallone per l'80% del tempo, scagliando circa 30 conclusioni verso la porta avversaria a fronte di appena tre tentativi subiti, che però si sono trasformati in due gol» ha esordito il tecnico. Il rammarico è acuito da una serie di episodi sfortunati, tra cui un legno colpito internamente e una moltitudine di occasioni fallite a pochissimi passi dalla linea di porta.
Nonostante la sconfitta, Angheleddu ha voluto fare scudo attorno ai propri calciatori, sottolineando come la prova collettiva sia stata di alto livello sotto il profilo della manovra. «Non ho alcun appunto da muovere alla squadra perché hanno offerto la prestazione richiesta, ma provo un sincero dispiacere per il fatto che, ancora una volta, torniamo dalle trasferte oltre il mare con un pugno di mosche in mano pur avendo meritato molto di più» ha ribadito con fermezza l'allenatore.
Il percorso del Monastir, tuttavia, resta solido e poggia su basi tecniche che il mister non vuole assolutamente mettere in discussione. La qualità del gioco espressa rappresenta l'ancora di salvezza e il punto da cui ripartire immediatamente. «Dobbiamo aggrapparci a quanto di buono mostrato in campo, abbiamo dato prova di una continuità qualitativa importante portando avanti i nostri concetti tattici e continueremo a lavorare seguendo questa direzione» ha proseguito il timoniere della squadra sarda.
In un girone estremamente competitivo, il tecnico ha voluto ricordare la posizione privilegiata occupata finora, rivendicando con orgoglio i risultati raggiunti nonostante le minori disponibilità rispetto a piazze più blasonate. «Vantiamo 40 punti in classifica e siamo posizionati meglio di diverse realtà che hanno una storia e una tradizione superiori alla nostra. Ci sono club con budget e risorse ingenti che continuano a parlare di salvezza, dunque a maggior ragione dobbiamo essere noi i primi a focalizzarci sul raggiungimento di questo traguardo e sulla valorizzazione dei nostri ragazzi» ha puntualizzato.
Secondo la visione di Angheleddu, il club non può permettersi voli pindarici o di lasciarsi abbattere da un risultato negativo, specialmente quando questo arriva al termine di una prestazione convincente. L'obiettivo primario resta la crescita complessiva della rosa: «Non siamo nella posizione adatta per lanciarci in pronostici azzardati o per disperarci eccessivamente per una sconfitta; il nostro unico scopo deve essere la ricerca costante della prestazione e il raggiungimento della maturità agonistica».
Lo sguardo del mister è già rivolto al prossimo, proibitivo impegno casalingo contro l'Ischia, formazione che ha profondamente rinnovato i propri quadri durante l'ultima sessione di trasferimenti. «Affronteremo una compagine di grande valore che ha investito in modo massiccio sul mercato; per noi confrontarci quotidianamente con simili colossi è ormai la normalità» ha spiegato Angheleddu, evidenziando il divario di potenziale tra le due società.
L'Ischia viene descritta come una squadra profondamente mutata rispetto alla gara d'andata, rinvigorita da nuovi innesti di categoria che ne hanno innalzato il tasso fisico e tecnico. «È un gruppo organizzato e molto prestante che arriva da una vittoria roboante e che punta con decisione a traguardi di vertice. Noi, dal canto nostro, risponderemo con il nostro entusiasmo abituale, cercando di imporre le nostre idee per raccogliere il massimo, sperando che questa volta ai complimenti seguano anche i punti» ha concluso il tecnico.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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