Quante volte abbiamo scritto su queste pagine che la Serie D non è solo un campionato duro e di sacrificio, ma un vero e proprio trampolino di lancio verso il calcio che conta? Quante volte abbiamo ripetuto che è dal basso che parte il cambiamento, non dall'alto? La meravigliosa notte vissuta ieri dall'Italia sotto la pioggia battente di Bursa è l'ennesima dimostrazione che i sogni, se coltivati con talento e sudore, possono abbattere ogni barriera. È la favola splendida di Michael Olabode Kayode.

Ieri sera, nel perentorio 4-1 inflitto dagli Azzurri di Roberto Mancini alla Turchia nel match di UEFA Nations League, il nome che ha fatto esultare il mondo del calcio dilettantistico è stato proprio il suo. Schierato a sorpresa nell'undici titolare al posto di Giovanni Di Lorenzo, il classe 2004 ci ha messo meno di mezz'ora per rubare la scena alla sua primissima presenza assoluta in Nazionale maggiore.

Al 22', con un destro dal limite mal respinto dal portiere turco Bayindir, ha propiziato la rete del 2-0 firmata in tap-in da Frattesi. Appena cinque minuti dopo, al 27', ha incorniciato il suo debutto da sogno chiudendo un'azione in corsa e spingendo in rete l'assist di Pio Esposito per il 3-0 azzurro. Una prestazione a dir poco travolgente, fatta di corsa inesauribile, giocate di qualità e di quelle rimesse laterali chilometriche (capaci di sfiorare i 39 metri) che ormai sono diventate il suo marchio di fabbrica in Premier League.

Ma la storia di "Mike", prima di arrivare al Brentford in Inghilterra e alla maglia della Nazionale, affonda le sue radici nella terra battuta del nostro calcio. Nato a Borgomanero da genitori nigeriani residenti a Gattico, Kayode ha dovuto ingoiare giovanissimo un boccone amarissimo: essere scartato dal settore giovanile della Juventus.

Una delusione che avrebbe tagliato le gambe a tanti ragazzi, ma non a lui. A soli 16 anni si rimbocca le maniche e riparte proprio dai Dilettanti, accettando la scommessa del Gozzano nella stagione 2020-2021. In Serie D, un campionato storicamente "maschio" e difficile per i ragazzini, l'allora sedicenne brucia le tappe: domina la fascia, si impone tra i senior e si toglie persino uno sfizio storico, segnando una rete contro la Castellanzese e diventando così il primissimo calciatore nato nel 2004 a timbrare il cartellino nel massimo campionato dilettantistico italiano.

Da lì, la scalata è stata inarrestabile e da brividi. Le sue sgroppate a Gozzano hanno attirato l'attenzione della Fiorentina, che lo ha subito ingaggiato per la formazione Primavera. Poi l'esplosione, l'approdo in Oltremanica e infine, ieri, la notte indimenticabile vissuta in Turchia, capace di ripagare tutti i sacrifici. Una crescita impressionante che ha convinto il ct Roberto Mancini non solo a convocarlo, ma a lanciarlo subito nella mischia dal primo minuto in una gara ufficiale.

Per noi di NotiziarioCalcio.com, la parabola di Kayode è molto più di una bellissima notizia da raccontare: è un vero e proprio manifesto. È un messaggio di speranza per ogni ragazzo che domenica prossima scenderà su un campo di provincia con la maglia infangata, magari dopo aver subito il rifiuto di un club professionistico. Non smettete mai di lottare e di crederci, perché la strada per la gloria a volte passa anche attraverso i campi dei Dilettanti. E la favola di Michael da Gozzano ne è la prova più viva, concreta ed emozionante.

Sezione: Serie D / Data: Mar 29 settembre 2026 alle 17:00
Autore: Mariachiara Amabile
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