Se cercate un campionato dal copione prevedibile, cambiate girone. Il raggruppamento G della Serie D si sta confermando, dopo cinque giornate, un autentico tritacarne per coronarie e per certezze tattiche. In una domenica che ha visto saltare il fattore campo in partite chiave, la classifica inizia a delineare i primi verdetti, spingendo già un paio di allenatori sull'orlo del precipizio.

La capolista frena, ma non si ferma. La Sarnese di mister Pasquale Schiattarella mantiene l'imbattibilità e la vetta solitaria a quota 11 punti, ma sbatte contro l'orgoglio di un'Ossese mai doma. Il 2-2 in terra sarda racconta di una squadra campana cinica, capace di affidarsi al solito e letale Maggio nella ripresa, ma anche vulnerabile ai ritorni di fiamma avversari (Botta ha fissato il pari alla mezz'ora della ripresa).

Dietro, il gruppo delle inseguitrici a quota 10 morde le caviglie. Il Monastir è ormai una splendida realtà e non più una semplice sorpresa: contro la corazzata Albalonga finisce 2-2 in una partita vibrante. Ancora a segno Aloia (doppietta nel turno precedente, ancora in gol domenica), vero trascinatore dei sardi e tassa insostenibile per le difese in questo avvio di stagione.

Ma il risultato che fa più rumore arriva senza dubbio dal "Marcello Torre". Il calcio vive di inerzie psicologiche e la Paganese guidata da Raffaele Novelli ne è diventata l'emblema in negativo. Reduce dalla clamorosa sbornia del 6-1 inflitto in trasferta al Trastevere solo sette giorni prima, la truppa azzurrostellata sembrava in totale controllo sul 2-0 dopo neanche mezz'ora, trascinata dai timbri di El Haddadi e Akammadu. Poi, la luce si è letteralmente spenta. Nel secondo tempo la Gelbison ha compiuto un'impresa epica, ribaltando il risultato in 45 minuti di fuoco puro. Zona, Kosovan e il guizzo finale di Balla all'82' hanno sancito un 2-3 che a Pagani risuona come un allarme assordante. Novelli non è a rischio immediato visti i 10 punti in saccoccia, ma l'inspiegabile crollo mentale della sua squadra sarà materia d'esame in settimana.

Se c'è una squadra che ha saputo svoltare, è il Città di Anagni. Nelle prime tre uscite, i laziali di Giorgio Galluzzo sembravano la vittima sacrificale del girone: zero punti e 9 reti al passivo. Poi la metamorfosi: prima il colpo esterno contro il Latte Dolce, e in questo turno un roboante, inappellabile 4-0 ai danni dell'Afragolese. La doppietta di uno scatenato Cosimi, unita agli squilli di Maurizi e Vasco nei primi 20 minuti, certifica l'uscita dalla crisi dei biancorossi.

Chi invece nel baratro c'è caduto a piedi pari è proprio l'Afragolese. I rossoblù sono il vero enigma di questo torneo. Sette giorni fa celebravano il poker rifilato al Venafro (4-0); oggi piangono per aver subito la stessa moneta. Questo andamento bipolare mette clamorosamente in bilico la panchina di Gianluca Esposito. Nel calcio la continuità è tutto, e i vertici dirigenziali campani non sembrano disposti a tollerare cali di tensione così gravi. Non sarebbe un colpo a sorpresa leggere un comunicato di esonero nelle prossime ore: la "graticola" sotto Esposito è accesa e scotta parecchio.

Sul fondo della classifica tira una brutta aria. Il Venafro chiude a 1 punto, in coabitazione con l'Atletico Lodigiani, e i numeri iniziano a farsi impietosi. La sconfitta per 2-3 contro il Budoni del neo-tecnico Claudio Bonomi è la fotografia di una squadra psicologicamente a terra: i molisani erano andati in vantaggio per due volte (prima con Parisi e poi con Monaco a 5' dalla fine), per poi farsi recuperare e ribaltare in pieno recupero dallo straripante Fall. Con una difesa che imbarca acqua (7 gol subiti in 180 minuti), la posizione dell'allenatore Domenico Ionta è appesa a un filo sottilissimo e la scossa tecnica sembra imminente.

Discorso simile per l'Atletico Lodigiani, caduto in casa 2-3 contro un rigenerato Trastevere, capace di cancellare la debacle della settimana scorsa e ripartire nel segno di Iacoponi, Scaffidi e Crescenzo. I romani giocano, vanno a segno, ma si sfaldano dietro nei momenti clou della partita.

La Serie D, si sa, non aspetta e non perdona. I telefoni di direttori sportivi e presidenti sono roventi: la sesta giornata potrebbe veder sedere facce nuove su più di qualche panchina.

Sezione: Serie D / Data: Mar 29 settembre 2026 alle 13:00
Autore: Cristo Ludovico Papa
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