Cinque giornate sono sufficienti per tracciare il primo, spietato bilancio del Girone I di Serie D 2026-2027. Un raggruppamento che, arrivati a fine settembre, si è già trasformato in una polveriera, spaccato esattamente a metà: da una parte l'irresistibile marcia trionfale della capolista, dall'altra una crisi profonda sul fondo della graduatoria che ha già innescato ribaltoni tecnici, esoneri clamorosi e sfoghi dirigenziali.

I numeri, nel calcio, non mentono mai, ma quelli della Reggina fanno addirittura spavento. Quindici punti in 5 partite, 15 gol fatti e, dato ancora più impressionante, zero gol subiti. Un ruolino di marcia da autentica schiacciasassi per la truppa di mister Marchionni. Anche nell'ultimo turno, la corazzata amaranto ha liquidato per 2-0 una solida Nuova Igea Virtus (rimasta a quota 10), che si presentava al cospetto della capolista tutt'altro che da vittima sacrificale. Le reti di Toscano e Alma nella ripresa hanno suggellato l'ennesima prova di forza, in continuità assoluta con lo show della settimana precedente a Lamezia. Chi potrà fermare questa corazzata?

A provarci, per ora, è solo il Sambiase. I giallorossi si confermano l'unica vera anti-Reggina del momento, tallonando la vetta a 13 punti da imbattuti. Il clamoroso 4-1 inflitto alla Vigor Lamezia porta la firma d'autore di un indemoniato Brandalisse Perez (doppietta nel primo tempo) e certifica l'ottimo stato di forma di una squadra che gioca a memoria.

Nel gruppo di testa spicca anche la solidità della Vibonese, corsara sul difficile campo della Nissa per 2-0 (Ledesma e Simpson Bitata), e del sorprendente Digiesse Praiatortora che, grazie al rigore di Franchi, ha steso il Gela volando a 9 punti. Bene anche l'Avola e il Licata, corsare in trasferta, e l'Athletic Palermo che ha liquidato la pratica Milazzo con un netto 3-0.

Se i piani alti sorridono, nelle retrovie si respira un'aria pesantissima. La quinta giornata ha mietuto vittime illustre e fatto scattare allarmi rossi.

Partiamo dal Gela. La sconfitta di misura per 1-0 contro il Praiatortora è stata la proverbiale goccia che ha fatto traboccare il vaso. Nelle scorse ore, la società del presidente Melfa ha ufficializzato un doppio ribaltone: via l'allenatore Fabio Comandatore e il direttore sportivo Marco Cammarata. Al loro posto, torna una vecchia volpe della categoria come Pippo Romano in panchina, affiancato da Aurelio Lo Bianco come diesse. Una scossa resasi necessaria per una squadra inchiodata a 3 punti (complice il -1 di penalizzazione).

Ma la vera "telenovela" di questo avvio di autunno si è consumata a Trapani. Dopo quattro sconfitte di fila e un deprimente -5 in classifica figlio della penalizzazione, il patron Antonini ha defenestrato mister Salvatore Aronica al culmine di polemiche infuocate, arrivando persino ad accusare pubblicamente i membri dello staff tecnico di "volersi fare esonerare" per via di ammutinamenti. Affidata la panchina a Giuseppe Misiti, i granata hanno magicamente trovato i primi punti stagionali, sbancando Ragusa per 1-0 grazie al lampo di Lamin Jallow al 35' del primo tempo.

Un risultato che fa respirare il Trapani (salito quantomeno a -2), ma che ha scatenato l'inferno proprio a Ragusa. Al triplice fischio, i tifosi azzurri hanno pesantemente contestato la dirigenza e chiesto a gran voce la testa di mister Bianco. Con due soli punti racimolati in cinque gare e una preoccupante sterilità offensiva (raggiunta a fatica dal Trapani in termini di prestazione ma non di risultato), la panchina iblea traballa paurosamente.

A Lamezia, il disastroso 4-1 subìto nel derby contro il Sambiase lascia i biancoverdi a quota 2 punti. Le riflessioni su mister Vargas sono già partite da parte della dirigenza, e non è un mistero che l'ipotesi di affidarsi a nomi come Claudio Morelli stia accarezzando la mente dei vertici societari.

Dramma sportivo anche ad Enna, spazzata via a domicilio per 0-3 dal Licata (Corallo, Greco e Manfrellotti). Ultimo posto "sul campo" con 1 solo punto e un clima surreale. A certificarlo è stato il duro sfogo del presidente Giancarlo Travagin, che sui canali societari ha risposto a muso duro alle contestazioni, dichiarandosi "lasciato solo" e invitando tifosi o imprenditori critici a farsi avanti coi soldi per rilevare il club.

Menzione d'onore, infine, per il Siracusa. Gravati da un macigno psicologico e numerico pari a -7 in classifica, gli aretusei stanno dimostrando un carattere encomiabile. L'1-0 di misura al Modica, firmato da Pistone, fa salire i "leoni" a quota 4 punti. A conti fatti, per quanto espresso sul manto erboso in questo avvio (11 punti reali conquistati), gli azzurri sarebbero al terzo posto solitario dietro le fuggitive. Una corsa a fari spenti per la salvezza che si preannuncia tanto difficile quanto esaltante.

Il campionato di Serie D si conferma un tritacarne dove non c'è margine per il sentimentalismo. Il sesto turno alle porte offrirà incroci da brividi, ma tutti gli occhi saranno puntati proprio sul Trapani rinato sotto la cura Misiti: a Capaci, nuova casa provvisoria dei granata, scenderà nientemeno che la Reggina perfetta. Sarà il test della verità per misurare la rabbia dei trapanesi contro il cinismo siderale di un undici, quello amaranto, che oggi appare ingiocabile per chiunque in questo Girone I.

Sezione: Serie D / Data: Mar 29 settembre 2026 alle 15:00
Autore: Cristo Ludovico Papa
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