Al termine della vittoriosa trasferta sul campo della Sambenedettese, Giovanni Tedesco si è presentato ai microfoni di Umbria Tv con il volto di chi sa di aver intrapreso la rotta corretta per risollevare le sorti del Perugia. Il tecnico ha voluto immediatamente spostare il focus sui propri calciatori, lodandone l'applicazione e lo spirito di sacrificio mostrati in un ambiente tradizionalmente ostile e complicato, ribadendo come il successo odierno sia un premio meritato per un gruppo che ha sempre dimostrato di tenere alla causa.
«Siamo sulla strada giusta? Certamente i complimenti vanno fatti interamente ai ragazzi perché sono stati protagonisti di una prova di altissimo livello» ha esordito l'allenatore, dedicando un pensiero affettuoso ai sostenitori accorsi allo stadio. Secondo Tedesco, la squadra non ha mai perso la bussola nemmeno nei momenti più bui della stagione, mantenendo una buona presenza in campo anche durante i derby o le sconfitte di misura, reagendo sempre con dignità e attaccamento ai colori sociali.
Il tecnico ha poi analizzato la rivoluzione operata sul mercato, paragonandola per certi versi a storici cambiamenti del passato societario, sottolineando come l'aria fresca portata dai nuovi innesti sia stata fondamentale per dare nuova linfa allo spogliatoio. «Credo che sia stato fatto un lavoro eccellente perché c’era un reale bisogno di cambiare; i nuovi arrivati, insieme allo zoccolo duro della squadra, compongono ora quel mix ideale che ci permetterà di tirarci fuori da questa situazione di classifica» ha spiegato con convinzione.
Uno dei temi centrali della serata è stata la scelta del nuovo assetto tattico, un 4-2-3-1 disegnato appositamente per esaltare le caratteristiche offensive dei giocatori giunti durante l'ultima sessione. Tedesco ha rivendicato con forza la paternità di questa decisione, escludendo qualsiasi tipo di pressione esterna sulla formazione. «Avevo già in mente di passare a questo modulo per mettere in mostra tutto il potenziale dei nostri attaccanti; è lo schema che meglio si adatta agli elementi che abbiamo oggi in rosa».
Nonostante una ripresa vissuta in trincea a causa di un calo fisiologico di alcuni interpreti, il mister si è detto soddisfatto delle risposte ottenute in termini di approccio e personalità. Ha citato in particolare le prestazioni di Manzari e Bacchin, definendole straordinarie, e ha rivelato il breve discorso motivazionale fatto prima del fischio d'inizio: «Ho detto loro che avremmo trovato un avversario aggressivo, ma che noi avremmo dovuto resistere, giocare il nostro calcio, colpire e portare a casa i tre punti. Hanno fatto esattamente quanto chiesto».
Un'attenzione particolare è stata riservata alla prova di Montevago, giovane attaccante classe 2003 descritto dal tecnico come un calciatore dai margini di crescita immensi. «Lotta come un leone su ogni pallone, anche se a volte la troppa foga lo porta a peccare di lucidità sotto porta; preferisce la potenza alla precisione, ma se imparerà a piazzare la palla diventerà senza dubbio un profilo da Serie A» ha commentato Tedesco, evidenziando come la creazione di tante occasioni sia comunque il segnale più rassicurante per un allenatore.
Il tecnico ha poi risposto con estrema onestà riguardo alle difficoltà incontrate da alcuni elementi, specialmente tra chi è subentrato dalla panchina. Ha ammesso che il triplo cambio ha comportato qualche rischio e che giocatori di spessore come Verre hanno comprensibilmente sofferto il lungo periodo di inattività. «Verre ha fatto molta fatica, otto mesi senza giocare pesano e ha bisogno di lavorare duramente per ritrovare il ritmo, così come Bolsius» ha precisato, ribadendo però di avere finalmente un'ampia gamma di scelte.
Guardando al futuro immediato e alla prossima sfida contro la Pianese, Tedesco ha tracciato i punti su cui la squadra deve ancora migliorare drasticamente, a partire dalla gestione del possesso palla. «Sotto l’aspetto del palleggio dobbiamo fare progressi enormi; ci piace recuperare e ripartire subito, ma dobbiamo imparare a gestire il giropalla per innescare meglio gente veloce come Canotto sugli esterni e occupare l’area con più cattiveria».
In chiusura, l'allenatore ha tranquillizzato l'ambiente sulla gestione dei singoli in vista del turno infrasettimanale, scherzando sulla disponibilità dei suoi collaboratori in campo e sulla necessità di ridurre al minimo gli errori nelle scelte iniziali. «Tumbarello a due mi ha dato garanzie totali, Ladinetti ci regala i tempi di gioco giusti. Devo fare le valutazioni corrette perché ho visto diversi giocatori, come Joselito, scalpitare per un posto; il mio compito è sbagliare il meno possibile».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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