Kayro Flores Heatley è nuovo giocatore dell’Anzio che ha accolto un nuovo attaccante di grande spessore, colui che dovrebbe rappresentare un valore aggiunto, considerata anche la vasta esperienza in club del calcio professionistico. La scorsa settimana il direttore sportivo Guido Zenga ha tirato fuori dal cilindro un altro colpo ad effetto, mettendo a disposizione di mister Guida un calciatore di livello. Heatley nonostante la giovane età (si tratta di un classe ’98 ) può vantare un curriculum di tutto rispetto, a partire dall’esperienza nelle giovanili della Lazio, passando poi attraverso il calcio professionistico, assaporato già a soli diciassette anni con la maglia della Lupa Castelli Romani. A seguire altre stagioni importanti sempre in Lega Pro, prima con la maglia del Sudtirol, quando fu a un passo dalla promozione in serie cadetta, poi con le casacche di Cavese, Arzignano e Piacenza per chiudere lo scorso anno in serie D con la Lupa Frascati, dove ha siglato quattro reti in ventotto presenze. Ad Anzio appena approdato si è presentato nel migliore dei modi, subito una doppietta in amichevole contro il Colleferro per mettere in chiaro le cose.
-Kayro in primis benvenuto ad Anzio. Sei un calciatore con una grande esperienza alle spalle. Raccontaci in pillole i momenti più esaltanti del tuo percorso calcistico e quelli che vorresti dimenticare.
“Ho sicuramente ottimi ricordi, a partire dall’esperienza con la Sudtirol, quando sfiorammo la grande impresa arrivando a disputare i play off per la serie B. Ci fermammo dinanzi all’ultimo ostacolo rappresentato dal Cosenza, allo stesso modo ho un ottimo ricordo anche dell’esperienza con la Cavese, dove facevo parte di un gruppo fantastico. Sono una persona sempre positiva, quindi ritengo che anche dalle stagioni meno esaltanti si possa apprendere qualcosa, non ho rimpianti, forse solo il dispiacere della retrocessione con la maglia dell’Arzignano in un’annata complicata e segnata dalla pandemia”.
-Sei arrivato da pochi giorni ad Anzio. Quale è l’atmosfera che si respira nello spogliatoio? Raccontaci poi l’emozione vissuta ieri, con tanto di esordio in amichevole e doppietta decisiva.
“Il gruppo mi ha fatto subito un’ottima impressione, mi sembra composto da ragazzi in gamba e con un’ottima mentalità, d’altronde non si domina il campionato di Eccellenza in modo casuale. Sono stato introdotto da Bencivenga e Mincione, che hanno di fatto agevolato il mio inserimento, anche perché con loro avevo già vissuto rispettivamente le esperienze con le giovanili della Lazio e con la Cavese. Ringrazio di cuore il presidente Rizzaro e il direttore Zenga per avermi voluto con forza, mettendomi nelle migliori condizioni. Per quanto concerne la doppietta fa sempre piacere partire con il piede giusto, ma in realtà la cosa più importante è stata l’intesa maturata con i compagni e il gioco espresso dalla squadra”.
-Provieni da una famiglia in cui si parla contemporaneamente italiano, inglese e spagnolo e in cui si fondono molte culture diverse. Questo oltre che nella vita è un vantaggio anche all’interno del mondo del calcio?
“Sicuramente si tratta di un valore aggiunto, ma la cosa più importante che ho assorbito in famiglia è il rispetto per tutti e non giudicare mai le persone per la loro provenienza o per l’apparenza. Si tratta di un’apertura mentale che non può che esserti di aiuto”.
-Tornando al campo che tipo di attaccante devono aspettarsi i tifosi anziati? Nel modulo base di mister Guida (4-2-3-1) ti vedi collocato anche sulla linea dei trequartisti?
“Per quanto concerne le caratteristiche sono una punta che ama la profondità e che di solito gioca come terminale offensivo. Questo però non pregiudica la possibilità di poter giocare nella linea dei tre dietro la punta, è un ruolo che ho già svolto in carriera. Nello spogliatoio penso e spero di poter essere di aiuto ai più giovani avendo maturato esperienze in molti club di prestigio, mi metterò a disposizione anche del mister, che sembra avere già le idee chiare su come sviluppare il gioco della squadra”.
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