Anconitana, un mese senza vittorie: finito l'idillio coi tifosi. Via l'allenatore?

Eccellenza Marche
12.11.2019 16:00 di Nicolas Lopez   Vedi letture
Fonte: corriere adriatico
Anconitana, un mese senza vittorie: finito l'idillio coi tifosi. Via l'allenatore?

II coro che ha spaccato l’Anconi­tana rimbomba ancora al Del Conero: con in quel “Ciampelli vattene”, urlato dai tifosi c’è l’apertura ufficiale d’una crisi che è ambientale ma soprattutto tecnica.

È il primo mo­mento di vera difficol­tà che sta vivendo la famiglia Marconi. Im­possibile immaginare questo alla vigilia del campionato. Ok, ogni categoria ha le sue cri­ticità, ma così è trop­po. Lo zero a zero casalingo contro il modesto Montefano, lascia annichiliti: l’Anconitana ha smesso di vincere, non sa più segnare, l’ambiente è incredulo e vorrebbe una reazione da parte del club che ormai non sa più che cosa fare per proteggere l’allenatore. Marconi è infuriato, ha capito che così non si può più andare avanti, è ferito. Probabilmente, anche perché ha capito che alcune scel­te estive, non sono state così felici e vin­centi come si poteva ipotizzare. Ma per riparare, per far capire alla piazza che sono stati commessi errori di valutazio­ne, c’è il mercato di dicembre. L’Anconi­tana non si rassegnerà affatto, piazzerà almeno cinque colpi per rinforzare l’or­ganico, ma è ancora giusto insistere con questo allenatore?

Scarsa mentalità - È un’analisi diversa quella che ci sentiamo di fare adesso rispetto a qualche settimana fa. Il pubblico è esploso dopo il triplice fischio perché la pazienza è finita, non perché la squadra non ci ha provato. Anzi, a differenza di altre gare ha pre­muto e, udite udite, ha collezionato tiri verso lo specchio della porta. E ci man­cherebbe che non fosse stato così. Ma non fa gol, non ha il cannoniere scaltro a cui basta un pallone per decidere il match. E inoltre, cosa ancor più grave, alla rosa non è stata trasmessa la giusta mentalità che deve avere una compagi­ne partita per vincere. Che Zaldua non è quello dello scorso anno è un dato certo, come gli errori di domenica. La sostitu­zione del giocatore però, proprio non l’abbiamo capita. Intanto perché, ab­braccio consolatorio del mister a parte, il centravanti è stato esposto ad un’uscita tra fischi e improperi (legittimi sia chiaro),

Inoltre Ambrosini è passato al centro e Ca- meruccio non ha com­binato granché. Una mossa incompren­sibile che si compie se si ha per le mani una formazione che deve lottare per la salvezza non per vincere. Diverso sareb­be stato se al posto dell’argentino fosse entrato uno con le stesse caratteristi­che. Che però l’Anconitana non ha, ma Ciampelli in fondo ha sempre detto che non erano necessari altri inserimenti... Qualcosa non toma.

Domani la Coppa - Tra squalificati, infortunati e giocatori con il morale a terra, è facile pensare al tipo di match che verrà fuori domani al Del Conero (ore 15), con il Porto D’Asco­li. Per carità, tutto è possibile, ma gli av­versari oltre ad avere una validissima strut­tura, vorranno anche riscattarsi della scon­fìtta patita nel match di campionato. Quella è stata l’ultima vittoria dell’Anconitana, poi si è spenta la luce. In clas­sifica i dorici sono in ritardo, la Coppa è un’opportunità da coltivare. Rifletta be­ne Marconi sulle manovre da compiere, non può permettersi di perdere annate abbordabili in tornei dilettantistici e non deve concedersi il lusso di rinuncia­re all’affetto dei suoi sostenitori.