Una sfida dal sapore di playoff, un test cruciale per misurare le proprie ambizioni e la tenuta fisica e mentale. Il Potenza si prepara a sbarcare in Sicilia per affrontare il Catania nel match valido per la trentasettesima e penultima giornata del girone C di Serie C. Fischio d'inizio fissato per domenica 19 aprile alle ore 20:30, nella suggestiva cornice dello Stadio "Angelo Massimino".
Alla vigilia della partenza, il tecnico del Potenza, Pietro De Giorgio, ha incontrato la stampa nella sala dell'Alfredo Viviani, tracciando un bilancio sulla condizione della squadra, reduce da giornate di intensi festeggiamenti, e analizzando le insidie di un match contro una delle corazzate del torneo.
Sull'avversario e il cambio in panchina del Catania
"Ci arriviamo bene a questo appuntamento. Ieri il Catania ha cambiato nuovamente allenatore, facendoci perdere un paio di giorni di lavoro a livello tattico perché avevamo preparato altre situazioni in vista del tecnico precedente. Per fortuna, però, è tornato un allenatore che conosciamo bene [Domenico Toscano, ndr] e quindi oggi dobbiamo preparare la gara in maniera diversa. Incontriamo una squadra forte, che è seconda in classifica e vuole rimanerci in vista dei playoff. Per noi deve essere un test importante per capire a che punto siamo: affronteremo una formazione che giocherà con tre attaccanti di grandissima qualità. Sarà un bel banco di prova. Non è una buona notizia per noi il ritorno di Toscano, perché prima il Catania mi sembrava letteralmente allo sbando; ora, invece, si ritroveranno a giocare con il 3-5-2, il modulo per cui la squadra era stata costruita, e i giocatori vorranno dimostrare alla società che mandarlo via era stato un errore".
Sull'entusiasmo post-festeggiamenti e la condizione fisica
"Al di là dell'entusiasmo e dei festeggiamenti, devo dire che la squadra si sta allenando molto bene. Fisicamente stiamo bene e abbiamo recuperato quasi tutti i giocatori, con pochissimi infortuni. In questo momento, l'entusiasmo che ha il gruppo è evidente ed è un vantaggio enorme per me: vedere i ragazzi allenarsi senza avvertire alcun tipo di fatica mi dà forza anche nel gestire i carichi di lavoro. A volte, in questo momento della stagione, ti viene il dubbio se caricare troppo o meno; lo stiamo facendo, ma i ragazzi hanno una voglia incredibile di fare, di giocare e di prepararsi al meglio. Il pericolo della stanchezza si può avvertire, ma sinceramente è un problema che non mi interessa: andiamo a Catania per fare una grande prestazione".
Sul cronoprogramma verso i playoff
"Quest'anno è stato tutto affascinante e nuovo per noi dello staff. Se pensiamo che da gennaio abbiamo fatto 15 partite in 80 giorni, avendo tanti infortunati, abbiamo dovuto stringere i denti. Oggi, invece, arriviamo ad avere la squadra al completo. È vero che dal 1° aprile al 10 maggio c'è più di un mese di tempo che assomiglia a un classico ritiro precampionato, ma nel mentre devi onorare il torneo e finirlo bene. Vogliamo arrivare ai playoff. Abbiamo strutturato il lavoro caricando in questi giorni: questa settimana abbiamo lavorato sulla forza, la prossima sarà quella del carico più pesante prima del Monopoli. Poi si andrà allo scarico, perché il 10 maggio dobbiamo essere al top, pronti per giocare una partita a mille all'ora".
Sull'ambiente e l'amore della piazza
"Ieri sera durante i festeggiamenti c'è stato un bellissimo carico di emozioni. Siamo rimasti fino a tarda sera e ho visto il vero volto dei tifosi del Potenza. Credo che a Potenza ci sia tutto per fare bene: è un ambiente davvero speciale, un'isola felice dove si può fare calcio in maniera perfetta. C'è una società che ti dà tutto, una tifoseria che ti fa lavorare bene e una città che fa sentire i giocatori parte integrante del tessuto sociale. Dobbiamo solo non dare retta a quel 2-3% di persone che creano malumori: non devono destabilizzare un ambiente che merita questo calcio. Vogliamo fare in modo che questo entusiasmo duri non solo ora, ma per tutto l'anno".
Sull'approccio tattico e la ritrovata verve di Murano
"Cosa è cambiato rispetto alla partita di Latina? Quella è stata la peggior prestazione da quando ci sono io, paradossalmente nella gara che ci ha fatto vincere un trofeo. Nel post-partita non l'ho voluta far rivedere ai ragazzi, perché era stata una partita esclusivamente emotiva, in cui era saltato il banco tattico e tecnico. Contro il Sorrento, invece, ho rivisto la squadra che voglio: gioco verticale, veloce, in avanti. Jacopo Murano? Contro il Sorrento su otto palloni ne ha attaccati sette in profondità. È tornato a essere il Murano di sempre, un giocatore di categoria superiore. Faceva fatica in altri sistemi di gioco in cui doveva venire incontro, ma nel nostro calcio, rapido e verticale, è un elemento che sposta gli equilibri".
L'attenzione ai dettagli
"Andremo a fare la nostra partita a Catania con la giusta attenzione, specialmente sulle palle inattive, un tema per noi fondamentale visto che loro hanno grande struttura, battitori bravi e ottime letture individuali. Ripeto, la prenderemo come un test vero, a tutti gli effetti".
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