Il campionato di Serie D entra nella sua fase cruciale e il Trestina si appresta a vivere le ultime tre tappe di un percorso intenso e ricco di spunti. La formazione bianconera occupa attualmente la decima posizione nel girone E con 40 punti all'attivo, un bottino che garantisce un margine di sei lunghezze sulla zona playout. Nonostante il vantaggio rassicurante, l'ambiente resta vigile per blindare definitivamente la categoria ed evitare pericolosi cali di tensione in vista del rush finale. La gestione tecnica, improntata sulla valorizzazione dei giovani e sulla solidità tattica, ha permesso alla squadra di navigare in acque relativamente tranquille, ma l'obiettivo della permanenza matematica in Interregionale resta la priorità assoluta prima di tracciare i bilanci definitivi.
Per analizzare il momento della squadra e proiettarsi verso le ultime sfide stagionali, noi di Notiziariocalcio.com abbiamo contattato in esclusiva l'allenatore dei bianconeri, Simone Calori.
Mister, mancano tre gare al termine. Qual è il suo bilancio su quanto fatto finora? «Siamo molto soddisfatti del lavoro svolto, specialmente per come la squadra è cresciuta nel corso di questo biennio. Tuttavia, finché non arriva la matematica salvezza, non possiamo abbassare la guardia. È vero che 40 punti non sono pochi, ma resta un pizzico di rammarico perché avremmo potuto raccoglierne qualcuno in più: questo ci avrebbe permesso di affrontare queste ultime partite con meno tensioni addosso. Sono rimasto qui proprio per dare continuità al progetto e migliorare i risultati dello scorso anno; ci siamo quasi, ma ancora non è il momento di esultare».
Parlando dei singoli, Jacopo Giuliani è l’elemento più utilizzato in rosa con 2.565 minuti giocati. Cosa ci dice di lui? «Jacopo è un ragazzo che ho voluto fortemente già nella passata stagione. È un calciatore polivalente, capace di ricoprire più ruoli con un’applicazione incredibile e una spiccata intelligenza tattica. Forse proprio questa sua duttilità lo ha quasi danneggiato negli anni passati, ma quest’anno da "quinto" a centrocampo ha trovato grande continuità. Ha giocato in piazze importanti e credo che, se oggi si ritrova al Trestina, sia anche a causa di qualche errore commesso in precedenza. Qui però ha fatto il salto di qualità: oltre alla sostanza è diventato un goleador, si inserisce costantemente e batte i calci piazzati. È un giocatore prezioso che posso spostare ovunque, dal ruolo di terzino a quello di trequartista».
Un altro profilo interessante è Geremia Ubaldi, classe 2008, impiegato ben 28 volte su 31 partite. Qual è il suo giudizio su questo giovane? «Il percorso di "Jerry" è iniziato lo scorso anno. In squadra abbiamo anche tre ragazzi del 2009, perché crediamo che solo così si possa acquisire la mentalità giusta; allenarsi con la prima squadra è profondamente diverso rispetto alla Juniores. Ubaldi era già nel gruppo nella passata stagione e, se non avesse avuto un infortunio, avrebbe trovato spazio già allora. Nelle giovanili giocava a centrocampo grazie alla sua qualità, ma quest’anno ha dimostrato di poter fare bene ovunque: abbiamo iniziato con la difesa a quattro e faceva il terzino, poi siamo passati a tre e si è adattato come "braccetto" difensivo, che credo sia il suo ruolo naturale. L’ho schierato spesso anche quando non ero obbligato dalle regole sulle quote. Deve crescere fisicamente, poiché salendo di categoria l'aspetto atletico diventa fondamentale, ma è un ragazzo spensierato che non sente la pressione. È sicuramente destinato a traguardi importanti».
Domenica vi attende il derby contro il Sansepolcro, una sfida delicatissima per i vostri avversari che rischiano la retrocessione. «Sul piano emotivo il derby potrebbe dare più a loro, che cercheranno di ricompattarsi dopo un’annata difficile. Sinceramente siamo dispiaciuti per la loro situazione; sono i nostri vicini di casa e nessuno si aspettava una classifica del genere per una piazza storica che ha militato per tantissimi anni in Serie D. Sono comunque ancora vivi e vorranno finire bene davanti al proprio pubblico. Mi aspetto una gara complicata: loro daranno tutto e noi dovremo essere intelligenti a non farci trascinare dal clima emotivo, continuando a giocare il nostro calcio. Questa partita è fondamentale anche per noi, perché vincendo potremmo festeggiare la salvezza matematica. Puntiamo dritto a questo obiettivo».
Chiudiamo con una domanda sul suo futuro: resterà sulla panchina del Trestina? «In ogni circostanza sono abituato ad aspettare la fine del campionato. Ho letto comunicati di alcuni colleghi del nostro girone che annunciavano già l'addio per la prossima stagione, ma personalmente sono cose che non mi piacciono. Bisogna "tirare la carretta" tutti insieme fino all'ultimo minuto dell'ultima giornata. Una volta raggiunta la salvezza, mi siederò con la società e valuteremo il da farsi con la massima serenità. Qui sto bene e abbiamo lavorato in sintonia. Per noi allenatori di Serie D è spesso difficile portarsi dietro l'intero staff a causa dei budget, ma è una cosa che mi piacerebbe molto fare. Vedremo cosa succederà al momento opportuno».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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