Il calcio italiano attraversa una fase di profonda riflessione e Fabrizio Lucchesi, direttore generale del Guidonia Montecelio, ha approfittato della ribalta nazionale offerta da "A Tutta C" su TMW Radio per analizzare le criticità di un sistema che appare sempre più fragile. Dalle penalizzazioni che colpiscono piazze storiche come Trapani fino alla sostenibilità economica della Serie C, il dirigente ha tracciato un quadro senza filtri sulla necessità di riforme strutturali non più rinviabili.

Un sistema indebitato e da rifondare

L'analisi di Lucchesi parte dai recenti casi di penalizzazioni, che il dirigente non considera incidenti isolati ma sintomi di un malessere collettivo. "Assolutamente sì, il problema è di sistema", ha esordito il DG, spiegando come la Serie C sia spesso il terminale di una catena che scarica le proprie inefficienze sulle realtà più passionali ma meno protette. Lucchesi ha appoggiato con forza la linea del presidente Marani riguardo al rigore nelle iscrizioni: "Mi ha colpito sentirlo fare un appello diretto in assemblea: 'Chi non può finire la stagione non deve iniziare'". Secondo il dirigente, discutere solo dei singoli casi attuali è riduttivo a fronte di un debito complessivo del calcio italiano che tocca i 5 miliardi di euro. "Il sistema non regge 100 squadre professioniste. Va rivisto tutto", ha ribadito, sottolineando che servono regole federali ferree per impedire l'accesso a chi non garantisce la solidità necessaria per l'intero arco del campionato.

Sostenibilità e visibilità: il paradosso della Serie C

Nonostante le riforme in atto e l'importante vetrina garantita da Sky, che Lucchesi definisce "un colpo di genio" per aver dato dignità internazionale al prodotto, il problema economico resta centrale. La gestione di un club, anche in Serie A, comporta perdite costanti che in Serie C diventano difficilmente sostenibili per un imprenditore privato. "Perché un imprenditore dovrebbe perdere 2-3 milioni all’anno?", si chiede provocatoriamente il dirigente. Sebbene la visibilità abbia portato un aumento dei ricavi pubblicitari, la missione della Lega Pro deve restare la valorizzazione dei talenti, a patto che la base societaria riesca a sopravvivere. Lucchesi si è detto comunque ottimista per la determinazione vista recentemente negli organi di governo del calcio.

Il nodo giovani e il dubbio sulle seconde squadre

Sul tema della valorizzazione dei vivai e della "riforma Zola", Lucchesi concorda sulla necessità di formare i calciatori italiani dopo l'uscita dai settori giovanili, ma solleva perplessità sulla reale efficacia a lungo termine delle seconde squadre. Sebbene nell'immediato portino risorse e sostegno al sistema, il DG nutre dubbi tecnici: "Il ragazzo under 23 della Juventus: lo valorizza di più in Serie C o con un prestito in una realtà adatta?". Il fulcro del discorso resta il merito: deve scendere in campo chi è più bravo, non chi risponde a semplici quote di fatturato o anagrafiche. Per Lucchesi, la carenza di talenti per la Nazionale denunciata da Spalletti si risolve solo investendo pesantemente in strutture e formatori: "Più che quote per far giocare under, serve spingere le società virtuose".

Il progetto Guidonia: la terza forza di Roma

In chiusura, Lucchesi ha raccontato l'evoluzione del Guidonia Montecelio, una realtà che punta a consolidarsi come terzo polo calcistico della Capitale. Grazie alla visione della proprietà Maury's e del dottor Mauro Fusano, il club sta costruendo le proprie fondamenta su uno stadio nuovo e su un settore giovanile d'avanguardia. "L’obiettivo è crescere gradualmente: infrastrutture prima, poi settore giovanile, per diventare una realtà solida senza ambizioni folli", ha spiegato il DG. Con 27 punti già in cascina, il traguardo immediato è la salvezza precoce fissata intorno ai 34-38 punti, per poi programmare con serenità il futuro: "Ogni anno proviamo a fare un passo avanti, con solidità".

Sezione: Serie C / Data: Ven 09 gennaio 2026 alle 18:15
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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