Un rotondo quattro a zero e una prestazione al limite della perfezione hanno regalato un'altra serata da incorniciare ai tifosi gialloblù, confermando l'ottimo momento di forma attraversato dal gruppo nel torneo di Serie C.

Al termine del match dominato contro la Pro Vercelli si è presentato in sala stampa il tecnico del Trento, Luca Tabbiani, che ha voluto immediatamente evidenziare l'atteggiamento esemplare mostrato dal proprio portiere anche a risultato ampiamente acquisito.

«Abbiamo fatto una buona gara. Vorrei partire da Sergio: sul tre a zero ha compiuto una parata incredibile e ha esultato come se avesse segnato un gol. Questo significa che era sempre concentrato. Parto da lui perché a volte nel calcio si possono commettere degli errori, anche se non è il suo caso, visto che sono molte di più le occasioni in cui ci ha salvato. La cosa bella del nostro lavoro è avere sempre l’opportunità di rimediare e lui merita di essere preso come esempio. Fa un ruolo difficile, ma sono contento per la parata di oggi e per le prestazioni offerte nelle partite precedenti, compresa quella contro la Giana».

L'andamento complessivo dell'incontro ha rispecchiato fedelmente le indicazioni tattiche preparate durante la settimana, mostrando una squadra affamata e capace di mantenere ritmi altissimi per tutti i novanta minuti.

«Più in generale sono soddisfatto di tutto. Abbiamo played una gara ad altissima intensità. Adesso ci godiamo questa notte, poi da domani inizieremo a preparare la prossima partita, perché in questo lavoro c’è sempre un esame successivo. Comunque siamo contenti di come abbiamo iniziato la stagione».

Sollecitato sul momento straordinario attraversato dalla compagine trentina e sulle recenti interpretazioni mediatiche relative ad alcune sue dichiarazioni passate, la guida tecnica ha tenuto a precisare il proprio punto di vista.

«Io guardo sempre soprattutto alla nostra prestazione, sia quando le cose vanno bene sia quando vanno male. Apro una parentesi: quando parlai di prestazione mondiale dopo il Brescia, quella frase era inserita in un contesto preciso. Non ero entrato in sala stampa dicendo semplicemente che avevamo fatto una prestazione mondiale. Era un ragionamento diverso, che poi è stato estrapolato. Detto questo, non so se sia vero che un Trento così non si vedeva da tempo. So però che questa squadra, in regular season, non perde da aprile e che in casa non perdiamo da novembre. Credo che stiamo facendo un percorso importante. La società, i ragazzi, lo staff, la segreteria: tutti insieme stiamo creando un ambiente di lavoro molto positivo e questo ci permette di ottimizzare molte cose».

La classifica continua a sorridere alla formazione casalinga, frutto di un lavoro corale e di una continuità di rendimento che parte da lontano.

«La classifica adesso conta relativamente, ma penso che siamo dove meritiamo di essere. In campo cerchiamo sempre di dare il massimo. A volte ci riusciamo meglio, altre un po’ meno, però questa squadra ha sempre dato l’impressione di mettere in campo tutto quello che aveva. Nelle difficoltà è stata spesso capace di tirare fuori qualcosa di importante. Oggi la partita è andata esattamente come volevamo. Non mi piace paragonare la nostra prestazione al valore degli avversari, perché altrimenti si rischia di dire che quando facciamo una grande partita è solo perché gli altri hanno giocato male. Si crea un circolo vizioso che non condivido. Oggi abbiamo disputato un’ottima gara. Giovedì, invece, abbiamo fatto meno bene, soprattutto nel secondo tempo. Non so se fosse un problema fisico o mentale, ma sicuramente non abbiamo espresso il nostro livello migliore. Al di là del valore dell’avversario, dobbiamo sempre analizzare soprattutto la nostra prestazione».

Analizzando il brillante avvio di campionato rispetto al recente passato, il mister si è espresso anche sui confronti con la rosa della passata stagione e sulla gestione dei nuovi arrivati.

«Innanzitutto mi fa piacere guardare questi dati. Noi siamo partiti da una buona base costruita la scorsa stagione e questo ci ha consentito di sviluppare prima determinati concetti. Sapevamo di avere un vantaggio sotto questo aspetto. Uno degli obiettivi che ci eravamo dati fin dal primo giorno di ritiro era partire meglio nelle prime otto giornate, perché l’anno scorso avevamo incontrato diverse difficoltà. Ogni squadra, però, è diversa. Abbiamo perso giocatori di qualità, uno purtroppo per infortunio, perché Cristian Capone è un calciatore importante. Allo stesso tempo sono arrivati altri giocatori con caratteristiche differenti».

Il processo di maturazione del gruppo prosegue a ritmi spediti, dimostrando una notevole capacità di assimilare gli errori e di correggere gli aspetti critici emersi nelle uscite precedenti.

«Si tende sempre a fare paragoni con la stagione precedente, ma poi ogni squadra sviluppa una propria identità e quello che può sembrare un limite all’inizio può trasformarsi in una risorsa durante il percorso. L’anno scorso dicevo spesso che la squadra sarebbe cresciuta perché vedevo tanti giovani con margini di miglioramento. Oggi ho una rosa della quale sono molto contento: è un gruppo che lavora bene. La cosa che mi è piaciuta di più oggi è stata la gestione del vantaggio arrivato subito nei primi minuti. Siamo stati molto più bravi rispetto a giovedì. Sapevo che quella partita potesse essere complicata perché ci aveva tolto molte energie l’impegno precedente. Abbiamo provato ad analizzarla soprattutto dal punto di vista mentale. Questo è un gruppo che ha grande voglia di imparare e di lavorare».

Nonostante l'eccellente rullino di marcia tra le mura amiche, il futuro riserva ora esami probanti lontano da casa per valutare le reali ambizioni della compagine ligure-trentina.

«Io mi sento fortunato perché a Trento ho allenato tre gruppi speciali sotto questo aspetto. Più lavoriamo e più possiamo migliorare. Siamo contenti della partenza, ma adesso ci attendono due trasferte nelle quali dobbiamo alzare il livello. In casa stiamo facendo meglio, sia nei risultati sia nelle prestazioni. Se vogliamo disputare un campionato importante dobbiamo crescere anche lontano dal nostro stadio. I numeri li guardo e mi piacciono, soprattutto quelli post partita, ma penso che abbiamo ancora molti aspetti da migliorare. Sei partite rappresentano già un campione interessante, però ogni gara ti leaves sempre indicazioni utili. Oggi è venuta fuori una prestazione quasi perfetta perché ci è riuscito tutto. Abbiamo creato tantissime occasioni da gol, concesso poco e dato l’impressione di avere più energie degli avversari. Abbiamo mantenuto un’intensità altissima e credo che il merito sia soprattutto dei ragazzi».

Il pensiero corre infine alla prossima sfida di campionato contro la Pergolettese, avversario ostico e particolarmente solido nella propria fase difensiva.

«La Pergolettese arriva da quattro partite consecutive senza subire gol ed è una squadra molto vivace. In altre gare abbiamo creato tanto, forse non quanto oggi, ma senza riuscire a concretizzare. Quando non segni sembra che la prestazione offensiva sia stata negativa, ma io continuo a pensare che una squadra che crea occasioni e arriva al tiro abbia sempre maggiori possibilità di realizzare. Dobbiamo continuare a produrre gioco e occasioni. Anche oggi abbiamo sbagliato diversi gol e quindi possiamo ancora migliorare. L’obiettivo è ottimizzare sempre di più questa fase del gioco. Per stasera ci godiamo questa vittoria. Da domani inizieremo a preparare la prossima gara, che considero uno step molto importante per il nostro percorso. Ci aspettano due trasferte complicate e penso che possano rappresentare un passaggio significativo per capire dove possiamo arrivare in questa stagione».

Sezione: Serie C / Data: Mar 22 settembre 2026 alle 20:45
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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