Il tecnico del Lecco ha analizzato con estrema schiettezza il prossimo impegno che attende la squadra, sottolineando come il successo ottenuto contro il Vicenza debba essere solo un punto di partenza e non un motivo di rilassamento.
L’allenatore ha messo in guardia l’ambiente sulla pericolosità dell’Alcione, una formazione che, nonostante i risultati recenti, esprime valori importanti e una solidità atletica fuori dal comune per la categoria.
«Penso che gli ultimi risultati che hanno fatto non siano coerenti con la forza che ha questa squadra. Sappiamo tutti quanto sono forti con la palla e i numeri dimostrano che sono aggressivi, i più forti nei duelli di tutto il girone» ha spiegato il mister, evidenziando le insidie della sfida.
La preparazione del match si è concentrata molto sull'aspetto mentale, cercando di mantenere alta la tensione nervosa senza però schiacciare il gruppo sotto il peso di un’eccessiva pressione esterna.
«Il filino è molto sottile tra autostima e rilassarsi. Per me un modo di dire il contrario di far bene è pensarla bene. Se martelli troppo e dici "dobbiamo, dobbiamo", puoi ricevere l'effetto opposto, per questo ho voluto parlare con i ragazzi e chiedere come la sentono loro».
L’allenatore bluceleste ha poi ribadito un concetto fondamentale riguardo alla continuità delle prestazioni, usando una metafora efficace per spiegare che nel calcio non esistono rendite di posizione garantite dai successi passati.
«La prestazione è come se fosse noleggiata, te la devi riconquistare e rifare ogni giorno, non te la regala nessuno. Se noi scendiamo in campo leggerini, ce la prendiamo in faccia a 200 all'ora, e il passato ci ha già dimostrato che nessuno concede sconti».
Per quanto riguarda le scelte di formazione, il tecnico ha fatto il punto sugli infortunati, confermando che la prudenza rimarrà il criterio principale nella gestione dei rientri, specialmente per i pezzi pregiati della rosa.
«Su Nicolò abbiamo deciso di non rischiare perché sarebbe da folli. Il muscolo è pulito e non ci sono lesioni, ma se lui non sta bene al cento per cento non vogliamo forzare. Al massimo può darci una mano dalla panchina se la rifinitura darà esito positivo».
Un passaggio importante è stato dedicato anche allo stile di gioco, con il mister che ha risposto alle osservazioni sulla maggiore verticalità vista nelle ultime uscite, legandola però strettamente all’atteggiamento degli avversari.
«La verticalizzazione dipende anche da cosa fa l'avversario. Se ti aspettano bassi è difficile andare in verticale, ma se ti chiudono uomo nella tua metà campo allora vogliamo andare dritti. Dipende sempre da quello che ti offre la partita, non è solo un assetto tattico fisso».
Infine, lo sguardo si è allungato verso l'orizzonte dei playoff, anche se il tecnico preferisce mantenere il focus esclusivamente sul campo per chiudere il campionato nella miglior posizione possibile, senza fare calcoli sugli avversari.
«Adesso andare a sprecare energie su chi ho paura non serve. A volte una squadra più piccola ti può dare più fastidio di una grande. Fino all'ultima partita proverò a fare il massimo per arrivare più in alto possibile, poi il calendario ci darà quello che ci dirà».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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