Il direttore generale del Carpi, Enrico Bonzanini, è intervenuto ai microfoni di TMW Radio per fare il punto sul cammino dei biancorossi in questo delicato scorcio di stagione. Il dirigente ha analizzato con pragmatismo il momento della squadra, rifuggendo da bilanci parziali o affrettati.
«Non esistono mini tappe, ma bisogna valutare la Serie C nel lungo e nel medio metraggio. È corretto approcciare ogni settimana come se fosse un impegno unitario. Siamo perfettamente in linea con i nostri obiettivi della salvezza, è una medaglietta da porci perché fare calcio oggi è complesso» ha dichiarato Bonzanini.
Il direttore ha voluto sottolineare l'importanza della dimensione territoriale di una realtà come quella carpigiana, capace di resistere in un contesto geografico dove la concorrenza di club limitrofi di alto livello è estremamente serrata.
«Facciamo calcio in un territorio geograficamente e calcisticamente particolare perché siamo circondati da tante società che stanno facendo molto bene. Il nostro bacino è più ridotto e molto identitario. In Italia ci sono 7.800 comuni, soltanto 100 di questi possono fregiarsi di avere una squadra tra i professionisti e Carpi c'è: questo è un dato importante».
La discussione si è poi spostata sulla serrata lotta per non retrocedere, con un Girone B che si sta dimostrando particolarmente equilibrato e imprevedibile rispetto agli altri raggruppamenti del panorama nazionale.
«Il nostro campionato non è finito, abbiamo ancora bisogno di punti per chiudere questo discorso salvezza: dobbiamo farlo con il massimo dell’umiltà e della ferocia agonistica, non si può lasciare nulla di intentato perché ci sono tante squadre racchiuse in pochi punti» ha avvertito il dirigente.
Bonzanini ha poi voluto evidenziare la peculiarità del girone di appartenenza: «Negli altri gironi ci sono situazioni più delineate, mentre nel Girone B tutti i verdetti sono ancora da emettere e questo è indice di altissima competitività».
Un passaggio significativo è stato dedicato al recente scontro con il Pontedera, società con cui il Carpi ha incrociato spesso il proprio destino negli ultimi anni, sia a livello di prima squadra che nel settore giovanile.
«Il Pontedera ha incrociato più volte con noi il proprio destino, l’anno scorso è stato un crocevia fondamentale per la nostra salvezza. Quello di Pontedera è un trampolino formativo per i prospetti più importanti, tanti giocatori forti sono passati da lì negli ultimi anni: le stagioni sono le somme vettoriali di tanti fattori».
Ripercorrendo la gara contro i toscani, il direttore generale ha elogiato l'approccio dei suoi calciatori e la risposta del pubblico di casa, fondamentale per centrare tre punti che danno ossigeno alla classifica.
«Quella col Pontedera è stata una partita tosta e vera, a tratti molto maschia. Avevo chiamato tutti a un senso di responsabilità maggiorato, i calciatori hanno risposto con uno dei primi tempi più competitivi della stagione e i carpigiani ci hanno spinto a ottenere una vittoria fondamentale e non banale».
In chiusura, Bonzanini ha lanciato una riflessione più ampia sulla necessità di riportare il calcio alla sua dimensione identitaria e locale per garantirne la sopravvivenza in un'epoca di grandi cambiamenti.
«Contano i colori e le squadre, più ricominciamo a territorializzare le squadre e più ci garantiamo una continuità in un calcio che contemporaneamente si pone degli interrogativi» ha concluso il direttore generale biancorosso.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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