La vittoria ottenuta dalla Vigor Lamezia contro la Reggina rappresenta molto più di tre semplici punti in classifica, configurandosi come una prova di forza e di maturità psicologica che ha entusiasmato l'ambiente. Al termine del confronto, il tecnico Renato Mancini si è presentato ai microfoni con un animo sereno ma deciso, iniziando il suo intervento con un sentito ringraziamento verso il proprio staff tecnico, spesso rimasto nell'ombra durante i momenti più complicati della stagione.
«È fondamentale attribuire i giusti meriti ai miei collaboratori, a chi lavora duramente al mio fianco durante tutta la settimana e che finora ha dovuto sopportare critiche pesanti; oggi è giusto che possano camminare a testa alta davanti a tutti» ha esordito Mancini. L'allenatore ha voluto sottolineare i sacrifici personali dei suoi assistenti, evidenziando le lunghe distanze percorse quotidianamente per onorare l'impegno con il club lametino, definendo la giornata odierna come il giusto premio per tanta dedizione.
Analizzando la sfida sul piano tattico e agonistico, il mister ha richiamato una sua celebre battuta del passato per descrivere l'eroica resistenza dei suoi uomini contro una corazzata del torneo: «Se una volta avevamo detto di essere andati a rubare la Gioconda al Granillo, oggi possiamo dire con orgoglio di aver difeso il museo fino all'ultimo secondo». Secondo Mancini, confermarsi contro una Reggina così affamata di punti e rinnovata nell'atteggiamento non era affatto un compito scontato, specialmente considerando il valore dell'avversario.
Nonostante l'espulsione subita da Marigò dopo neanche un minuto dall'inizio della ripresa, la Vigor Lamezia ha saputo compattarsi in modo sorprendente. «Paradossalmente, abbiamo trovato un equilibrio migliore in inferiorità numerica che in undici contro undici; i ragazzi sono stati esemplari nello spirito di sacrificio e nella forza morale» ha spiegato il tecnico, rivelando come il passaggio al modulo 4-4-1 abbia garantito una copertura centrale più efficace grazie al lavoro di Maimone e Andreassi.
L'approccio mentale è stato indicato come il fattore determinante che ha permesso di annullare il divario tecnico con gli amaranto. Mancini ha lodato l'attenzione maniacale prestata dai suoi giocatori, specialmente nella gestione delle palle inattive e dei cross avversari: «A livello mentale eravamo più forti di loro oggi; anche se la partita fosse durata altre due ore, la sensazione era che non avremmo mai subito gol grazie alla compattezza granitica del nostro gruppo».
Un tema centrale della discussione ha riguardato l'efficacia della Vigor Lamezia sulle situazioni di palla ferma, un vero e proprio marchio di fabbrica che ha permesso di sbloccare il match. «Siamo tra le squadre che segnano di più in queste situazioni e oggi lo abbiamo confermato con uno schema studiato; difendiamo bene e attacchiamo meglio quando il gioco è fermo, è un aspetto su cui lavoriamo molto e che ci sta dando grandi soddisfazioni» ha puntualizzato il mister lametino.
Per quanto riguarda il cammino verso la salvezza, il successo odierno mette una seria ipoteca sulla permanenza in categoria, portando il vantaggio sulla zona calda a dieci lunghezze con solo nove gare ancora da disputare. Tuttavia, Mancini predica calma e concentrazione massima: «Matematicamente non siamo ancora fuori pericolo, ma è innegabile che questi punti ci permettano di giocare con una tranquillità diversa; ho chiesto ai ragazzi di continuare a spingere per valorizzare quanto fatto finora».
In chiusura, il tecnico ha rivolto un plauso particolare alla propria linea difensiva, capace di contenere gli esterni della Reggina con grande efficacia nonostante la presenza di giovanissimi elementi come un 2007 nel cuore del reparto. «Onore a questi ragazzi che si applicano costantemente e non rinunciano mai a giocare la palla, anche quando il pressing avversario si fa soffocante; oggi abbiamo dimostrato di essere una squadra solida, unita e pronta a tutto» ha concluso un orgoglioso Renato Mancini.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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