Il pareggio ottenuto dall'Ancona sul campo dell'Unipomezia rappresenta un risultato che, nella lettura di mister Agenore Maurizi, assume un valore superiore al singolo punto messo in classifica. Al termine di una sfida intensa e complicata, il tecnico dorico ha analizzato con estrema lucidità la prestazione dei suoi, sottolineando come la stanchezza fisica e mentale stia iniziando a pesare su un gruppo falcidiato dalle assenze, ma capace comunque di reagire alle avversità.
«Verso la conclusione della gara chiedevo ai ragazzi di restare compatti, perché avevamo già rischiato di subire la beffa del contropiede come accaduto a Fossombrone» ha esordito Maurizi, evidenziando il timore di veder sfumare un risultato positivo proprio negli ultimi istanti. Per l'allenatore, uscire indenni da Pomezia è un traguardo significativo se si considera la settimana travagliata vissuta dalla squadra, tra impegni ravvicinati e nuovi infortuni che continuano a tormentare la rosa.
Uno dei temi centrali della disamina post-partita è stata l'emergenza medica che sta colpendo l'Ancona in modo sistematico, privando il mister di pedine fondamentali in ogni reparto. Durante il match è arrivato anche lo stop per Pecci, vittima di una distorsione al collaterale che complica ulteriormente le rotazioni: «Siamo l'unica formazione di vertice costretta a fare a meno di cinque o sei titolari ogni domenica; stiamo andando avanti da quindici giorni con calciatori che non riescono nemmeno ad allenarsi durante la settimana».
Oltre alla questione fisica, Maurizi ha mosso un appunto critico sulla gestione emotiva della gara da parte dei suoi uomini, apparsi a tratti eccessivamente nervosi e facili prede delle provocazioni avversarie. L'allenatore ha stigmatizzato alcune ammonizioni gratuite, nate dalla foga di recuperare il pallone o da proteste superflue: «Dobbiamo essere razionali e non solo emotivi; andare a strappare la palla dalle mani del portiere avversario ci costa cartellini che poi ci impediscono di fare falli necessari durante l'azione».
L'analisi tecnica si è poi soffermata su un dato statistico preoccupante: la facilità con cui la difesa dorica sta subendo reti sugli sviluppi di cross laterali. Maurizi ha evidenziato come gli ultimi cinque gol incassati siano arrivati quasi tutti con la medesima dinamica, un difetto di concentrazione che va corretto immediatamente: «Pensavamo che la palla uscisse e invece è rimasta in campo, abbiamo rallentato l'azione e perso le marcature; su questi dettagli dobbiamo tornare a essere cattivi e determinati».
Nonostante i difetti riscontrati, il tecnico ha voluto elogiare lo spirito di reazione mostrato dalla squadra dopo lo svantaggio, segno di un gruppo che, pur nelle difficoltà, non ha intenzione di abdicare. La prestazione di alcuni singoli, come Teraschi e Chiasi, è stata definita positiva, specialmente per il sacrificio profuso in un momento in cui le energie sono ridotte al lumicino a causa del triplo impegno settimanale tra campionato e coppa.
Guardando al futuro prossimo, l'imperativo è recuperare energie mentali e fisiche in vista del derby contro la Maceratese, una sfida che si preannuncia durissima e dove non saranno ammessi cali di tensione. «Dobbiamo tornare a essere quella squadra feroce che abbiamo visto dopo le vittorie con Teramo e Fossombrone; la classifica è corta e non dobbiamo dare coraggio a chi ci insegue restando sempre umili e concentrati sull'obiettivo» ha ribadito con forza Maurizi.
In chiusura, il mister ha rivolto un pensiero anche al valore degli avversari, definendo l'Unipomezia una società forte con giocatori di categoria superiore che hanno reso la vita difficile all'Ancona. Il pareggio, dunque, va accettato con pazienza, consapevoli che la strada verso il traguardo finale è ancora lunga e ricca di insidie: «Senza grilli per la testa, dobbiamo continuare a lavorare sodo, sperando che la fortuna inizi a girare anche sul fronte dei recuperi fisici».
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Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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