Il pomeriggio al Nespoli lascia in dote all'Olbia non solo l'amarezza per una sconfitta interna contro il Montespaccato, ma soprattutto una rabbia incontenibile per una gestione arbitrale ritenuta inaccettabile.

La società gallurese, invece di affidare lo sfogo ai microfoni della stampa, ha preferito la via del silenzio mediatico immediato, scegliendo di comunicare la propria posizione ufficiale attraverso una nota durissima che non lascia spazio a interpretazioni.

Nel mirino del club sardo è finita la direzione di gara di Benito Saccà della sezione di Messina, accusato di aver influenzato pesantemente l’andamento e il risultato finale della sfida attraverso decisioni definite gravemente penalizzanti.

Secondo la ricostruzione della dirigenza, sarebbero stati almeno dieci i momenti controversi che avrebbero danneggiato i padroni di casa, con tre episodi specifici che spiccano per gravità e che sono già stati analizzati con il supporto delle immagini video.

Il primo capo d'imputazione riguarda l'avvio del match, quando un intervento dell'attaccante ospite Vitelli ai danni dell'estremo difensore Viscovo non è stato sanzionato con l'espulsione, nonostante la pericolosità dell'azione.

Le tensioni sono poi aumentate sensibilmente all'inizio della seconda frazione di gioco, quando Riccardo Santi è stato allontanato dal campo per un fallo che, secondo il club, dalle riprese televisive risulterebbe addirittura inesistente.

A completare il quadro delle recriminazioni è stato un contatto sospetto in area di rigore ai danni di Tomaselli proprio nelle battute conclusive della partita, per il quale non è stato concesso il penalty nonostante la dinamica paia evidente.

Proprio per questi motivi, l'Olbia ha deciso di non restare a guardare e ha annunciato l'inoltro di un esposto formale indirizzato direttamente al designatore Stefano Braschi, chiedendo un provvedimento esemplare.

La richiesta della società è drastica: il club pretende che il fischietto messinese venga sospeso per il resto della stagione agonistica, così da tutelare la regolarità di un campionato prestigioso come quello della Lega Nazionale Dilettanti.

Oltre alla punizione per il singolo direttore di gara, la dirigenza ha esplicitamente richiesto che per le prossime sfide vengano designate terne arbitrali che siano all'altezza del blasone dell'Olbia e dell'importanza della categoria.

Nonostante il clima di forte contestazione, la nota societaria tiene a precisare che la squadra, lo staff e la proprietà non hanno intenzione di mollare la presa, confermando la volontà ferrea di lottare per la salvezza fino alla fine del torneo.

Un ringraziamento speciale è stato infine rivolto alla tifoseria organizzata e a tutto il pubblico presente, che ha incitato i giocatori per novanta minuti con grande correttezza, pur in una giornata segnata da episodi così controversi.

Sezione: Serie D / Data: Dom 15 febbraio 2026 alle 21:47
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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