Il clima in casa Olbia si fa rovente a causa di una vicenda che intreccia finanza, consulenze e dichiarazioni pubbliche. La società sarda ha diffuso una nota ufficiale per prendere una posizione netta nei confronti di Giovanni Degortes, esponente della Nexum Stp SpA, attuale main sponsor del club.
Il nucleo della disputa risiede in una richiesta economica definita dal club come sproporzionata e inaspettata. Degortes avrebbe infatti notificato un'intimazione di pagamento perentoria per una somma che tocca i 137.568,00 euro, a cui andrebbero sommati interessi, penali e risarcimenti vari per presunte consulenze e per la risoluzione anticipata dei rapporti.
La dirigenza gallurese ha evidenziato con sarcasmo come l'operazione commerciale messa in atto dalla Nexum sia di un'efficacia quasi paradossale. A fronte di un investimento pubblicitario di 14.000 euro per legare il proprio marchio alla maglia bianca, l'azienda si ritroverebbe a richiederne indietro quasi dieci volte tanto sotto forma di compensi professionali.
Dalle stanze dei bottoni dell'Olbia si parla di una redditività dell'investimento pari al 1.400%, una cifra che, secondo il comunicato, farebbe sfigurare anche i più esperti maghi della finanza internazionale. Ma l'aspetto che più sembra aver ferito la sensibilità della società riguarda il ruolo passato e pubblico dello stesso Degortes.
Il club ricorda infatti come Degortes fosse stato l'anima e il presidente del "Comitato di Sostegno", una realtà nata con l'obiettivo dichiarato di soccorrere l'Olbia nel momento del bisogno, agendo teoricamente a titolo gratuito per il bene della città e della maglia.
Nelle parole della società emerge il ricordo di quando Degortes criticava aspramente chiunque, tra fornitori e tesserati, reclamasse pagamenti arretrati, definendoli come soggetti che remavano contro il bene della squadra. Viene inoltre sottolineato come fosse proprio lui a sollecitare contributi economici da parte della cittadinanza e degli imprenditori locali.
L'attuale gestione dell'Olbia Calcio tiene inoltre a precisare di non aver mai sottoscritto alcun accordo formale con il professionista o con la sua società. Qualora esistessero contratti o impegni firmati, questi sarebbero riconducibili esclusivamente alla precedente presidenza e non all'attuale organo amministrativo.
Il nuovo Consiglio di Amministrazione ha voluto ribadire che per una realtà che milita nel campionato di Serie D è tecnicamente e logicamente impossibile giustificare una spesa di tale portata per servizi di consulenza o per la gestione dei cedolini paga, definendo il costo "fuori mercato" anche per club di caratura mondiale.
La chiusura della nota ufficiale non lascia spazio a interpretazioni: l'Olbia Calcio si dice pronta a difendere la propria onorabilità e il proprio patrimonio in ogni sede, sia civile che penale, contestando punto su punto le pretese avanzate e manifestando profonda amarezza per quello che viene descritto come un tradimento da parte di chi si professava "amico" del club.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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