Quattro vittorie nelle ultime cinque partite. Una sola sconfitta, quella contro l'attuale capolista Savoia. Uno score che racconta molto di un Milazzo che sembra aver trovato la quadra che cercava. A consolidare questa teoria anche la solidità difensiva: perché nelle ultime cinque partite ha subito soltanto due reti, entrambe nell'unica gara persa a Torre Annunziata. Quindi, quattro clean sheet ed altrettante vittorie. Se pensiamo che prima di questo filotto, i rossoblù avevano preso la bellezza di tredici gol in otto gare, questi numeri forniscono, per forza di cosa, una indicazione importante.
Domenica il Milazzo sfiderà un Paternò in crisi di risultati, con quattro nelle ultime quattro partite disputate. Per analizzare il momento che vive la matricola siciliana, abbiamo contattato il direttore sportivo del club Vittorio Strianese.
Dopo le partite perse con la Vibonese e l'Acireale, sono arrivate quattro vittorie e la sconfitta nel mezzo contro la capolista Savoia. Si aspettava questa risposta della squadra anche dal punto di vista mentale?
«Mi aspettavo una reazione forte e alla fine è stato così. Perché noi, io con lo staff tecnico, abbiamo una determinata mentalità, fatta di voglia e di stimoli. E noi l'abbiamo trasferita alla squadra questa voglia, questa determinazione, questa mentalità di fare sempre meglio. Inoltre, abbiamo trovato gli equilibri giusti. Questo grazie anche all'arrivo di Curiale. Abbiamo messo dentro un giocatore esperto, un giocatore di caratura importante. E sono cambiate tante cose in positivo. La squadra ha preso padronanza dei propri mezzi. Onestamente abbiamo lavorato bene, abbiamo trovato una continuità di allenamenti, perché all'inizio avevamo anche il problema del campo, perché non potevamo allenarci sempre sul campo nostro per non rovinarlo poi per la domenica. A oggi la squadra ha preso una sua identità, i ragazzi riescono a trasferire in campo quelle che sono le indicazioni dello staff tecnico».
Un beneficio generale che vi ha dato solidità anche dietro...
«Vero. Adesso ci siamo migliorati anche in questo senso. Solo lavorando e mettendo gli uomini giusti al posto giusto si è riusciti ad arrivare a questi equilibri. Sono stati bravi, lo staff è stato bravo a lavorare sulle nostre mancanze, sui nostri difetti. Poi con l'arrivo di Curiale, e l'ingresso di Iacopo Dall'Oglio, è cambiato tutto anche a livello di esperienza, a livello di uomini guida che per noi sono importanti».
Domenica si ospita un Paternò in difficoltà. Un successo vi potrebbe proiettare nelle primissime posizioni e farvi allontanare ancor di più dalla zona play-out. Lei guarda più avanti in classifica o dietro?
«Rispondo con onestà. Io intanto guardo prima dietro. Guardo prima dietro perché noi siamo partiti per fare un campionato tranquillo, per arrivare alla salvezza velocemente. Se riesco a fare il vuoto dietro, allora un domani potrò guardare in avanti. A oggi, però, ancora è presto. Per fare un quadro preciso della situazione bisogna aspettare la fine del girone di andata. Mancano ancora quattro partite e intanto io mi guardo alle spalle, prima di guardare avanti. Come ho sempre fatto. Con umiltà e onestà. E poi quello che verrà in più si vedrà dopo. Però, per me arrivare alla salvezza velocemente sarebbe già una cosa importantissima».
Dopo tredici partite si è fatto una idea precisa su chi si giocherà la promozione in serie C?
«A oggi all'appello manca solo la Reggina. Ad inizio stagione avevo detto Reggina, Savoia e Nissa. Poi è subentrata l'Igea Virtus, perché fino a oggi ha fatto un ottimo cammino. E c'è da dire anche la Vibonese. Bisogna capire da qui a fine girone di andata come ci arriverà, in che posizione arriverà. È tutto aperto in questo momento, il campionato è equilibrato sia sopra che sotto. Anche per la lotta salvezza è la stessa cosa. Non c'è una squadra che si è staccata di tanto sotto. A oggi sono tutte là, nel giro di uno, due, tre punti. Sopra è la stessa cosa. Nel giro di quattro-cinque punti ci sono sei-sette squadre. Per tale ragione dico che a oggi è ancora presto per dire se c'è una squadra favorita in questo momento. Detto questo, se dobbiamo guardare oltre la classifica per me la favorita principale è la Nissa. Poi c'è il Savoia, l'Igea Virtus e ci metto anche la Vibonese. Per il resto la Reggina è in forte ritardo, però nel calcio non si può mai sapere. Basta fare un filotto di risultati utili e potrebbe succedere di tutto. Questo è un campionato equilibrato dove tutto può succedere».
Ormai ci siamo, il mercato riapre ufficialmente i battenti. Voi state bene ora così o cercherete di fare qualcos'altro?
«Ho la fortuna di avere una società che mi ha fatto operare con tranquillità. Mi ha sempre dato fiducia e mi darà ancora di più fiducia per quanto riguarda il mercato lasciandomi libero di valutare la situazione. A oggi posso dire che abbiamo una squadra che sta andando bene. Sicuramente qualcosina la faremo proprio per non avere mancanze poi nel girone di ritorno. Siamo vigili, capiremo se dobbiamo fare qualcosa e se c'è l'opportunità di farla per migliorare la squadra lo faremo sicuramente».
Intanto, parlando di "acquisti", voi ultimamente giocate sempre in dodici contro undici...
«Sì. Abbiamo un uomo in più al nostro fianco che è la tifoseria. Abbiamo una tifoseria che ci sostiene e ci accompagna anche nelle trasferte, perché fuori casa essere sostenuti da oltre cento unità non è facile, non è da tutti. Il loro sostegno ai ragazzi è encomiabile, e non li fanno mai sentire soli. Noi speriamo di renderli orgogliosi con le prestazioni e quella voglia di cui ho parlato prima».
Autore: Redazione NotiziarioCalcio.com / Twitter: @NotiziarioC
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