Il Livorno e i suoi supporter sono stati recentemente agitati da insistenti rumors relativi a un possibile cambio di proprietà del club. A fare chiarezza sulla questione è intervenuto direttamente il presidente Joel Esciua, il quale, in un’intervista rilasciata ai colleghi de La Nazione, ha smentito con fermezza l'esistenza di qualunque trattativa concreta.
Il numero uno amaranto ha voluto definire i parametri di una negoziazione effettiva: «Voglio chiarire subito un aspetto. Una trattativa è in corso quando chi compra e chi vende si parlano, c’è un’offerta, un contatto o almeno degli incontri». Sulla base di questi criteri, Esciua ha categoricamente negato ogni fondamento alle voci circolanti: «Tutto il resto è fuffa, e in questo momento io non ho avuto niente di tutto ciò».
Il presidente ha espresso il sospetto che l'amplificazione di queste voci sia «una cosa orchestrata», in parte alimentata dalla sua assenza temporanea dalla città. Pur riconoscendo che «in tanti parlano», il dirigente ha ribadito che tali chiacchiere «non vuol dire niente». Esciua ha comunque lasciato una porta aperta a interlocutori qualificati: «Io, qualora volessi, posso mettermi ad ascoltare proposte di gente seria, preparata e confidente, e chi vuole sa dove trovarmi». Tuttavia, ha precisato che non sarà lui a cercare attivamente compratori; al contrario, il suo programma sportivo va avanti, e «il resto non ha nessun valore».
Nonostante le voci di mercato, il presidente del club toscano ha confermato la piena convinzione nel suo piano a lungo termine. Esciua ha ricordato che, fin dal suo arrivo, la sua strategia si è articolata su un orizzonte di «5 anni». I primi due anni sono stati e continuano a essere dedicati a raggiungere il ritorno dalla Serie D alla Serie C, mentre i successivi tre puntano a portare la squadra in Serie B.
L'attuale stagione è considerata una «stagione di transizione non facile», ma che sta comunque registrando «passi avanti importanti». Il club ha operato per «ringiovanito la rosa» e ha completato un significativo investimento con l'acquisto di un centro sportivo che attualmente ospita già «12 squadre».
A livello di risultati, l'obiettivo concreto della squadra è concludere «nella parte sinistra della classifica». Esciua ha infine lanciato un guanto di sfida a eventuali pretendenti alla proprietà: «Se c’è qualcuno con un programma migliore del mio si faccia pure avanti».
I risultati altalenanti del Livorno, che hanno visto la squadra galleggiare a ridosso della zona playout, hanno inevitabilmente messo in discussione la posizione dell'allenatore, mister Formisano. Esciua ha riconosciuto che nel calcio «i risultati» sono l’unico metro di giudizio e che in una città passionale come Livorno «si deve anche ascoltare l’umore della piazza».
Nonostante le pressioni, la dirigenza ha scelto la linea della continuità e della fiducia: «noi abbiamo fatto una scelta precisa, abbiamo fiducia in lui». Per giustificare tale resistenza, il presidente ha tirato in ballo un celebre precedente del calcio italiano: «Mi ricordo quando Cellino non esonerò Allegri dopo 5 sconfitte di fila a Cagliari. Ebbe la forza di resistere e fece la scelta giusta. Anche noi abbiamo deciso di resistere».
A rafforzare la posizione di Formisano, è arrivata la reazione della squadra dopo una sconfitta considerata un errore: «Dopo la gara con l’Ascoli, che è stata sbagliata, la squadra ha fatto vedere di esserci e di essere con l’allenatore». La conclusione è netta: «Noi crediamo in Formisano, è giovane e con qualità, il profilo giusto per questo Livorno».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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