Le conseguenze dell'ennesima battuta d'arresto per il Picerno in Serie C risuonano in maniera fragorosa e senza precedenti. Al termine della gara, il direttore sportivo, Greco, ha rilasciato dichiarazioni di una durezza estrema, assumendosi tutte le responsabilità per la situazione e, contemporaneamente, demolendo senza pietà la prestazione e l'impegno di parte della rosa. Un discorso che non ammette repliche e che annuncia una vera e propria rivoluzione.
Il dirigente ha esordito con toni concitati, definendo in maniera categorica il livello offerto dalla squadra: «C'è poco da commentare, anzi io chiederei a voi di aiutarmi nel commento perché io ho visto una partita a dir poco indecente».
Greco ha subito voluto mettere la faccia, rivendicando il suo ruolo di guida e capitano del progetto: «Mi assumo le responsabilità, sono qua per assumermi tutte le responsabilità perché io sono il capitano, non quello che porta la fascia, sono il capitano di questa barca». Un ruolo da cui non intende recedere: «Ci metto la faccia e non mollo assolutamente. Fino all'ultimo secondo farò di tutto (...) per far sì che il Picerno si possa salvare in questa categoria».
Il nodo cruciale dell'intervento di Greco è stato l'attacco diretto ai calciatori, non sul piano tecnico, ma su quello morale e umano. Pur assumendosi la responsabilità di averli selezionati, il direttore ha espresso profondo rammarico per l’aver sbagliato la valutazione del loro spessore morale.
«Mi dispiace di non aver scelto prima di tutto degli uomini», ha rivelato con amarezza, specificando che il problema non è la cattiveria, ma la mancanza di carattere: «Sono persone senza una spina dorsale, senza un'anima». Secondo il dirigente, in partite come queste, non sono le qualità tecniche a prevalere, ma la determinazione: «Una partita del genere la devi vincere solo con la determinazione, non si vince con le qualità tecniche, si vince con la determinazione, con la voglia di vincere le partite».
La rabbia del direttore ha raggiunto il culmine nel racconto di un episodio specifico: «C'è qualcuno che tra il primo e il secondo tempo si è degnato di lamentarsi pure perché veniva sostituito dall'allenatore e io queste cose non le permetterò». La condanna è netta per chi non difende il proprio status: «È inutile avere in rosa giocatori che non servono a nulla, giocatori che non hanno amor proprio, che non vogliono difendere il proprio pane, il proprio
Per spiegare il fallimento, Greco ha citato un illustre collega, riprendendo una filosofia che pone l'amore e l'impegno al centro di tutto: «Faccio mie le parole di Antonio Conte: in ogni cosa che si fa nella vita se non ci si mette il cuore, non si mette l'anima, non si mette l'amore per quello che si fa (...) non si ottengono i risultati».
La critica si è poi allargata a quella che lui definisce una generazione priva di valori fondamentali: «Purtroppo oggi ci troviamo davanti a (...) una generazione che purtroppo questi valori non ce li ha, non conosce il sacrificio, non conosce l’amore per il lavoro (...) vivono così alla giornata. Tanto se retrocedono da Picerno poi l’anno prossimo pensano di trovare un’altra squadra (...). È gente mediocre e io con la gente mediocre non voglio avere a che fare».
Greco ha chiarito che non sono più ammessi alibi, dopo aver già esonerato De Luca (accusato di non saper dare un gioco) e aver ingaggiato Bertotto, la cui posizione non è in discussione: «Se dobbiamo mettere in discussione anche Bertotto, allora vuol dire che devo cambiare lavoro da domani».
Il direttore ha annunciato una svolta drastica, a partire dal prossimo calciomercato. Il Picerno, che finora ha avuto uno dei monte ingaggi più bassi, sarà chiamato a un investimento importante: «Chiederò al presidente un sacrificio economico perché abbiamo bisogno di intervenire in maniera importante».
Per quanto riguarda i giocatori attuali, Greco ha lanciato un ultimatum brutale e punitivo, forte del potere contrattuale acquisito dopo averli "sopravvalutati" economicamente: «Li terrò qua fino al 30 giugno anche a costo di spendere il doppio di quello che abbiamo speso fino ad ora. Metto in preventivo che sono cinque sconfitte (...). Il mio campionato inizierà dal giorno in cui si aprirà il calciomercato». Il destino di questi elementi è segnato: «Faremo i playout, ce lo andremo a giocare ma con persone nuove. Con queste persone che c’abbiamo, che resteranno ai margini».
La missione, al di là dei risultati immediati, è chiara: «Questo è un sogno che la gente di Picerno sta vivendo (...) non permetterò a nessuno di distruggere questa favola e questo sogno».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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