L'eco della significativa affermazione ottenuta ieri dal Casarano contro il Catania risuona ancora forte nell'ambiente, ma c'è un elemento che spicca su tutti: l'incondizionata fiducia e l'unità di intenti tra l'allenatore, la dirigenza e la tifoseria. Vito Di Bari, artefice di questo successo, ha voluto dedicare la preziosa vittoria non solo alla squadra, ma soprattutto a coloro che hanno rappresentato un punto fermo nei momenti più difficili e controversi della stagione.
«Questa vittoria è per i tifosi e la società che non hanno dubitato», ha dichiarato il tecnico con una commozione palpabile, sottolineando come il sostegno incondizionato della piazza sia stato cruciale.
Il ringraziamento più sentito è stato rivolto alla società, il cui atteggiamento ha rappresentato una vera e propria eccezione nel panorama calcistico spesso frenetico e impaziente. Di Bari ha voluto evidenziare la correttezza e la profonda stima ricevuta dal club, che ha saputo guardare oltre i risultati immediati: «La Società non mi ha mai messo in discussione neppure dopo cinque sconfitte consecutive, compresa quella di coppa», ha rivelato. Questo riconoscimento non è solo professionale, ma umano: una dimostrazione chiara di quanto la dirigenza casaranese riconosca il valore e il metodo del lavoro svolto dal proprio allenatore, anche in una fase particolarmente delicata.
Approfondendo i dettagli del match contro gli etnei, Di Bari ha sviscerato le scelte tecniche che hanno portato al successo. Il modulo 3-5-2, cavallo di battaglia in questa circostanza, era stato pianificato con cura sin dall'inizio della preparazione. Tuttavia, come spesso accade, la teoria ha dovuto adattarsi alla dinamica del gioco.
«Nella prima parte di gara, però, l’assetto non è apparso pienamente evidente per via delle caratteristiche più offensive di Ferrara», ha spiegato il mister, ammettendo come un'interpretazione iniziale abbia mascherato parzialmente la struttura tattica desiderata. Il cambio operato nella ripresa, con l’inserimento di D’Alena, ha permesso di ristabilire l’equilibrio e la chiarezza: «L’ingresso di D’Alena nella ripresa ha reso più chiara la struttura tattica pensata per affrontare il match», ha confermato Di Bari, evidenziando il ruolo determinante delle sostituzioni.
Uno dei nodi cruciali affrontati in conferenza stampa è stata l’esclusione del titolare Malcore a favore di Perez, una decisione che poteva far pensare a frizioni interne. Di Bari ha prontamente dissipato ogni dubbio, escludendo categoricamente l’esistenza di un “caso”: «La decisione era legata alla necessità di avere in campo un profilo con specifiche caratteristiche. Perez è un elemento simbolo del progetto, sono soddisfatto della sua prestazione». La mossa, dunque, è stata puramente strategica, finalizzata a sfruttare al meglio le peculiarità tecniche del giocatore in relazione all'avversario e al piano partita.
In conclusione, la vittoria non è stata semplicemente un risultato, ma un vero e proprio manifesto. Per il tecnico, «questa vittoria rappresenta un segnale importante e conferma il valore del lavoro svolto dal gruppo in una fase delicata della stagione». Un'affermazione che sancisce il ritorno alla fiducia e alla consapevolezza nei propri mezzi per un Casarano che guarda ora al futuro con rinnovato ottimismo.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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