Finalmente il "Tullo Morgagni" si prepara ad ospitare una "Partita" con la P maiuscola. Domenica 23 marzo andrà in scena l'attesissimo scontro al vertice che vedrà fronteggiarsi le due "capitali" della Romagna. Da una parte il Forlì guidato dal "mister delle meraviglie" Alessandro Miramari, attualmente in testa alla classifica con 66 punti; dall'altra il Ravenna del "mago" Marco Marchionni, che insegue a soli due punti di distanza (64).
La sfida che si profila all'orizzonte si inserisce in una tradizione di incontri memorabili che hanno segnato la storia calcistica forlivese. Senza scomodare le leggendarie partite di Coppa Italia dell'era Bonavita, quando i galletti superarono squadre di categorie superiori come il Foggia (serie B) e il Piacenza (serie A) prima di cedere con onore al Milan (0-2), dal Duemila ad oggi le partite casalinghe davvero indimenticabili per i tifosi biancorossi si contano sulle dita di una mano.
Il primo grande match dell'era moderna risale al 14 aprile 2002, serie D, quando la squadra di mister Attilio Bardi sconfisse il Fano per 1-0 grazie alla rete di "gaucho" Maffei. Una partita disputata sotto un diluvio battente davanti a tremila spettatori, sindaco Franco Rusticali compreso. Quel giorno i galletti, protagonisti di una rimonta prodigiosa, si portarono a soli due punti dalla capolista marchigiana. Alla fine però il duello premiò il Fano, non senza qualche sospetto su avversari non sempre combattivi nel finale di stagione. Quel Forlì, assemblato dal direttore sportivo Raniero Balzani, poteva contare su un capitano come Alberto Calderoni e su elementi del calibro di Di Matteo, "Lupo" Fabiani e "Chicco" Cortini.
Dopo la storica sfida con la Florentia Viola (futura Fiorentina) nella stagione 2002-03 in C2, persa 0-2 ma giocata a Cesena davanti a ben 16mila spettatori, un'altra partita indimenticabile fu quella dei playoff di C2 nella stagione 2004-05. Il Forlì di mister Cotroneo pareggiò 1-1 proprio contro il Ravenna davanti a un pubblico delle grandi occasioni. I biancorossi, che schieravano un fuoriclasse come Fausto Pizzi, passarono in vantaggio con Pierobon ma furono raggiunti dal gol di Agostinelli, per poi perdere 2-0 al ritorno.
La serie D 2011-12 segnò il ritorno dei galletti nel calcio professionistico dopo la ripartenza dalla Terza Categoria nel 2006-07 a seguito dell'esclusione dai campionati. Un trionfo suggellato dallo 0-0 nell'ultima partita contro l'Este, con la tribuna stracolma che tributò una standing ovation alla squadra di mister Bardi e del ds Cangini, protagonisti della rinascita insieme ai gemelli del gol Petrascu e Melandri, capitan Sozzi e i forlivesi Vanigli, Pezzi, Balestra, Mordini e Bergamaschi.
Ma la partita più rocambolesca nella storia del Morgagni è probabilmente quella dell'8 giugno 2014, spareggio per la conquista della C unica. Sotto un sole cocente, il Forlì di mister Rossi, ridotto in otto uomini, riuscì nell'impresa di rimontare il vantaggio del Delta Porto Tolle: prima Evangelisti pareggiò i conti, poi, dopo una parata prodigiosa di Casadei, Djuric segnò la storica rete del 2-1 nel recupero con un tiro dalla lunga distanza.
L'ultima grande sfida capace di suscitare un interesse straordinario risale al campionato di quarta serie 2018-19, quando il Forlì di Stefano Protti (subentrato temporaneamente a Nicola Campedelli) tornò ad affrontare il Cesena dopo ben undici lustri. Mercoledì 13 febbraio 2019, in notturna, lo stadio Morgagni si riempì magicamente. Il Cesena di Angelini passò in vantaggio con Ricciardo al 42', Ambrosini pareggiò al 65', ma al 98' un rigore trasformato da Alessandro fissò il risultato sul definitivo 1-2 per gli ospiti tra mille polemiche.
Ora, a distanza di cinque anni dall'ultima grande sfida, il Morgagni si prepara a scrivere un nuovo capitolo della sua storia con l'atteso confronto tra Forlì e Ravenna, per il quale è attesa una cornice di pubblico all'altezza dei precedenti più illustri.
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