Nel mondo del calcio dilettantistico, dove il talento si mescola alla determinazione e alla voglia di emergere, la storia di Tennyson Omoregie si distingue per la sua autenticità e il suo spirito battagliero.
Attaccante classe 2001, oggi in forza al Lavis in Serie D girone C, ha esordito nella nuova avventura con un gol, dimostrando subito il suo valore. Ma il suo percorso calcistico è una vera epopea, segnata da sacrifici, cadute e rinascite, con un unico obiettivo sempre ben chiaro in mente: arrivare tra i professionisti.
Dalla gavetta alla Serie D: un viaggio tra speranze e conferme
Omoregie ha costruito la sua carriera con tenacia, attraversando le giovanili di Sant’Ignazio, Vicenza e Cittadella, prima di affacciarsi nel calcio dei grandi. Dopo le esperienze in Eccellenza con Arcella, Campobasso, Molfetta, Dufur Varallo, Salernum Baronissi e Castel di Sangro con cui ha trovato la consacrazione con 18 reti in un campionato di Eccellenza.
Un bottino che gli ha permesso di farsi notare e proseguire il suo percorso, con un’esperienza negli Stati Uniti e il ritorno in Italia tra Carbonia e Portogruaro, fino ad arrivare al Lavis.
La sfida con il Lavis: ultimi in classifica, ma mai domi
La stagione in corso non è delle più semplici: il Lavis si trova all’ultimo posto in classifica e la lotta per la salvezza sembra proibitiva. Ma Omoregie non si arrende: "La classifica è brutta da vedere perché mentalmente non ti fa stare bene. Personalmente cerco sempre di dare il massimo per dimostrare che merito la categoria e per portare benefici alla squadra.
Io credo nei miracoli, la mia storia lo dimostra e fino alla fine daremo il massimo per ottenere il più possibile". Nonostante le difficoltà, il feeling con la città e l’ambiente è positivo: "A Lavis mi trovo benissimo, la città è bella e tranquilla. Il malumore è condizionato dal momento che stiamo vivendo, ma nulla è da dare per spacciato".
Ricordi e aneddoti di una carriera in costruzione
Nel lungo viaggio calcistico di Omoregie, ci sono momenti che restano impressi nella memoria. Tra gli episodi più curiosi, il provino con il Padova a soli dieci anni: "Mi sbrigo di fretta per prepararmi, ma non mi rendo conto che faceva freddissimo. Dopo aver segnato il mio primo gol, sono corso negli spogliatoi per scaldarmi vicino ai termosifoni!". Se quell’occasione non si è concretizzata, il periodo più bello lo ha vissuto al Vicenza: "Emozionante sin dalla chiamata in squadra, un'esperienza che mi ha formato".
Le figure chiave nella sua crescita
Ogni calciatore ha dei mentori che segnano il proprio percorso, e per Omoregie alcune figure sono state decisive. "Massimo Vitale è stato il primo a credere in me, mentre Claudio Bonomio, al Castel di Sangro, mi ha fatto esplodere con 18 gol in stagione.
Mi diceva di giocare divertendomi, è stato un padre per me". Tra gli altri, il tecnico Demozzi al Portogruaro e Luca Finazzi, ex Brescia, che è stato un vero mental coach: "Mi ha fatto rinascere, dicendomi le cose giuste al momento giusto".
Ruolo e ambizioni: un giocatore versatile con fame di successo
Pur avendo iniziato come mezz’ala, è nella posizione offensiva che Omoregie ha trovato la sua dimensione ideale: "A Castel di Sangro ho iniziato a giocare come punta centrale o esterno d’attacco, ma posso interpretare vari ruoli".
Per questa stagione, gli obiettivi sono chiari: "Voglio fare più presenze e più gol possibile per dimostrare di meritare la categoria, e ovviamente spero nel miracolo sportivo della salvezza".
Il supporto della GC Sport Consultants e un sogno da realizzare
Da circa sette anni Omoregie è seguito dalla GC Sport Consultants, un’agenzia che rappresenta per lui molto più di un semplice supporto professionale: "Fabio e Mario sono come padri per me, non ti lasciano mai solo e lottano per me ogni giorno. Spero di continuare questo viaggio con loro perché possono aiutarmi a realizzare grandi obiettivi".
Tra realtà e sogni: il traguardo è ancora tutto da scrivere
La Serie B è l'obiettivo realistico, ma il sogno resta quello di diventare un calciatore professionista: "Penso di avere le doti giuste per farcela. Voglio vivere di calcio e ho la fame necessaria per riuscirci".
Un percorso in salita, certo, ma con la determinazione e la mentalità giusta, nulla è impossibile. E come dice lui stesso: "Se avessi ragionato prima come ragiono oggi, forse sarebbe stato diverso. Ma la forza mentale arriva dopo grandi fallimenti. Ora mi sento più forte che mai".
Tennyson Omoregie non è solo un giocatore di calcio, ma un esempio di resilienza. Il suo viaggio è ancora lungo, ma con la passione e il sacrificio che lo contraddistinguono, il traguardo è ancora tutto da scrivere.
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