Il mondo del calcio si è svegliato oggi, 20 luglio 2026, con una notizia che segna la fine di un’epoca: è morto a 75 anni Kevin Keegan. L'ex fuoriclasse inglese, icona indiscussa del Liverpool degli anni Settanta e stella dell'Amburgo, si è spento circondato dall'affetto della sua famiglia dopo aver combattuto a lungo contro una grave malattia.

Con la scomparsa di "King Kev", come lo avevano ribattezzato i tifosi, non se ne va soltanto uno dei più grandi attaccanti della storia del calcio britannico, ma un uomo che ha saputo incarnare, con la sua chioma folta e il suo spirito indomabile, il volto del calcio europeo tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80.

Nato ad Armthorpe il 14 febbraio 1951, Keegan ha scritto pagine indelebili della storia dei Reds. Sotto la guida di Bill Shankly e poi di Bob Paisley, tra il 1971 e il 1977 ha trascinato il Liverpool alla conquista di tre titoli nazionali, due Coppe UEFA e, soprattutto, la Coppa dei Campioni del 1977, quella che segnò l'inizio dell'egemonia europea del club di Anfield.

Il suo trasferimento all'Amburgo non ne frenò l'ascesa; al contrario, in Germania divenne un vero e proprio totem, capace di vincere per due anni consecutivi il Pallone d’Oro, nel 1978 e nel 1979. Un riconoscimento che all'epoca, in un calcio dominato da giganti, lo consacrò come il miglior interprete del gioco sul palcoscenico mondiale.

Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo nel 1985, Keegan non ha mai abbandonato il mondo che gli apparteneva. La sua carriera da allenatore è stata emblematica, legata a doppio filo al Newcastle United – club di cui è rimasto il cuore pulsante per generazioni di tifosi – e culminata con l'esperienza alla guida della Nazionale inglese tra il 1999 e il 2000.

La notizia della sua scomparsa ha scosso profondamente l'intero movimento calcistico. La FA (Federazione calcistica inglese) e i suoi ex club hanno espresso un cordoglio unanime, ricordandolo non solo come un fuoriclasse, ma come un uomo capace di influenzare il calcio ben oltre i novanta minuti di gioco.

Keegan lascia un vuoto incolmabile, ma la sua eredità sportiva rimane impressa nella memoria collettiva di chi, ancora oggi, vede in lui il simbolo di un calcio romantico, coraggioso e capace di regalare sogni. Riposa in pace, King Kev.

Sezione: Attualità / Data: Lun 20 luglio 2026 alle 18:30
Autore: Michele Caffarelli
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