La promozione in Serie B del Benevento, certificata dal trionfo nel derby contro la Salernitana, porta con sé il sapore della liberazione per il direttore sportivo Marcello Carli. Il dirigente, intervenuto ai microfoni di OttoGol su OttoChannel, ha ammesso il peso psicologico vissuto durante la stagione.
«Anche per me era una sfida personale e ora sono più sereno. Vedere il presidente e i ragazzi in campo dopo la vittoria di Salerno è stato emozionante» ha dichiarato Carli, sottolineando come il ritorno nella serie cadetta sia stato il coronamento di un percorso tortuoso e carico di responsabilità individuali.
«Dall'inizio di questa mia esperienza ho fatto degli errori: non conoscevo la categoria e mi sentivo in debito sia con la società che con la piazza» ha confessato con estrema onestà, rivelando anche i momenti di profonda incertezza vissuti prima dell'inizio del campionato.
«Prima di questa stagione ho anche pensato di fare un passo indietro ma alla fine anche per il presidente sono rimasto, tutto il grande lavoro di quest'anno ha portato al risultato sperato» ha spiegato il direttore, rimarcando il legame con la proprietà come motore della sua permanenza nel Sannio.
Il direttore sportivo ha poi voluto rispondere indirettamente a chi, durante la sosta invernale, metteva in dubbio la tenuta della squadra di fronte alla risalita degli avversari, rivendicando con orgoglio la velocità con cui è stata chiusa la pratica del primo posto.
«A gennaio ci dicevano che il Catania ci avrebbe ammazzati in questo finale di stagione, e sentivo che le colpe sarebbero state anche mie. Invece, vincere questo campionato con tre giornate d'anticipo non è stata affatto una cosa banale» ha puntualizzato Marcello Carli.
Il merito del successo viene però attribuito in gran parte alla figura del patron, capace di intervenire direttamente nelle scelte strategiche e di sostenere ogni mossa della dirigenza per costruire un organico che fosse competitivo fin dal primo giorno di ritiro.
«Credo che questa vittoria l'abbia fatta in gran parte il presidente. Floro è stato una sua intenzione, ma non è stata l'unica. Tutti i giocatori che sono arrivati prima di essere presi hanno parlato con lui e la dirigenza che ha costruito è stata un tassello fondamentale, anche in ottica futuro».
Proprio sulla costruzione della rosa, Carli ha evidenziato l'autonomia ricevuta: «Sui giocatori da portare a Benevento mi ha sempre lasciato carta bianca. Mi ha permesso di prendere 18 calciatori, tutti prima del ritiro, in modo da partire fin da subito con la squadra pronta e puntare a vincere il campionato».
Uno sguardo, infine, è stato rivolto al legame affettivo che lo unisce ormai ai colori giallorossi e alla speranza che il girone meridionale possa confermare la propria forza anche attraverso gli spareggi promozione che inizieranno a breve.
«Ora credo che la strada intrapresa sia quella giusta, che possa far diventare il Benevento qualcosa di speciale. Io se mi lego a un club è perché ci sento un legame e qui, sia con la città che con l'ambiente, ho provato subito delle emozioni forti».
Il dirigente ha concluso con un auspicio sportivo per le altre formazioni del raggruppamento: «Spero che i playoff li vinca una squadra del nostro girone, darebbe ancora più risalto al nostro campionato» ha terminato Marcello Carli.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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