Poco più di quarant'anni fa, tra il 29 e il 30 gennaio 1985, Roberto Baggio visse due giornate che avrebbero segnato l'inizio della sua straordinaria carriera calcistica. Due date che meritano di essere ricordate e celebrate, anche in questo momento in cui l'ex campione è alle prese con il dolore per la perdita della madre.
Il 29 gennaio 1985, un giovane Baggio fece il suo esordio assoluto con la prima squadra della Fiorentina in Coppa Italia. La partita, che vide i viola trionfare per 3-1 contro l'Udinese, rappresentò il primo assaggio del calcio professionistico per il talento veneto. L'ingresso in campo avvenne al 29° minuto del secondo tempo, quando l'allenatore decise di sostituire Davide Pellegrini con il promettente giovane reduce da un serio problema fisico.
Ma fu il giorno successivo, il 30 gennaio, che Baggio lasciò per la prima volta il segno concreto indossando i colori gigliati. Allo stadio dei Pini di Viareggio, con la maglia della formazione Primavera impegnata nella fase eliminatoria dell'omonimo torneo, il futuro Pallone d'Oro realizzò una doppietta contro la squadra statunitense dell'Ocean Syde. La prestazione si svolse davanti a una significativa presenza di pubblico, attirato dalla curiosità di vedere all'opera quel talento cristallino che la Fiorentina aveva avuto il coraggio di acquistare dal Vicenza nonostante un gravissimo infortunio pregresso.
Il percorso di Baggio in quella edizione del Torneo di Viareggio proseguì con un'altra marcatura contro il prestigioso Bayern Monaco, sebbene in quella circostanza il giovane attaccante abbia anche fallito un calcio di rigore. L'avventura nella competizione, tuttavia, si interruppe in semifinale sul campo di Signa, dove la squadra Primavera viola guidata da Luigi Milan venne eliminata con il risultato di 1-0. Fu Paolo Mandelli a siglare la rete decisiva che spense i sogni di vittoria della Fiorentina.
Resta il fatto che quella doppietta realizzata ai Pini di Viareggio contro l'Ocean Syde rappresenta il primo momento di gloria di Roberto Baggio con la maglia della Fiorentina. Un episodio che, a distanza di quattro decenni, assume un valore simbolico particolare: l'inizio di un percorso che avrebbe portato quel ragazzo dal talento purissimo a diventare uno dei più grandi calciatori della storia del calcio italiano e mondiale.
Una data, dunque, che merita di essere celebrata come il punto di partenza di una carriera irripetibile, iniziata proprio in quella fredda fine di gennaio di quarant'anni fa.
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