Il successo di misura ottenuto contro la Luparense permette all'Union Clodiense di proseguire la propria marcia trionfale, consolidando una striscia di risultati utili che sta ridisegnando le gerarchie dell'alta classifica. La vittoria per uno a zero riflette la concretezza di una squadra che ha imparato a soffrire e a colpire nei momenti giusti, scalando posizioni con una determinazione che non sembra conoscere soste.
Nel commentare l'andamento della sfida, il tecnico Vecchiato ha offerto una disamina molto onesta, ammettendo che il risultato finale non racconta appieno le insidie incontrate durante i novanta minuti. L'allenatore ha voluto sottolineare l'importanza del proprio estremo difensore, decisivo in una prima frazione di gioco in cui gli avversari hanno seriamente minacciato di passare in vantaggio.
«Si è verificato un paradosso, poiché abbiamo corso i pericoli maggiori proprio durante il primo tempo, frangente in cui il nostro portiere si è reso protagonista con due interventi davvero straordinari» ha spiegato il mister biancorosso. Secondo la sua analisi, la ripresa è stata invece gestita con maggiore serenità difensiva, al punto da non ricordare ulteriori parate determinanti.
La strategia dell'Union Clodiense si basa su un'aggressione feroce dei portatori di palla sin dal fischio d'inizio, un approccio che però richiede un dispendio energetico non indifferente. Questo atteggiamento tattico porta la squadra a dominare le fasi iniziali, pagando però inevitabilmente un dazio fisico nella seconda parte dell'incontro.
«Siamo estremamente aggressivi nei primi quarantacinque minuti, ma poi nel secondo tempo avvertiamo un naturale calo dal punto di vista atletico, avendo speso moltissimo in avvio» ha ammesso Vecchiato con estrema sincerità. Nonostante questa flessione, il tecnico ha voluto tributare un elogio sincero al gruppo: «Certamente possiamo perfezionare la gestione della ripresa, ma trovo difficile muovere critiche ai miei calciatori perché in campo danno davvero tutto».
Riguardo alle ambizioni stagionali, la parola d'ordine resta la prudenza, preferendo concentrarsi sul lavoro quotidiano piuttosto che su proclami a lungo termine. L'idea è quella di accumulare il maggior numero di punti possibile, mantenendo un occhio vigile sia sulla vetta che sulle inseguitrici per capire quali scenari potranno aprirsi.
«Non ci siamo fissati degli obiettivi categorici, la nostra volontà è semplicemente quella di scalare la graduatoria il più possibile; se poi la situazione dovesse evolversi in modo ulteriormente positivo, ci faremo trovare pronti» ha dichiarato l'allenatore. Il focus rimane dunque rivolto alla continuità di rendimento: «Voglio godermi questo periodo perché è veramente splendido: collezionare dieci vittorie e tre pareggi è un traguardo di grande spessore».
Un punto di forza della squadra risiede indubbiamente nella qualità della panchina, che permette a Vecchiato di operare rotazioni senza che il livello complessivo della prestazione ne risenta. Il tecnico ha ribadito come la scelta dei titolari dipenda spesso da variabili tattiche legate all'avversario di turno o da intuizioni personali maturate durante la settimana.
«Dispongo di elementi con caratteristiche simili anche tra chi siede inizialmente in panchina e scelgo chi mandare in campo basandomi sulle peculiarità degli avversari e sulle mie percezioni del momento» ha svelato il mister. La gestione del capitale umano è fondamentale: «Chi trova meno spazio non deve sentirsi meno capace degli altri, sono tutti giocatori di valore».
Tra i singoli, una menzione speciale è stata riservata a Davide Rosso, descritto come un calciatore fondamentale per gli equilibri tattici del modulo di Vecchiato. La sua capacità di corsa e il sacrificio costante rappresentano un valore aggiunto per la squadra, specialmente nelle fasi di non possesso e di ripartenza.
«Collaboro con lui da ormai tre stagioni, è un giocatore con doti aerobiche notevoli e una grande capacità di corsa che deve sfruttare appieno» ha sottolineato l'allenatore. Per il tecnico, Rosso incarna perfettamente lo spirito dell'Union: «Rappresenta un elemento cardine per il nostro modo di stare sul rettangolo di gioco e per la nostra identità».
La solidità del reparto arretrato è un altro dei pilastri su cui poggia il momento d'oro della Clodiense, con una difesa che concede pochissimo e che costringe gli avversari a giocate di altissimo livello per trovare la via del gol. Mantenere la porta inviolata è diventata una missione collettiva che sta pagando dividendi altissimi in termini di punti.
«Per riuscire a segnarci, gli avversari devono essere davvero molto bravi; non subire reti è un fattore imprescindibile e dobbiamo insistere su questa strada» ha ribadito Vecchiato. L'allenatore ha poi aggiunto che trovare il gol precocemente facilita i piani, pur ribadendo la necessità di una migliore amministrazione del vantaggio nelle fasi finali.
Infine, il mister ha rivolto un pensiero alla rincorsa verso il primo posto, occupato da un Treviso che sembra avere una marcia in più. Nonostante il valore della Luparense, definita una compagine solida con una società di livello alle spalle, la distanza dalla vetta resta l'ostacolo più difficile da superare.
«Recuperare il Treviso sarà un'impresa ardua, vantano un distacco in termini di punti davvero consistente e rosicchiare terreno con questa costanza è complicatissimo» ha chiosato Vecchiato. L'ambizione però non manca: «Il mio desiderio sarebbe quello di arrivare allo scontro diretto con una classifica che dia un senso alla partita: loro hanno il lusso di poter fallire qualche colpo, noi invece non possiamo permetterci alcun errore».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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