La crisi che attanaglia il San Marino, militante nel Girone F di Serie D, assume contorni sempre più preoccupanti. L'ultima vicenda risale alla trasferta di ieri contro l'Atletico Ascoli, quando la squadra si è trovata di fronte a una situazione ai limiti dell'assurdo per una formazione professionistica, seppur dilettantistica.
Secondo quanto ricostruito da TuttoMercatoWeb.com, nella mattinata di ieri, al momento del raduno fissato per la partenza verso le Marche, i giocatori hanno scoperto che il pullman prenotato non era disponibile. Le cause del disservizio sembrano riconducibili a problematiche legate ai pagamenti del mezzo, un sintomo evidente delle difficoltà economiche che il club sta attraversando. I calciatori, di fronte all'emergenza, non hanno avuto altra scelta se non quella di organizzarsi autonomamente, raggiungendo la località marchigiana con le proprie automobili personali.
Non si tratta, peraltro, di un episodio isolato. Un precedente analogo si era già verificato in occasione della trasferta di San Mauro Pascoli, ultima partita disputata nel 2025. Anche in quell'occasione la squadra aveva dovuto provvedere in maniera autonoma agli spostamenti, arrivando persino a organizzare un pranzo al sacco per sopperire all'assenza di un servizio di ristorazione adeguato. Una modalità di gestione che stride profondamente con gli standard minimi richiesti per una categoria come la Serie D, dove le società dovrebbero garantire condizioni logistiche e organizzative appropriate per i propri tesserati.
La situazione diventa ancora più critica se si considera che il San Marino sta affrontando una battaglia sportiva complicata per conquistare la salvezza. Le difficoltà extra-campo non possono che pesare sul rendimento dei giocatori, come testimonia la sconfitta rimediata proprio ieri ad Ascoli, un risultato che certamente non aiuta la classifica né il morale della squadra.
Il quadro generale appare ulteriormente compromesso da altri elementi che testimoniano lo stato di sofferenza del club. La società sta vivendo un periodo di instabilità dirigenziale e tecnica, caratterizzato da un susseguirsi continuo di cambi ai vertici e in panchina. Sul piano operativo, la squadra si allena senza il supporto di un fisioterapista presente al campo, figura che, pur non essendo obbligatoria nella categoria, rappresenta comunque un elemento importante per la gestione della condizione fisica degli atleti.
Ancora più grave è la situazione dello staff tecnico. Diversi membri dell'équipe tecnica avrebbero infatti rassegnato le dimissioni a causa dell'inadempienza del club nei confronti dei propri obblighi retributivi. Mentre i calciatori sembrerebbero aver ricevuto i pagamenti dovuti, lo staff tecnico non avrebbe invece percepito gli emolumenti spettanti, una disparità di trattamento che ha portato all'abbandono di alcuni collaboratori.
Le conseguenze operative di questa crisi si sono manifestate anche sabato mattina, alla vigilia del match di Ascoli. La squadra non avrebbe potuto svolgere la seduta di allenamento programmata a causa della mancanza del materiale tecnico necessario al campo, un ulteriore segnale del deterioramento delle condizioni organizzative del club.
La congiunzione di questi fattori - problemi logistici, insolvenze verso i collaboratori, carenze di personale e materiali - delinea un quadro estremamente critico per la società biancazzurra. La domanda che inevitabilmente sorge riguarda gli sviluppi futuri di questa situazione: quale direzione prenderà il San Marino nelle prossime settimane? Al momento è difficile formulare previsioni, ma appare certo che la vicenda richiederà interventi urgenti per evitare che la crisi si aggravi ulteriormente.
Il campionato prosegue e la squadra dovrà continuare a scendere in campo, ma in queste condizioni diventa estremamente complicato competere ad armi pari con le altre formazioni del girone. I tifosi e gli addetti ai lavori attendono sviluppi che possano chiarire le prospettive del club e garantire quantomeno le condizioni minime per portare a termine la stagione in corso. Nel frattempo, i giocatori sono chiamati a uno sforzo supplementare, dovendo gestire non solo la pressione sportiva della lotta per non retrocedere, ma anche le difficoltà organizzative che continuano ad accumularsi settimana dopo settimana.
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