La vittoria al cardiopalma ottenuta dalla Reggina sul campo del Ragusa porta la firma indelebile di Domenico Girasole, che al termine del match si è presentato ai microfoni della stampa con l'umiltà di chi sa di aver compiuto un'impresa ma preferisce dare priorità al collettivo. Il difensore amaranto ha analizzato con estrema lucidità la propria prestazione, partendo proprio da quegli errori che avrebbero potuto condizionare la sua serata prima del guizzo decisivo arrivato proprio in extremis.
«In precedenza avevo avuto due chance importanti di testa ma non ero stato sufficientemente preciso nell'impatto con la sfera» ha ammesso il calciatore, riconoscendo come in quelle circostanze avrebbe dovuto e potuto fare certamente di più per sbloccare il risultato. Si trattava di occasioni nitide che sembravano presagire un pomeriggio stregato, ma la determinazione del centrale è stata premiata proprio allo scadere del tempo regolamentare con una giocata di rara bellezza tecnica e coordinazione.
Il riscatto è arrivato infatti al novantesimo minuto, quando una semirovesciata ha fatto esplodere di gioia il settore occupato dai sostenitori reggini, regalando tre punti pesantissimi per la classifica. Nonostante gli elogi ricevuti per una forma fisica e atletica che appare ai massimi livelli nelle ultime uscite, Girasole ha preferito spostare l'attenzione sul traguardo comune che la piazza insegue da diverse stagioni, mettendo da parte le soddisfazioni personali in favore della causa.
«Penso che il rendimento del singolo debba passare necessariamente in secondo piano in questo momento» ha dichiarato con fermezza il difensore, sottolineando come la squadra stia rincorrendo un sogno da ormai tre anni. La vittoria rappresenta dunque solo un passaggio intermedio verso una meta più grande che l'intero spogliatoio spera di poter festeggiare nel mese di maggio, quando si tireranno le somme definitive di un campionato estremamente dispendioso sotto il profilo delle energie.
Un passaggio fondamentale dell'intervista ha riguardato l'intesa con il compagno di reparto e "fratello" Rosario, un legame che sembra andare oltre i semplici schemi tattici provati durante la settimana al centro sportivo. Secondo Girasole, la sintonia tra i due è talmente profonda da non necessitare di continui richiami o allenamenti specifici, essendo un feeling che nasce in modo del tutto naturale non appena si calca il terreno di gioco.
«Il nostro è un legame spontaneo, ci basta uno sguardo rapido durante le fasi di gioco per capirci al volo» ha spiegato il calciatore, evidenziando come questa connessione sia un valore aggiunto per la solidità difensiva della Reggina. Tuttavia, il momento più toccante della conferenza è arrivato quando il difensore ha voluto dedicare il suo gol e l'intero successo a una figura speciale che è venuta a mancare troppo presto, lasciando un vuoto incolmabile nella comunità dei tifosi.
La dedica è andata infatti a Denis Sartiano, un giovane sostenitore di soli diciotto anni che ha perso la sua battaglia contro una grave malattia dopo aver lottato con immenso coraggio. «Ci tenevo profondamente a dedicare questa vittoria e la mia rete a Denis» ha concluso Girasole con commozione, ricordando come il ragazzo fosse un grandissimo appassionato dei colori amaranto e quanto fosse importante onorare la sua memoria con un successo sul campo.
L'emozione del gol allo scadere si è così intrecciata con il ricordo di un giovane concittadino, trasformando una domenica di calcio in un momento di profonda vicinanza umana tra la squadra e la sua gente. La Reggina riparte da qui, dalla solidità dei suoi leader silenziosi e dalla consapevolezza che ogni battaglia vinta sul rettangolo verde è un passo in più verso quell'obiettivo che la città attende con ansia e speranza.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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