La vittoria ottenuta sul campo dell'Ugento rappresenta una boccata d'ossigeno fondamentale per il Taranto, chiamato a fornire una risposta di carattere dopo il recente scivolone contro il Bisceglie. Al termine dell'incontro, il capitano rossoblù Loiodice ha analizzato la prestazione collettiva ai microfoni di Antenna Sud, sottolineando come la serenità sia stata la chiave per superare un ostacolo insidioso.
L'approccio alla gara è stato l'elemento che ha fatto pendere l'ago della bilancia dalla parte degli ionici, nonostante le difficoltà ambientali e la grinta mostrata dagli avversari. «Siamo scesi in campo con lo spirito giusto, era vitale ottenere i tre punti per reagire prontamente all'ultima sconfitta» ha dichiarato il numero dieci, consapevole che ogni sfida nasconde insidie particolari.
Il capitano ha poi evidenziato come affrontare formazioni giovani e senza l'assillo del risultato possa diventare complicato, specialmente quando queste ultime trovano motivazioni extra nel misurarsi con una piazza storica. «Sapevamo che l'Ugento avrebbe dato il massimo contro di noi, ma se manteniamo questo tipo di atteggiamento costante possiamo davvero recitare un ruolo da protagonisti» ha aggiunto con convinzione.
Il discorso si è poi inevitabilmente spostato sulla cocente delusione legata alla finale di Coppa, un trofeo sfumato che ha lasciato ferite profonde sia nello spogliatoio che nella tifoseria. Loiodice non ha cercato alibi, mostrandosi in totale sintonia con lo stato d'animo della piazza tarantina e confermando la volontà di riscatto del gruppo.
«Siamo i primi a provare una profonda amarezza per l'esito della Coppa e comprendiamo perfettamente la frustrazione dei nostri sostenitori; sappiamo quanto ci tengano a questi colori» ha ammesso il capitano, promettendo un impegno totale per il finale di stagione che attende la formazione rossoblù.
L'obiettivo dichiarato resta il salto di categoria, un traguardo che la squadra intende inseguire con tutte le proprie forze nelle prossime undici sfide che restano da giocare. «Cercheremo di vendere cara la pelle in ogni singolo match che ci separa dalla fine del campionato, con l'unico scopo di donare alla città quel sogno chiamato Serie D» ha sottolineato Loiodice.
In merito alla contestazione pacifica e agli striscioni apparsi durante la trasferta, il capitano ha mostrato grande maturità, accettando le critiche come parte integrante del giocare in una piazza così prestigiosa e calorosa. Per il calciatore, le pretese dei tifosi sono legittime e devono fungere da stimolo per l'intero spogliatoio.
«Hanno pienamente ragione e non possiamo certo sostenere il contrario; eravamo ben consapevoli della fame di calcio e dell'esigenza di questa città quando abbiamo scelto di vestire questa maglia» ha spiegato il fantasista, ribadendo che il Taranto deve trovarsi in palcoscenici ben più importanti rispetto a quelli attuali.
Per riuscire nell'impresa, però, sarà fondamentale isolarsi dalle pressioni esterne e concentrarsi esclusivamente sul lavoro quotidiano al campo di allenamento. «Dobbiamo continuare a spingere senza lasciarci condizionare troppo da ciò che accade fuori, altrimenti il peso di ogni partita diventa insostenibile» ha saggiamente analizzato il leader del gruppo.
La promessa fatta alla tifoseria è quella di un impegno incessante per onorare la casacca fino al novantesimo dell'ultima giornata di campionato. «L'unica strada percorribile è dare il massimo delle nostre possibilità e rispettare questa maglia fino alla fine, mettendo tutto noi stessi in ogni azione e in ogni contrasto» ha proseguito il capitano.
Dal punto di vista tecnico, la gara ha messo in luce un'intesa sempre più efficace con il compagno di reparto Losavio, autore di una prestazione maiuscola impreziosita da movimenti che ricordano i grandi del calcio internazionale. Loiodice ha speso parole d'elogio per il giovane attaccante, sottolineandone la determinazione.
«Andrea è stato eccellente perché legge in anticipo i miei movimenti; sa bene che quando rientro sul piede preferito il pallone arriverà in quella zona specifica dell'area» ha spiegato il numero dieci. L'ammirazione per il compagno è tale da avergli fatto guadagnare un soprannome impegnativo: «Ha una fame incredibile, io lo chiamo Lautaro per il suo modo di stare in campo. È davvero un ragazzo d'oro».
Infine, il capitano ha fatto il punto sulla propria condizione atletica, rassicurando l'ambiente sul fatto che il suo pieno recupero sia ormai imminente. Dopo alcuni problemi fisici, il ritmo partita sta tornando quello dei tempi migliori e il suo contributo sarà decisivo per lo sprint finale verso la promozione.
«Attualmente non mi sento ancora al cento per cento delle mie potenzialità fisiche, ma sono certo di poter raggiungere il top della forma in brevissimo tempo» ha concluso il fantasista tarantino. «Ho solo bisogno di accumulare minuti e ritrovare il giusto ritmo gara per poter aiutare la squadra come voglio e come meritano questi colori».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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