Il nuovo capitolo tecnico del Foggia si apre sotto il segno dell'emozione e della determinazione. Vincenzo Cangelosi torna in una piazza che conosce profondamente, richiamato non solo da un legame professionale ma da radici che affondano nel tempo, precisamente a quarantun anni fa, quando calpestò per la prima volta il prato dello Zaccheria nelle vesti di calciatore.
Prima di lasciare spazio alle considerazioni tecniche, è stato il presidente Casillo a delineare il quadro societario e i motivi che hanno portato alla scelta del nuovo mister. La decisione è maturata rapidamente dopo il confronto di Caserta, confermando una stima che era già solida e che ha portato alla firma di un accordo della durata di sei mesi.
«Il contratto del mister è di sei mesi. La trattativa è nata in seguito ai risultati: ero già in contatto con Cangelosi e, dopo la partita di Caserta, la decisione è stata presa» ha spiegato la proprietà, cogliendo l'occasione per fare chiarezza anche sull'organigramma, con Musa nel ruolo di direttore e la porta aperta a un possibile ritorno di Pavone.
Presa la parola, Cangelosi ha subito voluto trasmettere un messaggio di fiducia a tutto l'ambiente rossonero. Nonostante la classifica deficitaria, l'allenatore ha seguito con attenzione le vicende del girone e crede fermamente che l'organico attuale abbia le potenzialità necessarie per mantenere la categoria attraverso un mini torneo finale.
«In questo ultimo periodo ho seguito entrambi i gironi e ho visto il Foggia in diverse occasioni. Questa squadra può giocarsi le sue carte per la salvezza. Da domani ci sarà un cambio di rotta. Secondo me la squadra mi ha convinto che si può salvare» ha dichiarato con fermezza il tecnico, basandosi sulle prime impressioni raccolte sul campo.
L'approccio mentale sarà l'elemento cardine su cui costruire la risalita. Cangelosi ha sottolineato come, pur avendo avuto pochissimo tempo a disposizione per incidere tatticamente, la risposta del gruppo durante le sedute di allenamento sia stata incoraggiante, alimentando una visione positiva indispensabile per avviare il lavoro.
«Dobbiamo ragionare partita per partita e mettere la situazione a posto, ripartendo con risultati positivi. Anche il pubblico deve aiutare questa squadra. Sono convinto che tutto questo possa essere un solido punto di partenza» ha proseguito il mister, chiedendo alla piazza di restare compatta attorno ai colori rossoneri.
Dal punto di vista della filosofia di gioco, il nuovo allenatore ha le idee chiare: non esistono partite impossibili, a eccezione di poche formazioni fuori portata, e il Foggia deve essere in grado di esprimere tutto il proprio potenziale inespresso, correggendo quegli errori di lettura che finora ne hanno frenato il cammino.
«Per me le squadre, dalla prima all’ultima, sono tutte uguali, tranne le corazzate. Dobbiamo esprimere il nostro potenziale. Non posso cambiare molto in 24 ore, ma ho fatto notare cosa dobbiamo correggere. Non voglio svalutare il lavoro precedente, però l’atteggiamento è la prima cosa da cambiare» ha evidenziato Cangelosi.
La priorità immediata sarà quella di restituire un filo logico alle prestazioni, evitando che la squadra perda la bussola nei momenti di difficoltà. Il tecnico vuole undici giocatori capaci di percepire il pericolo e di interpretare correttamente le varie fasi del match, riducendo al minimo i danni strutturali visti in passato.
«Voglio una squadra attenta, che percepisca il pericolo e sappia leggere le situazioni in campo. Ho notato che a volte si perdeva il filo logico della partita. In questo momento devo soprattutto ridurre i danni» ha spiegato l'allenatore, aggiungendo di essere pronto a valutare diversi sistemi di gioco per trovare l'equilibrio ideale.
Per quanto riguarda le defezioni, il Foggia dovrà fare a meno di alcuni elementi per il prossimo impegno, ma la profondità del calendario ancora a disposizione lascia spazio all'ottimismo. «Sono indisponibili D’Amico e Buttaro. Ci sono ancora tredici partite e non vedo una situazione così tragica» ha puntualizzato il mister, minimizzando l'allarmismo generale.
Infine, Cangelosi si è concesso un momento di riflessione personale sul significato profondo di questo incarico. Per lui tornare in Capitanata non è un semplice cambio di panchina, ma un atto di gratitudine verso una città che gli ha dato tanto e alla quale sente di dover restituire parte delle emozioni vissute nella storia del club.
«Foggia per me rappresenta tutto, è la chiusura di un cerchio. Sono arrivato qui 41 anni fa, quando misi piede qui da giocatore. Sono emozionato di essere tornato e contento: ho avuto la fortuna di fare la storia del Foggia» ha confessato il tecnico, visibilmente toccato dal calore ritrovato.
L'appello finale è rivolto ai tifosi, considerati il motore instancabile di ogni impresa sportiva della società foggiana. «Sono sempre stati vicini e devono continuare ad avere fiducia. Uniti possiamo fare di tutto. Ora sono qui per restituire le emozioni che questa città mi ha regalato. Spero di ridare almeno in parte quello che ho ricevuto» ha concluso Cangelosi.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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