Alejandro Prendes è un nuovo giocatore della Folgore Delfino Curi. Il centrocampista spagnolo, classe 1997, entra quindi a far parte della truppa a disposizione di mister Cristofari per il prossimo campionato di Eccellenza. Nato nelle Asturie, ha giocato in Spagna in diverse squadre, tra le quali il Real Oviedo (formazione con la quale è arrivato fino alla Serie B spagnola), per poi spostarsi in Italia, in Campania, dove ha indossato la casacca dell’Albanova, e poi nei Monti Prenestini, squadra laziale con la quale ha appena vinto il campionato di Promozione.
La metà campo è il suo habitat naturale nel rettangolo di gioco, anche se Prendes rappresenta un vero e proprio jolly di centrocampo, come riferisce lo stesso calciatore: «Mi piace sia giocare più avanti che più indietro, mi piace fare il play ma quello che preferisco e fare la mezzala, tornare a prendere la palla e poi cercare anche di puntare in avanti provando a far gol. In generale mi adatto in qualsiasi posizione del centrocampo, sia in fase di impostazione e interdizione, sia di assistenza per i compagni: mi definisco un giocatore box to box».
Prendes, alla luce anche della sua provenienza e delle sue esperienze sportive, è pronto anche ad analizzare Spagna e Italia a livello calcistico: «Non ho notato grosse differenze tra il calcio spagnolo e quello italiano – spiega il giocatore – a me in generale piace questo sport, pertanto non noto grosse differenze nei due casi. Al massimo potrei dirti che il primo periodo che sono stato a Napoli ho avuto solamente qualche piccolissima difficoltà con la lingua, nel passaggio dallo spagnolo all’italiano, ma poi col passare dei giorni e sforzandomi di parlare sempre in italiano con i compagni, anche questo piccolo intoppo è stato superato senza problemi».
Il pensiero del centrocampista si focalizza poi sulla nuova avventura con la casacca biancazzurra: «Voglio ringraziare tutti, e in particolare la dirigenza e il mister che mi hanno voluto sin da subito. Sono appena arrivato e ho fatto i primi allenamenti, e mi sento già parte di questo gruppo. L’anno scorso ho segnato dieci gol, quindi come primo obiettivo il mio desiderio è quello di ripetere la scorsa annata, anche se non è mai semplice. A livello di squadra ho trovato un gruppo giovane e affamato, il mister ha una sua identità di gioco che cerca di trasmetterci, e quindi dovremo essere bravi nel metterci a sua disposizione e realizzare in campo le sue idee: poi vedremo dove saremo arrivati, al momento non mi pongo limiti o paletti di sorta. Sono sicuro, però, che possiamo fare un bel campionato. Non mi piace promettere qualcosa, ma ciò che sicuramente farò, è lavorare giorno dopo giorno, e poi tutti insieme vedremo dove possiamo spingerci. La cosa più importante è sempre la squadra e non il singolo. Il calcio è uno sport di squadra, quindi se io gioco bene è perché tutta la squadra sta girando bene, e se come gruppo riesci a creare una sorta di famiglia, allora tutto è più semplice e possiamo toglierci tante soddisfazioni».
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