Il ko interno contro il Gladiator ha lasciato un profondo senso di amaro in bocca in casa rossoblù, ma il direttore sportivo Danilo Pagni ha voluto subito fare chiarezza sull'atmosfera respirata al triplice fischio, in particolare per quanto concerne l'atteggiamento della tifoseria ionica.

«Dopo la partita c’è stato un incontro tra la squadra e i tifosi, ma si è svolto in modo civile e costruttivo. I tifosi sono venuti a parlarci in maniera civile, manifestando il loro dispiacere dopo aver visto un pubblico meraviglioso. Abbiamo lavorato tutti, siamo arrivati a disputare due finali e non siamo stati bravi a vincerle; abbiamo fallito l’obiettivo tecnico, ma questo non significa che non ci abbiamo messo il massimo impegno».

Il dirigente si è poi soffermato su alcuni concitati attimi avvenuti sul terreno di gioco, preferendo non sbilanciarsi troppo su dinamiche non verificate di persona ma rimarcando l'eccezionalità del momento storico per la piazza pugliese.

«Io ho visto qualcosa, ma non posso confermare ciò che non ho visto direttamente. In ogni caso, il confronto con i tifosi è stato civile, nonostante la sconfitta. Non sta a me giudicare i comportamenti, ma da quando conosco il Taranto non era mai successa una cosa del genere».

Le attenzioni si sono inevitabilmente spostate sulla prossima stagione e sulla permanenza dello stesso direttore sportivo, il quale ha rimandato ogni decisione ufficiale alla proprietà del club, sottolineando l'importanza di avvertire la piena fiducia dell'ambiente.

«La nostra è una società fantastica. Se rimango a Taranto? Non mi pongo il problema. Questo lo dovete chiedere a Ladisa: l’ultima parola spetta a loro, sono loro i proprietari. Io ho un contratto, ma mi devo sentire voluto. Con questa società mi trovo benissimo; poi spetta a loro fare la loro mossa. La base c’è: abbiamo dei punti deboli, ma non è tutto da buttare».

Nella sua disamina tecnica, l'operatore di mercato ha analizzato anche l'avvicendamento e la gestione delle guide tecniche che si sono succedute, assumendosi la piena responsabilità del verdetto emesso dal verdetto del rettangolo verde.

«Danucci ha fatto un ottimo lavoro, ritrovando una squadra decisamente più forte. Panarelli è stato accontentato in tutto e per tutto, ma gli è andata male ed è stato anche sfortunato. Non accampiamo scuse: abbiamo fallito l’obiettivo».

Un passaggio significativo è stato dedicato a uno dei calciatori più rappresentativi della rosa, Nicola Loiodice, di cui è stato valutato l'apporto stagionale e la situazione contrattuale in vista della programmazione futura.

«Quando ho saputo che aveva firmato qui, è stato un motivo che mi ha spinto ancora di più. È un giocatore fortissimo, un top player; ha dimostrato di essere sempre forte, anche se ha avuto problemi fisici e, a volte, ha faticato a trovare il modo di giocare. Ha dato il massimo e gli vogliono bene tutti nello spogliatoio. Nicola ha un altro anno di contratto, è un giocatore importante; poi si deciderà il da farsi».

In conclusione, Pagni ha voluto guardare oltre la delusione del momento, focalizzandosi sulle prospettive strutturali del club e lanciando un messaggio chiaro a chi sta seguendo con distacco o rivalità le sorti della compagine ionica.

«Il Taranto avrà un mega stadio ed è una realtà storica, con una società fortissima. In questo momento c’è chi gode perché non siamo andati in Serie D, ma il progetto va avanti: dobbiamo fare una curva in più, non lo so. Da parte mia avrete sempre il massimo».

Sezione: Eccellenza / Data: Lun 15 giugno 2026 alle 14:45
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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