Il panorama calcistico di Ferrara accoglie nuovamente una figura familiare, ma con un ruolo completamente rinnovato. Mirco Antenucci, ex-attaccante e idolo della tifoseria, si presenta ora come direttore sportivo della SPAL, la nuova società che riparte dalle ceneri della precedente gestione, guidata da un gruppo di investitori argentini.
Insieme a lui, per la prima conferenza stampa ufficiale, c’era anche il tecnico Stefano Di Benedetto, a cui spetta il compito di condurre la squadra nel difficile campionato di Eccellenza. Antenucci ha esordito con un’introduzione che ha subito toccato le corde dell’emozione, per poi rispondere alle domande dei giornalisti presenti.
“Sono stati giorni molto intensi dal punto di vista del lavoro e dell’organizzazione. Un lavoro che dovrebbe essere fatto in più mesi, che però abbiamo condensato in due settimane per arrivare pronti. Si tratta di un giorno di rinascita per Ferrara, con il calcio che riparte. Sono emozionato e carico per questa avventura. Si è trattata di un’estate difficile per tutti noi dopo il fallimento della precedente società, ma finalmente ripartiamo.
Mister Stefano Di Benedetto è un profilo molto preparato, con tantissime idee, ed è un piacere lavorare con lui. Lo riteniamo una persona adatta per la nostra piazza”. Antenucci ha sottolineato la grande intesa con Di Benedetto, evidenziando la sua preparazione e le numerose idee che sta portando alla squadra, ritenendolo il profilo perfetto per l'ambiente ferrarese.
Il DS ha poi affrontato il tema della rosa, ancora in via di definizione ma già dotata di una solida base. “La squadra non è ancora completa, anche se c’è già un’ossatura importante. I ragazzi che sono qui li ho sentiti tutti telefonicamente, perché volevo capire da loro la voglia di venire a Ferrara. Sono tutti giocatori che provengono da categorie superiori, ma questo non vuol dire niente, perché bisogna ambientarsi al campionato che affronteremo.
Sappiamo che ci affronteranno tutti con uno spirito diverso. Abbiamo deciso di prendere solo giocatori da categorie più alte, perché non tutti possono giocare in questa piazza e reggere certe pressioni. Dopo qualche giorno di lavoro sono ancora più convinto delle scelte che abbiamo fatto, visto che i ragazzi si sono messi a disposizione a 360 gradi.
Ho detto a loro che da adesso in avanti andremo a rappresentare un popolo e Ferrara”. Un'attenzione particolare è stata data alla scelta di atleti provenienti da categorie superiori, un segnale della volontà di costruire una squadra in grado di gestire la pressione di una piazza esigente come quella estense. Antenucci ha rimarcato l’impegno dei nuovi arrivati, che si sono mostrati subito pronti a mettersi in gioco.
La transizione da calciatore a direttore sportivo è un passaggio cruciale nella vita di Antenucci. “È finita una fase della mia vita e adesso devo dimostrare di poter fare questo lavoro. Voglio trasmettere ai ragazzi la mia esperienza dei cinque anni che ho passato a Ferrara da calciatore.
Sono rimasto stupito dalla qualità umana e sportiva dei calciatori che abbiamo qui. Non ho ancora avuto tempo di rendermi pienamente conto di cosa voglia dire indossare questa nuova veste perché c’è stato tantissimo da fare fin da subito, ma volevo fare questo lavoro e sono riuscito a farlo a Ferrara, che era un mio obiettivo”. L'ex bomber ha rivelato come il nuovo ruolo fosse un suo desiderio e come l'opportunità di intraprenderlo proprio a Ferrara fosse un traguardo personale.
Non è mancato un commento su un giocatore specifico, Giuseppe Iglio. “Giuseppe è un ragazzo straordinario, che ho voluto fortemente e lo ringrazio perché non è da tutti a quell’età scegliere di scendere dalla serie C all’Eccellenza, non è scontato.
Sta lavorando da leader come lo immaginavamo io e il mister”. Antenucci ha elogiato Iglio per la sua decisione e per il suo atteggiamento da leader, confermando le grandi aspettative riposte su di lui.
In merito al capitano, Antenucci ha spiegato che la decisione è ancora in fase di valutazione. “Stiamo facendo delle valutazioni insieme al mister su questo tema, perché bisogna capire le dinamiche dello spogliatoio per decidere chi andrà a indossare la fascia al braccio. Siamo contenti perché si sta formando un bel gruppo”. L'aspetto umano e le dinamiche interne dello spogliatoio sono al centro della scelta.
Un punto focale per il nuovo DS è il rapporto con la tifoseria. “Tutti dovremo fare uno sforzo per calarci nella realtà in cui siamo. Voglio far avvicinare i nostri tifosi alla squadra perché so il valore che possono giocare a nostro favore.
Abbiamo deciso di fare la prima settimana di allenamenti a porte chiuse perché dovevamo iniziare a lavorare il meglio possibile, ma domenica i cancelli del centro sportivo Fabbri saranno aperti al pubblico ferrarese”. L'apertura al pubblico dopo una prima fase di lavori a porte chiuse è un chiaro segnale di dialogo con i tifosi, il cui supporto è considerato fondamentale.
Infine, Antenucci ha voluto mettere in guardia la squadra sull'atteggiamento da tenere in campo. “Ci batteremo moltissimo per far sì che la squadra non sottovaluti nessun avversario, visto che non possiamo permetterci di sbagliare atteggiamento.
Su ogni contrasto daremo il massimo, perché senza la giusta mentalità servono a poco gli aspetti tecnici e tattici”. La mentalità, la grinta e la consapevolezza che ogni partita sarà una battaglia sono le parole d'ordine per affrontare il campionato di Eccellenza.
La SPAL ha anche annunciato le prime amichevoli: “Giocheremo il 14 agosto alla mattina contro il Masi Torello, mentre il pomeriggio del 20 agosto affronteremo il Granamica.
Si tratta di squadre del campionato di Promozione e disputeremo le due partite al centro sportivo G.B. Fabbri, con i tifosi che potranno assistere in entrambe le occasioni”. Due test importanti per testare la preparazione della squadra in vista della nuova stagione.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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