L'angolo dell'Avvocato - Emergenza Covid-19 nel calcio Pro e dilettantistico

15.03.2020 00:00 di Stefano Sica   Vedi letture
L'angolo dell'Avvocato - Emergenza Covid-19 nel calcio Pro e dilettantistico

Quinto appuntamento con "L'angolo dell'Avvocato", rubrica che si propone di approfondire disposizioni e problematiche tecniche, organizzative e regolamentari inerenti al calcio dilettantistico, con un occhio al mondo professionistico e alla connessione, frequente e inevitabile, tra i due sistemi. Ospite fisso l'avvocato lucano Luis Vizzino, noto legale esperto di Diritto sportivo. Quinto argomento: emergenza Coronavirus nel calcio Pro e dilettantistico. 

Questione allenamenti: facciamo chiarezza.

In linea generale, secondo quanto disposto dal DPCM del 9 marzo, viene garantita discrezionalità alle società sportive circa la possibilità o meno di organizzare sedute di allenamento, e ciò vale sia in ambito professionistico che non professionistico, a condizione che le stesse vengano tenute a porte chiuse e chiaramente nel rispetto di tutti i controlli a cui gli atleti devono essere rigorosamente sottoposti. E' da sottolineare, inoltre, che in virtù di accordo stipulato tra l'AIC (Associazione Italiana Calciatori) e la LEGA PRO, i calciatori di Serie C sono esentati anche dall'attività di allenamento sino al 20 marzo  prossimo.

Questione impianti sportivi: per chi restano chiusi e per chi aperti.

Gli impianti sportivi sono utilizzabili, a porte chiuse, soltanto per le sedute di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e dalle rispettive federazioni, in vista della loro partecipazione ai giochi olimpici o a manifestazioni nazionali ed internazionali. Resta altresì consentito esclusivamente lo svolgimento degli eventi e delle competizioni sportive organizzate da organismi sportivi internazionali, all'interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all'aperto senza la presenza di pubblico. Ciò, in buona sostanza, per permettere alle società aventi diritto di continuare a disputare le competizioni Europee, al momento regolarmente in corso di svolgimento. 

Va aggiunto che, ad onor del vero, non viene in alcun modo specificato il concetto di “interesse nazionale” , ovvero chi sono gli atleti riconosciuti di interesse nazionale dal CONI e dalle rispettive Federazioni? A primo acchito, sembrerebbero intendersi per tali, coloro i quali partecipano a competizioni Nazionali e pertanto di interesse nazionale anche per la collettività. Ma si tratta di una mera interpretazione . Un chiarimento sul punto sarebbe stato necessario. Credo che in determinate ed eccezionali situazioni, quale quella che stiamo vivendo, sarebbe sempre meglio offrire dei chiarimenti dettagliati.

In caso di sospensione definitiva cosa succede? Chi decide su assegnazioni titoli e retrocessioni?

Partendo dal presupposto che non esiste una disposizione dell'Ordinamento Sportivo che va a a disciplinare le conseguenze derivanti da una sospensione definitiva dei Campionati, tuttavia in tali circostanze è abbastanza scontato che un ruolo fondamentale spetterebbe alla FIGC. Infatti, alla luce di quanto previsto dall'art. 13 comma 2 dello Statuto della Figc, quest'ultima disciplina l’affiliazione delle società e definisce, d’intesa con le Leghe interessate e sentite le Componenti tecniche, l’ordinamento dei campionati. La FIGC stabilisce i criteri di formulazione delle classifiche e di omologazione dei risultati; decide sull’assegnazione del titolo di campione d’Italia e ratifica le promozioni e le retrocessioni di serie; assicura gli strumenti finanziari ed organizzativi necessari all’espletamento della giustizia sportiva e della funzione arbitrale". E ancora, ai sensi dell'art 27 comma 3 del citato Statuto, "su proposta del Presidente Federale, il Consiglio Federale coordina l'attività agonistica demandata alle Leghe e delibera d'intesa con le Leghe interessate, sentite le componenti tecniche, con la maggioranza di tre quarti dei componenti aventi diritto di voto sull'ordinamento dei campionati e sui loro collegamenti, con particolare riferimento ai meccanismi di promozione e di retrocessione. E ciò varrà in modo uniforme per tutti i campionati organizzati in ambito FIGC.