La stagione del Cesena ha imboccato una traiettoria preoccupante dopo la sconfitta contro lo Spezia, che rappresenta il settimo stop nelle ultime nove partite e la terza battuta d'arresto consecutiva, evenienza mai verificatasi finora nell'arco dell'annata in corso. Il club bianconero si trova ora di fronte a un interrogativo cruciale: continuare a inseguire l'ambizione della zona playoff o concentrare le energie per consolidare una salvezza che non appare più così scontata come qualche settimana fa.
Il timore è quello di rivivere l'incubo della stagione 1999-2000, quando una posizione di classifica apparentemente tranquilla a questo punto del campionato si trasformò in un'inaspettata retrocessione, lasciando tutti sgomenti per l'epilogo drammatico di quell'annata.
L'unico paragone utile per contestualizzare la situazione attuale è quello con la passata stagione. Dopo la ventiseiesima giornata di dodici mesi fa, il Cavalluccio occupava anch'esso l'ottava posizione, ma con tre punti in meno rispetto all'attuale bottino e a quota 34, condividendo il piazzamento con il Bari, che aveva però la meglio negli scontri diretti. La distanza dalla nona posizione, allora presidiata dal Palermo, era inferiore rispetto a oggi, mentre il quinto posto distava cinque lunghezze, essendo occupato congiuntamente da Catanzaro e Juve Stabia a quota 39 punti.
L'attuale quadro classificatorio vede i bianconeri in competizione con la Juve Stabia per il settimo gradino della graduatoria. Il Modena, sesto, si trova già a una distanza più marcata con sei punti di vantaggio e affronterà Ciofi e compagni sabato 7 marzo allo stadio Braglia. Il quinto posto, attualmente occupato dal Catanzaro con 44 punti, appare ormai un obiettivo fuori portata.
L'inquietante sguardo verso il basso
Considerando l'andamento recente del Cesena, ipotizzare una risalita in classifica sembra al momento pura utopia. Tuttavia, il calcio è imprevedibile e talvolta basta una singola partita per invertire la rotta e rilanciare le ambizioni. Ciononostante, risulta prudente rivolgere l'attenzione anche alla parte bassa della graduatoria, dal momento che la quota salvezza non è ancora stata matematicamente acquisita.
Attualmente è il Mantova a trovarsi sotto la linea di demarcazione: i virgiliani hanno raccolto 26 punti e si contenderebbero i playout con lo Spezia, salito a 25 punti dopo il successo conseguito al Manuzzi. Il margine del Cesena sulla zona pericolosa ammonta oggi a undici punti, mentre nella scorsa stagione, sempre dopo la ventiseiesima giornata, il vantaggio era di appena sei lunghezze.
La differenza sostanziale risiede nel trend di rendimento. Analizzando lo stesso arco temporale di nove partite, nella passata stagione il Cavalluccio aveva accumulato 9 punti, mantenendo quindi una media di un punto a incontro. Nell'attuale annata, i bianconeri viaggiano invece con una media di 0,66 punti per gara, dato che fotografa impietosamente le difficoltà del momento.
Ma c'è un ulteriore elemento di confronto significativo: nella scorsa stagione, alla ventisettesima e alla ventottesima giornata di campionato, la squadra inanellò due vittorie consecutive contro Cremonese e Salernitana, seguite da due pareggi contro Brescia e Spezia. Un ciclo di quattro incontri che fruttò complessivamente 8 punti, fornendo lo slancio necessario per il prosieguo del campionato.
Nelle prossime quattro uscite, il calendario propone al Cesena trasferte insidiose contro Empoli e Modena, alternate alle gare casalinghe contro Monza e Frosinone al Manuzzi. Alla luce del momento negativo attraversato dalla squadra, appare arduo immaginare un percorso paragonabile a quello dello scorso anno.
La situazione richiede dunque un immediato cambio di passo per evitare che il campionato, partito con aspettative ben diverse, possa trasformarsi in un finale di stagione all'insegna dell'apprensione anziché delle soddisfazioni.
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