Ludi: "Como è uno stimolo continuo. Non faremo il Monza"

29.05.2020 12:15 di Matteo Ponciroli   Vedi letture
Fonte: La Provincia
Ludi: "Como è uno stimolo continuo. Non faremo il Monza"

É passato poco più di un anno da quando Carlalberto Ludi siede sulla scrivania del direttore sportivo del Como. La bontà del lavoro svolto negli ultimi dodici mesi ha garantito all'ex Novara la riconferma, ed ora sarà compito suo, e dei suoi collaboratori, plasmare il Como che verrà. Gli obbiettivi per il futuro (in campo e fuori), sono il tema portante della lunga intervista rilasciata dallo stesso ds al quotidiano "La Provincia di Como".


Ludi, una conferma che non è stata una sorpresa, vero?
"No, però è un bel segnale di fiducia. Sono molto soddisfatto di quello che è stato fatto in questi mesi, abbiamo lavorato tanto e ancora lo stiamo facendo. É un grande orgoglio per me lavorare in una piazza come Como, e con questa proprietà. É uno stimolo continuo".


Allora, cominciamo dalla cosa più difficile. Il presente.
"Siamo qui in attesa. Noi ragioniamo in termini di sistema, ed è in questo senso che abbiamo espresso l’idea di sospendere, e tuttora pensiamo che riprendere sia molto difficile. Ma ci atterremo a quello che sarà deciso, il Como se dovrà farlo si attrezzerà per tornare in campo. Ma parliamone tra qualche giorno".


Parliamo della squadra. Per quanto il futuro sia ancora incerto sui tempi, che cosa esattamente significa, nei vostri piani, ’fare uno step in più’ come dite sempre?
"Non faremo il Monza, per intenderci. Pur avendo la possibilità di spendere continuiamo a credere di dover costruire per gradi. Abbiamo investito su un blocco consistente di giocatori in cui crediamo, e opereremo dei rinforzi".


Miglioramento, quindi, ma non rivoluzione?
"Assolutamente no. Cinque o sei giocatori in più, se vogliamo quantificare in linea di massima, anche se chiaramente è presto per dire qualsiasi cosa".


C’è un altro aspetto che le sta molto a cuore per la nuova stagione, il campo sintetico al Sinigaglia.
"Assolutamente sì, la ritengo una priorità. Per tanti motivi. Innanzitutto ci consentirebbe di far allenare lì la prima squadra, trasformando davvero lo stadio nella “casa del Como”, uno spazio solo nostro. E poi potremmo lavorare su un terreno sempre ottimale, con il vantaggio di conoscere meglio il nostro campo. Ho provato io stesso la differenza quando giocavo a Novara, pur avendo il centro di Novarello ci allenavamo quasi sempre allo stadio".


E poi c’è un contorno a cui tenete molto e darete ancora più spazio.
"Le iniziative sociali. Abbiamo in mente tanti progetti, per esempio con le scuole. E proseguiremo con tutto quello che già abbiamo avviato, con i ragazzi disabili e altre realtà. È un aspetto a cui teniamo tantissimo e anche su questo fronte stiamo continuando a lavorare, con idee nuove. È un modo importante per coinvolgere e fidelizzare il territorio facendo qualcosa di socialmente utile".