È vicina a terminare la grande attesa in casa Ancona. Archiviato il successo in campionato contro l'Ostiamare, i dorici si tuffano nell'avventura della Coppa Italia di Serie D, giunta ormai alle battute finali. Oggi al "Del Conero" arriva il Francavilla in Sinni per l'andata della semifinale. Ieri, in conferenza stampa, il tecnico Agenore Maurizi ha analizzato il momento della squadra, l'avversario e l'importanza della competizione, non nascondendo le insidie legate alle condizioni del terreno di gioco.
Archiviare l'Ostiamare e guardare avanti
Il mister ha esordito mettendo subito da parte l'entusiasmo per l'ultima vittoria in campionato, focalizzandosi sul presente: "Sì, diciamo che Ostia appartiene al passato. Sono contento a nome di tutta la squadra, ringraziamo tutti perché è stata una vittoria importante e abbiamo fatto bene, ma poi la vita ci insegna che quello che finisce è passato. Non possiamo sapere quello che succederà domenica, però adesso abbiamo il presente che è il Francavilla. Quindi siamo proiettati alla gara di domani e Ostia non ne parliamo più".
L'analisi dell'avversario: fisico e ingannevole
Maurizi ha dimostrato di avere le idee chiare sul Francavilla in Sinni, avversario studiato attentamente durante il ritiro forzato del weekend precedente: "Ho avuto modo di vederla già sabato in ritiro: non avendo il lavoro il sabato, visto che siamo stati senza far niente, abbiamo visto i prossimi avversari. Abbiamo visto il Termoli, che vedremo oggi, e abbiamo visto il Francavilla. Il Francavilla è una squadra molto fisica, una squadra che non merita la classifica che ha, quindi è una partita da prendere con le molle. Hanno tutti giocatori strutturati, però noi vogliamo passare il turno e guardiamo a noi. Siamo abituati come sempre a guardare in casa nostra. Le partite vanno tutte giocate e quello che ci riserva la partita, per quanto uno la possa preparare, non è mai possibile stabilirlo in partenza. Vedete l'espulsione o le cose che succedono: domenica avevamo preparato di giocare palla nello spazio, come nell'azione del gol di Bordo, e poi magari domenica, se quelli si mettono dieci metri indietro, non lo potevamo fare. Quindi dobbiamo leggere le nuove situazioni che si verificano in campo. E così domani: abbiamo preparato un tipo di partita, vediamo che tipo di atteggiamento hanno loro. Comunque dobbiamo entrare in campo molto determinati, molto decisi, perché sarà una partita, con questo campo e questo tempo, molto fisica".
L'importanza della Coppa: tra ripescaggio e prestigio
Sull'approccio alla doppia sfida (andata e ritorno) e sul valore della Coppa Italia anche in ottica ripescaggio, Maurizi ha offerto una disamina tecnica e motivazionale: "Intanto la Coppa, visto e considerato che sono due competizioni, indipendentemente dal punteggio che dà per l'eventuale ripescaggio – e quale ripescaggio nei professionisti è dato anche dalle eventuali defezioni di squadre che hanno dei problemi finanziari e che si salvano sul campo – dà un coefficiente molto importante. Come tutti sapete meglio di me, dà circa 7 punti se arrivi secondo, e 15-16 punti se si arriva primi. Quindi se tu sommi i punti che fai e ci aggiungi quelli della Coppa Italia, arriva un punteggio importante per essere ripescato. Però io credo che, oltre a questo – per il quale tutti vogliamo fermamente salire di categoria – oltre a questo c'è anche il prestigio di vincere una competizione. Di far bene in una competizione. E questo per me è l'aspetto principale".
Turnover necessario e l'allarme campo
Infine, il tecnico ha confermato che ci saranno rotazioni nella formazione titolare, citando il dispendio mentale della gara contro l'Ostia e le pessime condizioni del manto erboso del Del Conero: "Vedremo qualche novità? Sì, certo, vedremo qualche novità perché comunque domenica è stata una partita, anche se loro sono rimasti in nove, dispendiosa anche dal punto di vista cognitivo. Perché comunque la squadra, 11 contro 9, paradossalmente ha pensato: 'Se non faccio gol è un disastro, se non facciamo gol e andiamo a tre punti...'. Quindi aveva apprensione. Questo è stato un dispendio molto importante dal punto di vista mentale, abbiamo consumato molto. Dal punto di vista fisico è stato un primo tempo di altissimo livello di tutte e due le squadre. Il secondo tempo è stato meno fisico logicamente, però è stato più cognitivo perché dovevamo trovare degli spunti, delle soluzioni per andare a calciare in porta con più rabbia, in maniera magari più pulita, anche se 7-8 volte abbiamo calciato verso la loro porta da posizioni facili. Dovevamo essere un po' più cattivi e più determinati. Io non mi accontento mai. Però, appunto, domani ci saranno delle novità: non possiamo rischiare giocatori che sono affaticati mettendoli in campo di mercoledì, con questo campo, con questo clima. Il campo è al limite: stamattina sono andato a vederlo ed è ridotto un acquitrino".
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